Passa ai contenuti principali

Capitalizzazione semplice e composta

 La capitalizzazione semplice e composta rappresentano due modalità con la quale può essere calcolata la maturazione degli interessi sul capitale investito. La capitalizzazione semplice e composta si differenziano per l'aggiunta o meno degli interessi maturati nel periodo precedente al capitale sul quale vengono calcolati gli interessi nel periodo successivo. Nella capitalizzazione semplice gli interessi vengono calcolati solo sul capitale iniziale mentre nella capitalizzazione composta gli interessi maturati rientrano nel capitale sul quale vengono calcolati gli interessi nel periodo successivo.

Capitalizzazione semplice

La capitalizzazione semplice prevede che il calcolo degli interessi maturati alla fine del periodo sia effettuato sul solo capitale iniziale. Di conseguenza, nella capitalizzazione semplice, il montante è dato dalla somma tra il capitale iniziale e gli interessi maturati sul capitale iniziale. 

                                                                          M = C + (I x T)

Nella capitalizzazione semplice, gli interessi non rientrano nel capitale sul quale effettuare il calcolo degli interessi nel periodo successivo. Nella formula di calcolo della capitalizzazione semplice,  M rappresenta il montante, C il capitale iniziale, I è l'interesse maturato sul capitale iniziale ed è in funzione del tasso di capitalizzazione, ed infine T rappresenta i periodi di capitalizzazione.

Capitalizzazione composta

La capitalizzazione composta prevede la capitalizzazione di capitale e interessi maturati, di conseguenza gli interessi maturati alla fine del periodo verranno considerati come capitale all'inizio del periodo successivo, cosi che l'interesse maturi sia sul capitale iniziale che sugli interessi maturati.
 
                                                                          M = C (1 + i) ^ t

M rappresenta il montante, C il capitale iniziale, i il tasso di capitalizzazione e t il numero di periodi per il quale vien capitalizzato il capitale. Dato che il tasso di interesse è elevato al numero di periodi per il quale si capitalizza il capitale, all'aumentare del numero di periodi aumenta l'effetto della capitalizzazione composta sul valore del montante. 

Commenti

Post popolari in questo blog

CDO sintetici

I CDO sintetici sono una tipologia particolare di CDO. Come i tradizionali CDO, i CDO sintetici trasferiscono il rischio di credito di un paniere di titoli di debito a garanzia del CDO ai detentori delle varie classi del CDO sintetico. Nei CDO sintetici, a  differenza dei tradizionali CDO,  i titoli di debito non sono detenuti “fisicamente” dalla società veicolo, ma l’esposizione è “sintetica” ed è ottenuta attraverso l’utilizzo di derivati di credito come i CDS (credit default swap). I CDO sintetici, a differenza dei CDO tradizionali, non passano i flussi di cassa dei titoli di debito a garanzia e non vi è una gestione attiva da parte del CDO manager, ma vi è la sola esposizione al rischio di credito del paniere di riferimento attraverso la vendita di CDS. I CDO sintetici hanno origine dalla cartolarizzazione sintetica, che è utilizzata dalle banche per trasferire il solo rischio di credito di mutui e prestiti senza il trasferimento effettivo egli stessi. Il CDO sintetico p

Outperform (azioni - borsa - finanza)

Outperform  è la raccomandazione data dagli analisti quando il price target a 12 mesi dell'azione in esame genera un rendimento superiore al rendimento del mercato, e per questo motivo ne  viene raccomandato l'acquisto. Outperform è equivalente alla raccomandazione buy. Ti potrebbe interessare anche: Market perform (azioni - borsa - finanza) Underperform (azioni - borsa - finanza)

Rischio sistematico e idiosincratico

Il rischio di un titolo può essere visto come la somma tra il rischio sistematico e il suo rischio idiosincratico. Attraverso un portafoglio ben diversificato, è possibile eliminare il rischio non sistematico ed avere esposizione al solo rischio di mercato. Rischio sistematico Il rischio sistematico è il rischio che non può essere eliminato, neanche con la diversificazione di portafoglio, e rappresenta il rischio generale del mercato. Il rischio sistematico è relativo a fattori come ad esempio il livello dei tassi di interesse e l'inflazione. Il rischio sistematico è rappresentato dal beta. Rischio idiosincratico (non-sistematico)  Il rischio  idiosincratico  è il rischio non sistematico, ovvero  è il rischio specifico del titolo, che può essere eliminato inserendo il titolo in un portafoglio con altri titoli con cui ha una bassa correlazione. Attraverso la diversificazione, il rischio idiosincratico viene eliminato e il portafoglio è esposto al solo rischio sistematico.