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Visualizzazione dei post da Gennaio, 2021

Arbitraggio finanziario

 L' arbitraggio finanziario  è la possibilità di guadagnare un profitto privo di rischio sfruttando le inefficienze del mercato. L' arbitraggio finanziario  si può attuare comprando e vendendo contemporaneamente due attivi identici ma che sono scambiati a prezzi differenti su diversi mercati o prendendo contemporaneamente una posizione lunga e corta su diversi strumenti finanziari che danno esposizione al medesimo attivo ma che possono risultare sopravvalutati o sottovalutati. Ti potrebbe interessare anche: Arbitraggisti Arbitraggio regolamentare

UTP (crediti)

 Nei crediti, UTP (Unlikely To Pay)  è il termine utilizzato per identificare i crediti per i quali l'istituto finanziario stima che il debitore risulti probabilmente inadempiente nel rimborsare il prestito secondo il piano di ammortamento stabilito. L'identificazione degli  UTP  avviene al verificarsi di determinati eventi, come il deterioramento del merito creditizio del debitore, violazioni dei covenant del contratto di prestito o il deteriorasi della situazione macroeconomica, che aumentano la probabilità che il debitore risulti insolvente. Ti potrebbe interessare anche: NPE (crediti)

Earn out (finanza)

 In finanza, l'  earn out  è una clausola contrattuale che prevede che valore, modalità e tempistica di un'acquisizione siano in tutto, o in parte, subordinati al raggiungimento, in un momento successivo alla conclusione dell'acquisizione, di obiettivi predeterminati e concordati tra le parti. Per ridurre la variabilità del valore finale, l' earn out  può prevedere un floor e un cap, rispettivamente un valore minimo e un valore massimo che potrà assumere il prezzo finale. 

Titoli OTC

  I titoli   OTC  sono titoli scambiati in  mercati over-the-counter dove la compravendita avviene direttamente da un'istituzione finanziaria che ha il titolo nel proprio inventario di titoli, che propone il bid/ask al quale è disposto a scambiarlo. I titoli OTC  non rispettano gli standard di ammissione delle borse regolamentate e, conseguentemente, offrono poca liquidità e un basso livello di disclosure finanziaria. Ti potrebbe interessare anche: Azioni OTC Obbligazioni OTC Derivati OTC Disclosure (finanza)

Titoli corporate

 I  titoli corporate  sono titoli obbligazionari emessi da società private per finanziare varie attività aziendali, come l'ampliamento della produzione o l'acquisizione di altre società. Rispetto ai titoli governativi, i  titoli   corporate  sono caratterizzati da un maggior rischio di credito e sono meno liquidi, e per questo motivo offrono un rendimento più elevato dei titoli di stato. Per i  titoli  corporate , il maggior rischio di credito è espresso dal differenziale di rendimento rispetto ai titoli governativi. In base al rischio di credito, i  titoli corporate  possono essere suddivisi in investment grade (con un rischio di credito ridotto), e non-investment grade (con un rischio di credito elevato), in base al giudizio fornito dalle agenzie di rating. Il differenziale di rendimento tra i  titoli  corporate  e i titoli di stato non è fisso, ma varia in relazione all'andamento dell'economia della situazione finanziaria dell'azienda. Inoltre, il rendimento offe

Dividendo (economia)

 In economia, il  dividendo  è la remunerazione degli azionisti che deriva dalla distribuzione, sotto forma di denaro, degli utili aziendali. Il  dividendo  può essere distribuito periodicamente, quando l'azienda entra in una fase matura e le opportunità per reinvestire gli utili diminuiscono, oppure possono essere pagati in maniera irregolare, in relazione ad eventi straordinari. Il  dividendo  viene distribuito a discrezione del management.

Organismi di investimento collettivo

 Gli organismi di investimento collettivo  sono veicoli di investimento che raccolgono il risparmio dei vari investitori ed investono in azioni, obbligazioni, immobili ed altri attivi finanziari, secondo la politica di investimento definita.  Gli  organismi di investimento collettivo   permettono ai piccoli risparmiatori, con un investimento minimo relativamente basso, di avere un'esposizione diversificata ed una gestione professionale. Gli  organismi di investimento collettivo , a secondo della forma giuridica assunta, si distinguono in SGR (Società di Gestione del Risparmio), OICVM (Organismi di Investimento Collettivo in Valori Mobiliari) e SICAV (Società di Investimento a Capitale Azionario Variabile). In ogni caso, il valore  organismi di investimento collettivo   è dato dal  NAV (Net Asset Value) , che viene calcolato giornalmente, o con frequenza diversa per particolari tipologie di  organismi di investimento collettivo , utilizzando il prezzo di chiusura dei vari strumenti

Bond high yield

 I  bond high yield  sono obbligazioni emesse da società considerate meno solide finanziariamente  rispetto alle emittenti investment grade. Le emittenti di  bond  high yield  hanno una elevata leva finanziaria, flussi di cassa negativi, nessun vantaggio competitivo e prospettive di settore poco incoraggianti. Per questo motivo, i  bond  high yield  hanno un rischio di default maggiore rispetto alle obbligazioni investment grade. Infatti, i tassi di default dei  bond  high yield  in media si assestano a circa il 4%, mentre per le investment grade la percentuale è prossima allo 0. I tassi di default solitamente aumentano in corrispondenza di una recessione e diminuiscono in fasi di espansione economica. Data la differenza dei tassi di default, i  bond  high yield  hanno una maggiore sensibilità al rischio di credito che al rischio di tasso d'interesse. Il rischio di credito, e conseguentemente il rendimento dei  bond  high yield , seguono il ciclo economico: lo spread dei  bond   hi

Grado di autonomia finanziaria

 Il grado di autonomia finanziaria  è dato dal rapporto tra il patrimonio netto e il totale degli attivi aziendali. Il  grado  di  autonomia finanziaria   indica quanto degli investimenti negli attivi aziendali  è finanziato con capitale proprio, senza far ricorso a finanziamenti esterni.

Ratio Prezzo/Utile

  Il ratio prezzo/utile  è il rapporto tra il prezzo dell'azione e l'utile per azione (EPS). Il  ratio prezzo/utile  rappresenta uno dei multipli di mercato maggiormente utilizzato per valutare le azioni. Solitamente, il  ratio prezzo/utile   è calcolato utilizzando   l'utile per azione diluito, depurato da costi non operativi e non ricorrenti. Questo permette di avere un'idea dell'utile generato dalla attività aziendale e permette una migliore valutazione della qualità degli utili e della performance aziendale. Solitamente un  ratio prezzo/utile  basso è associato ad azioni di tipo value, ovvero titoli che vengono valutati con multipli di mercato inferiori e che solitamente pagano un alto dividendo. Un  ratio prezzo/utile  alto è invece associato ad azioni di tipo growth, ovvero azioni che hanno prospettive di crescita superiori alla media del mercato e per le quali  gli investitori sono disposti a pagare un multiplo superiore.  Inoltre il  ratio prezzo/utile   è i

PFN (finanza)

 In finanza, la  PFN  è la posizione finanziaria netta, ed è data dal totale dei debiti a breve e lungo termine, al netto dei contanti, titoli assimilabili ai contanti, e titoli negoziabili presenti in bilancio. Ti potrebbe interessare anche: PFN/PN PFN/EBITDA PFN/MOL PFN/CIN

LU1681041114

LU1681041114  è il  codice ISIN  dell'Amundi Floating Rate Euro Corporate 1-3Y ,  un  ETF swap  conforme alla normativa  UCITS  che replica un indice composto da titoli obbligazionari corporate a tasso variabile denominati in euro con rating investment grade, con una scadenza residua compresa tra uno e tre anni. Il  LU1681041031   prevede che nel distribuzione dei proventi sia a discrezione del gestore.

LU1681041031

  LU1681041031  è il  codice ISIN  dell'Amundi Floating Rate USD ,  un  ETF swap  a distribuzione conforme alla normativa  UCITS  che replica un indice composto da titoli obbligazionari corporate a tasso variabile denominati in dollari con rating investment grade. Il  LU1681041031    prevede la copertura in euro.

Azioni postergate nelle perdite

   Le  azioni postergate   nelle perdite sono una categoria di azioni che, in caso di insolvenza della società, hanno un diritto di prelazione sugli attivi societari superiore rispetto alle azioni ordinarie. Le  azioni  postergat e  nelle perdite  assorbono le perdite solo dopo che sia stato esaurito il capitale formato da azioni ordinarie. Ti potrebbe interessare anche: Obbligazioni postergate

Azioni postergate

  Le  azioni postergate  sono azioni che, in caso di insolvenza della società, hanno un diritto di prelazione sugli attivi societari superiore rispetto alle azioni ordinarie. Le  azioni  postergat e  assorbono le perdite solo dopo che sia stato esaurito il capitale formato da azioni ordinarie. Ti potrebbe interessare anche: Obbligazioni postergate

LIFO (magazzino)

Nel magazzino, il  LIFO (last in - first out)  assume che le rimanenze che giacciono da meno tempo in magazzino sono le prime ad essere vendute. Conseguentemente, con il  LIFO , il costo del venduto riflette il costo delle materie prime acquistate per ultime, mentre le rimanenze di magazzino a fine periodo riflettono il costo delle materie prime acquistate per prime. Ti potrebbe interessare anche: Liquidazione LIFO Riserva LIFO LIFO continuo LIFO a scatti (discontinuo) Metodo del costo specifico Metodo del costo medio ponderato FIFO (magazzino)

FIFO (magazzino)

 Nel magazzino, il  FIFO (first in - first out)  assume che le rimanenze che giacciono da più tempo in magazzino sono le prime ad essere vendute. Conseguentemente, con il  FIFO , il costo del venduto riflette il costo delle materie prime acquistate per prima, mentre le rimanenze di magazzino a fine periodo riflettono il costo delle materie prime acquistate per ultime. Ti potrebbe interessare anche: LIFO (magazzino) Metodo del costo specifico Metodo del costo medio ponderato

Metodo LIFO e FIFO

 Il metodo LIFO e FIFO è una metodologia di contabilizzazione delle rimanenze di magazzino.  Il  metodo LIFO (last in - first out)  assume che le rimanenze che giacciono da meno tempo in magazzino sono le prime ad essere vendute. Conseguentemente, con il  metodo LIFO , il costo del venduto riflette il costo delle materie prime acquistate per ultime, mentre le rimanenze di magazzino a fine periodo riflettono il costo delle materie prime acquistate per prime.  Il  metodo FIFO (first in - first out)  assume che le rimanenze che giacciono da più tempo in magazzino sono le prime ad essere vendute. Conseguentemente, con il  metodo FIFO  , il costo del venduto riflette il costo delle materie prime acquistate per prima, mentre le rimanenze di magazzino a fine periodo riflettono il costo delle materie prime acquistate per ultime. Ti potrebbe interessare anche: Liquidazione LIFO Riserva LIFO LIFO continuo LIFO a scatti (discontinuo) Metodo del costo specifico Metodo del costo medio ponderato

ROD (finanza)

 In finanza, il  ROD (Return On Debt)  è dato dal rapporto tra oneri finanziari e debiti a breve, medio e lungo termine contratti dall'azienda, e rappresenta la remunerazione richiesta dai prestatori di capitale di debito. Il  ROD  prevede al numeratore gli oneri finanziari del periodo e al denominatore la media dei debiti finanziari nel periodo. Il  ROD  è in funzione sia della curva dei tassi di interesse che del rischio di credito dell'emittente. In linea generale, una maggiore incidenza del debito a lungo termine rispetto al debito a breve termine, e una maggior leva finanziaria, comporta un  ROD  maggiore. Il  ROD  è calcolato con valori contabili e, per questo motivo, potrebbe non rappresentare la situazione attuale della remunerazione richiesta dai prestatori di capitale di debito, che può essere dedotta osservando la curva dei rendimenti dei titoli di debito emessi dall'azienda e quotati sul mercato.

Seed (startup)

  Nella startup, il  seed  è l'emissione di obbligazioni convertibili e azioni privilegiate convertibili per il sviluppo concreto dell'idea imprenditoriale. Ti potrebbe interessare anche: Azioni privilegiate convertibili Obbligazioni convertibili

Round seed

 Il  round seed  è il round di finanziamento con la quale la start-up sviluppa concretamente l'idea imprenditoriale, attraverso l'emissione di obbligazioni convertibili e azioni privilegiate convertibili. Ti potrebbe interessare anche: Azioni privilegiate convertibili Obbligazioni convertibili

Pre seed (VC)

 I  pre seed (VC)  sono fondi di venture capital che investono nello stadio formativo dell'azienda per finanziare il prototipo del prodotto, o del servizio, centrale all'idea imprenditoriale. Ti potrebbe interessare anche: Round seed

Credito mezzanine

 Il  credito mezzanine  è un titolo di credito il cui diritto di prelazione in caso di fallimento della società è subordinato ai creditori senior ma superiore ad azionisti privilegiati e ordinari. Dato il maggior rischio, il  credito mezzanine  ha un tasso di interesse superiore rispetto al credito senior.  Con il credito mezzanine , solitamente vengono utilizzati i cosiddetti equity kicker, ovvero opzioni emesse assieme al  credito mezzanine  che permettono di convertire il  credito mezzanine  in azioni ordinarie. Ti potrebbe interessare anche: Equity kicker

Rating creditizio

 Il  rating creditizio  è il giudizio sul merito di credito dell'emittente di un titolo obbligazionario dato da società di rating specializzate.  Il  rating creditizio  è fornito in maniera sintetica, sotto forma di sigle.  Il  rating creditizio  si declina nel rating emittente e nel rating emissione: Il  rating creditizio  dell'emittente  è il giudizio sulla solvibilità complessiva dell'emittente che emette lo strumento, ovvero la sua abilità e volontà di effettuare i pagamenti degli interessi ed il rimborso del capitale, come da contratto obbligazionario. Il  rating creditizio  dell'emissione  è il giudizio dato alla specifica emissione obbligazionaria. Il rating emittente riflette il rating dato alle emissioni senior unsecured, ovvero emissioni che sono caratterizzate da una seniority elevata, ma senza alcuna garanzia reale. Siccome una emittente può avere una struttura di capitale articolata, le varie emissioni potranno differenziarsi tra loro per  seniority, garanz

Rating di credito

Il rating di credito è il giudizio sul merito di credito dell'emittente di un titolo obbligazionario dato da società di rating specializzate.  Il rating di credito è fornito in maniera sintetica, sotto forma di sigle.  Il rating di credito si declina nel rating emittente e nel rating emissione: Il rating di credito dell'emittente è il giudizio sulla solvibilità complessiva dell'emittente che emette lo strumento, ovvero la sua abilità e volontà di effettuare i pagamenti degli interessi ed il rimborso del capitale, come da contratto obbligazionario. Il rating di credito dell'emissione è il giudizio dato alla specifica emissione obbligazionaria. Il rating emittente riflette il rating dato alle emissioni senior unsecured, ovvero emissioni che sono caratterizzate da una seniority elevata, ma senza alcuna garanzia reale. Siccome una emittente può avere una struttura di capitale articolata, le varie emissioni potranno differenziarsi tra loro per  seniority, garanzie ed al

Credito high yield

 Il credito  high yield  è l'insieme dei titoli obbligazionari emessi da società considerate meno solide finanziariamente  rispetto alle emittenti investment grade. Le emittenti di  credito high yield  hanno una elevata leva finanziaria, flussi di cassa negativi, nessun vantaggio competitivo e prospettive di settore poco incoraggianti. Per questo motivo, il  credito  high yield  ha un rischio di credito maggiore rispetto alle obbligazioni investment grade. Infatti, i tassi di default del  credito  high yield  in media si assestano a circa il 4%, mentre per le investment grade la percentuale è prossima allo 0. I tassi di default solitamente aumentano in corrispondenza di una recessione e diminuiscono in fasi di espansione economica. Data la differenza dei tassi di default, il  credito  high yield  ha una maggiore sensibilità al rischio di credito che al rischio di tasso d'interesse. Il rischio di credito, e conseguentemente il rendimento del  credito  high yield , segue il ciclo

Swap valutari

Gli  swap valutari  sono contratti swap che prevedono lo scambio periodico di flussi monetari in valuta estera. I flussi monetari degli  swap valutari  sono tassi di interesse che possono essere fissi o variabili a seconda della tipologia dello swap. All'inizio del contratto, gli  swap valutari   presuppongono lo scambio   di un capitale iniziale con un capitale equivalente in valuta estera. Periodicamente, le parti di uno  swap valutario  si scambiano un tasso di interesse calcolato sul capitale scambiato inizialmente. Alla scadenza, gli  swap valutari e  prevedono nuovamente lo scambio del capitale iniziale.  Gli  swap valutari  sono utilizzati per la gestione del rischio di cambio.

Swap plain vanilla

 Lo swap plain vanilla   è uno swap   su tassi di interesse dove le parti si accordano per scambiare un tasso di interesse fisso a fronte di un tasso di interesse variabile nella medesima valuta. Lo swap plain vanilla è la struttura più semplice di swap. Ti potrebbe interessare anche: Basis swap Opzioni plain vanilla Tasso swap Obbligazioni plain vanilla

Rischio di spread

  Il rischio di spread è il rischio che al deteriorare del merito creditizio del debitore, il creditore richieda  uno spread maggiore per compensare il maggior rischio di credito. Il rischio di spread è in funzione dell'andamento del ciclo economico e dalla situazione finanziaria dell'emittente. Ti potrebbe interessare anche: Spread creditizio Conditional VaR - CVaR (finanza)

PD LGD EL

  PD LGD EL  sono  elementi che costituiscono il rischio di credito.  PD  é la probabilità di default del debitore.  LGD  rappresenta la perdita dato il default del debitore.  EL  rappresenta la perdita attesa della  esposizione creditizia .

PD LGD EAD

  PD LGD EAD sono gli elementi che costituiscono la perdita attesa di un credito. PD é la probabilità di default del debitore. LGD rappresenta la perdita dato il default del debitore. EAD rappresenta l' esposizione creditizia al momento del default da parte del creditore. Ti potrebbe interessare anche: PD LGD EL

LGD

LGD (Loss Given Default)  è la perdita nel caso di insolvenza del debitore, ed è espressa in termini percentuali rispetto all'ammontare originariamente prestato e agli interessi dovuti. La  LGD   varia a seconda della posizione del creditore nella struttura finanziaria dell'impresa, e alla presenza e qualità delle garanzie. A parità di condizioni, ci si può aspettare una  LGD   inferiore   per un debito senior rispetto ad una posizione subordinata, in conseguenza alla priorità nell'aggredire gli attivi del debitore in caso di insolvenza, e in presenza di un collaterale di qualità a garanzia del prestito, rispetto ad un prestito non garantito. Ti potrebbe interessare anche: PD LGD EAD

Rischio inatteso

 Nel rischio di credito, il  rischio inatteso è il rischio che la perdita si discosti da quanto atteso, ovvero a quanto anticipato al momento della concessione del finanziamento e scontato nello spread di credito applicato. All'interno di un portafoglio di crediti, il  rischio inatteso  può essere ridotto attraverso la diversificazione del rischio di credito, aggiungendo al portafoglio prestiti il cui rischio inatteso abbia una bassa correlazione con quelli già presenti. Ti potrebbe interessare anche: LGD

Rischio di credito (finanza)

 In finanza, il  rischio di credito  deriva dalla possibilità che il debitore non riesca a pagare interamente gli interessi o a rimborsare il capitale, nei tempi e nei modi stabiliti dal contratto di finanziamento. Il  rischio di credito  si declina in un due componenti: rischio di default:  ovvero la probabilità che l'emittente fallisca, perdita dato il default:  l'ammontare dell'obbligazione che non verrà rimborsato in caso di fallimento Maggiore il rischio di default e la perdita dato il default, e maggiore il  rischio di credito  del debitore. Ti potrebbe interessare anche: Perdita inattesa (rischio di credito) Perdita attesa (rischio di credito) Spread creditizio Rischio di credito unilaterale Rischio di credito bilaterale

Benvenuto d'oro

 Il  benvenuto d'oro  è un bonus pagato alla firma per incentivare il passaggio di un manager sotto contratto con un'altra azienda. Il  benvenuto d'oro  è offerto per compensare il valore delle stock options differite che non potranno essere convertite con il passaggio ad altra azienda. Ti potrebbe interessare anche: Paracadute d'oro Scalata ostile

Paracadute d'oro

 Il paracadute d'oro è un accordo tra il management e l'azienda che permette alla leadership aziendale di ricevere una ricca buona uscita nel caso dovesse essere sostituito a seguito di una scalata ostile,  incoraggiando il potenziale acquirente a mantenere lo stesso management anche dopo l'acquisizione. Il  paracadute d'oro  può risultare un meccanismo di difesa da una scalata ostile in quanto l'acquirente, volendo sostituire il management aziendale ed inserire i propri dirigenti, potrebbe essere scoraggiato nel completare la scalata in quanto restio a pagare una cifra astronomica per liberarsi dell'attuale dirigenza.  Sebbene possa rappresentare un costo ulteriore per completare l'acquisizione, il  paracadute d'oro  solitamente non rappresenta un grosso deterrente in quanto la sua entità è limitata rispetto al valore totale della transazione. Ti potrebbe interessare anche: Benvenuto d'oro Scalata ostile

Benchmark di un fondo

 Il  benchmark di un fondo è l'indice di riferimento al quale viene comparata la performance. Il  benchmark di un fondo  può essere rappresentativo di un mercato ampio o specifico, a seconda della diversità settoriale e geografica delle componenti. Il  benchmark di un fondo  deve essere coerente con i fattori di rischio ai quale è esposto il fondo. Ti potrebbe interessare anche: Benchmark rappresentativo

Benchmark (fondi)

 Nei fondi, il  benchmark  è l'indice di riferimento al quale viene comparata la performance. Il  benchmark  può essere rappresentativo di un mercato ampio o specifico, a seconda della diversità settoriale e geografica delle componenti. Il  benchmark  deve essere coerente con i fattori di rischio ai quale è esposto il fondo. Ti potrebbe interessare anche: Benchmark replicabile

ROL (bilancio)

 In bilancio. il ROL ( Reddito Operativo Lordo)  è il reddito operativo, al lordo di ammortamenti ed accantonamenti, oneri finanziari e tasse, direttamente attribuibile alla gestione operativa dell'azienda, e rappresenta un'indice di redditività ed un'approssimazione dei flussi di cassa della gestione caratteristica dell'azienda. Il  ROL   rappresenta il reddito disponibile per il reinvestimento per il mantenimento della predizione ed il pagamento di tasse ed oneri fiscali.    Il  ROL   è calcolato sottraendo al fatturato i costi direttamente correlati con la produzione dei beni e servizi venduti, i costi amministrativi e commerciali. A parità di condizioni, maggiore il  ROL   e maggiore la redditività dell'azienda.

Reddito operativo lordo

 Il  reddito operativo lordo è il reddito operativo, al lordo di ammortamenti ed accantonamenti, oneri finanziari e tasse, direttamente attribuibile alla gestione operativa dell'azienda, e rappresenta un'indice di redditività ed un'approssimazione dei flussi di cassa della gestione caratteristica dell'azienda. Il  reddito operativo lordo   rappresenta il reddito disponibile per il reinvestimento per il mantenimento della predizione ed il pagamento di tasse ed oneri fiscali.    Il  reddito operativo lordo   è calcolato sottraendo al fatturato i costi direttamente correlati con la produzione dei beni e servizi venduti, i costi amministrativi e commerciali. A parità di condizioni, maggiore il  reddito operativo lordo   e maggiore la redditività dell'azienda. Ti potrebbe interessare anche: Reddito operativo netto

Reddito operativo netto

 Il  reddito operativo netto  è il reddito operativo, al netto degli ammortamenti ed accantonamenti, direttamente attribuibile alla gestione operativa dell'azienda, e rappresenta la redditività della gestione caratteristica. Il  reddito operativo netto   è calcolato sottraendo al fatturato i costi direttamente correlati con la produzione dei beni e servizi venduti, i costi amministrativi, i costi commerciali e gli ammortamenti ed accantonamenti. A parità di condizioni, maggiore il  reddito operativo netto   e maggiore la redditività dell'azienda. Ti potrebbe interessare anche: Reddito operativo lordo

Performance aggiustata per il rischio

  La  performance aggiustata per il rischio  è il rendimento di un fondo ponderato per il rischio al quale si espone l'investitore. Nel contesto della  performance aggiustata per il rischio , per rischio si intende la volatilità del fondo. La  performance aggiustata per il rischio  superiore remunera maggiormente ogni unità di volatilità, ovvero a parità di volatilità si ha un rendimento maggiore. Ti potrebbe interessare anche: Indice di Sharpe Indice di Sortino Indice di Treynor Information Ratio

Rendimento corretto per il rischio

 Il rendimento corretto per il rischio è il rendimento di uno strumento finanziario ponderato per il rischio al quale si espone l'investitore. Nel contesto del rendimento corretto per il rischio , per rischio si intende la volatilità dello strumento. Un rendimento coretto per il rischio superiore remunera maggiormente ogni unità di volatilità, ovvero a parità di volatilità si ha un rendimento maggiore. Ti potrebbe interessare anche: Rapporto rischio rendimento Indice di Sharpe

Rapporto rischio rendimento

 Il  rapporto rischio rendimento  è il compromesso che è necessario fare tra il rendimento che desidera da un investimento ed il rischio al quale si è esposti. Il  rapporto rischio rendimento  è conseguenza della correlazione positiva che esiste tra il rendimento ed il rischio: ad un rendimento maggiore corrisponde un rischio maggiore.  Ti potrebbe i interessare anche: Indice di Sharpe Correlazione rischio/rendimento Rendimento corretto per il rischio

OTC market

  L' OTC market  si riferisce a mercati non regolamentati over-the-counter dove la compravendita di titoli avviene direttamente da un'istituzione finanziaria che ha il titolo nel proprio inventario, che propone il bid/ask al quale è disposto a scambiare il titolo. I titoli scambiati in nell' OTC   market non rispettano gli standard di ammissione delle borse regolamentate, e conseguentemente offrono poca liquidità e un basso livello di disclosure finanziaria. Ti potrebbe interessare anche: Azioni OTC Obbligazioni OTC Derivati OTC Disclosure (finanza)

Unwinding (derivati)

 Nei derivati, il termine unwinding è  è utilizzato per indicare la chiusura delle posizioni aperte attraverso contratti  derivati. Nei derivati che prevedono uno cambio di flussi finanziarie nel tempo, l' unwinding  avviene pagando il valore attuale dei flussi futuri. Ti potrebbe interesare anche: Unwinding (finanza)

OTC (borsa)

 In borsa, il termine  OTC  si riferisce a mercati non regolamentati over-the-counter dove la compravendita avviene direttamente da un'istituzione finanziaria che ha il titolo azionario nel proprio inventario di titoli, che propone il bid/ask al quale è disposto a scambiare il titolo. I titoli scambiati in una borsa OTC non rispettano gli standard di ammissione delle borse regolamentate, e conseguentemente offrono poca liquidità e un basso livello di disclosure finanziaria. Ti potrebbe interessare anche: Titoli azionari Azioni micro-cap Disclosure (finanza)

OTC (derivati)

 Nei derivati, OTC (over-the-counter)  è il termine utilizzato per identificare i mercati non regolamentati dove si scambiano derivati le cui caratteristiche non seguono uno standard predefinito, ma sono personalizzabili secondo le esigenze delle controparti.

Derivati over-the-counter

 I  derivati over-the-counter  sono strumenti derivati scambiati in mercati non regolamentati le cui caratteristiche non seguono uno standard predefinito ma sono personalizzabili secondo le esigenze. Nei  derivati  over-the-counter   la controparte del contratto è una banca di investimento, è assente una controparte centrale a tutti i contratti. Nei  derivati  over-the-counter  si è quindi esposti al rischio di controparte. Ti potrebbe interessare anche: Rischio di controparte

CFD (significato)

 Il significato di CFD è  Contract For Difference , e   sono contratti derivati dove il venditore del  CFD  paga al compratore la differenza di prezzo dell'attivo sottostante al  CFD  quando è aperta la posizione e il prezzo del sottostante del  CFD  al momento in cui cui la posizione è chiusa.  Per questo motivo i  CFD  si chiamano contratti per differenza.

CFD (derivati)

I  CFD (Contract For Difference)  sono contratti derivati dove il venditore del  CFD  paga al compratore la differenza di prezzo dell'attivo sottostante al  CFD  quando è aperta la posizione e il prezzo del sottostante del  CFD  al momento in cui cui la posizione è chiusa. Per questo motivo i  CFD  si chiamano contratti per differenza. Se il valore del sottostante al momento della chiusura del contratto è aumentato, il venditore del  CFD  pagherà al differenza al compratore, con quest'ultimo che quindi avrà un profitto. Al contrario, se il prezzo del sottostante il  CFD  è calato, il compratore pagherà la differenza la venditore del CFD, che avrà un profitto. Quindi il compratore di  CFD  ha una posizione lunga sull'attivo sottostante, in quanto trae un profitto dall'aumento del prezzo del sottostante mentre il venditore del  CFD  ha una posizione corta sul sottostante, in quanto trae un profitto dal calo del valore del sottostante. Come altri derivati, i  CFD  sono un

Differenza tra volatilità storica e implicita

 La differenza tra volatilità storica e implicita consiste nel fatto che la volatilità storica  è espressa dalla deviazione standard dei rendimenti nel tempo mentre la volatilità implicita è la volatilità attesa estrapolata dal prezzo delle opzioni, in quanto non direttamente osservabile. Ti potrebbe interessare anche: Volatilità storica Volatilità implicita

Differenza tra indice di Sharpe e Treynor

 La differenza tra indice di Sharpe e Treynor consiste nel fatto che l'indice di Sharpe utilizza la deviazione standard del portafoglio per ponderare il rendimento del portafoglio in eccesso al tasso privo di rischio mentre l'indice di Treynor utilizza il beta del portafoglio, ovvero il rischio sistematico assunto, per ponderare il rendimento del portafoglio in eccesso al tasso privo di rischio. Ti potrebbe interessare anche: Indice di Sharpe Indice di Treynor  

Differenza tra duration e duration modificata

  La  differenza tra duration e duration modificata  consiste nel fatto che la duration è la scadenza media ponderata dei flussi di cassa generata dall'obbligazione, ovvero cedole e rimborso finale, mentre la duration modificata fornisce una stima della variazione percentuale di prezzo in relazione ad una variazione  del proprio rendimento a scadenza (YTM). Ti potrebbe interessare anche: Duration Macaulay Duration modificata

Obbligazioni senior non-preferred

  Le  obbligazioni senior non-preferred   sono obbligazioni senior che hanno una priorità  generale sugli attivi dell'emittente, che in caso di bail-in, assorbono le perdite attraverso una riduzione del valore di rimborso  o conversione in equity dopo il Common Equity Tier 1 (CET1), l'Advanced Tier 1 (AT1), e le obbligazioni subordinate. Ti potrebbe interessare anche: Obbligazioni senior preferred

Obbligazioni senior preferred

  Le  obbligazioni senior preferred  sono obbligazioni senior  che hanno una priorità generale sugli attivi dell'emittente, che in caso di bail-in, assorbono le perdite attraverso una riduzione del valore di rimborso  o conversione in equity dopo il Common Equity Tier 1 (CET1), l'Advanced Tier 1 (AT1), le obbligazioni subordinate e le obbligazioni senior non-preferred. Ti potrebbe interessare anche: Obbligazioni senior non-preferred  

Bond senior non-preferred

 I bond senior non-preferred   sono bond senior che hanno una priorità  generale sugli attivi dell'emittente, che in caso di bail-in, assorbono le perdite attraverso una riduzione del valore di rimborso  o conversione in equity dopo il Common Equity Tier 1 (CET1), l'Advanced Tier 1 (AT1), e i bond subordinati. Ti potrebbe interessare anche: Bond senior preferred    

Bond senior preferred

  I  bond senior preferred  sono  bond senior  che hanno una priorità  generale sugli attivi dell'emittente, che in caso di bail-in, assorbono le perdite attraverso una riduzione del valore di rimborso  o conversione in equity dopo il Common Equity Tier 1 (CET1), l'Advanced Tier 1 (AT1), i bond subordinati ed i bond senior non-preferred. Ti potrebbe interessare anche: Bond senior non-preferred

Bond senior

 I  bond senior  sono titoli obbligazionari che occupano la posizione più alta nella struttura finanziaria dell'azienda. I  bond  senior  hanno la priorità sugli attivi aziendali in caso di fallimento dell'emittente, e per questo motivo sono considerate più sicure rispetto alle obbligazioni subordinate. I  bond  senior  possono essere garantiti da asset specifici. Ti potrebbe interessare anche: Bond senior preferred Bond senior non-preferred

Absolute attivo

 L' absolute attivo è un fondo absolute return bilanciato con il portafoglio che spazia tra obbligazioni e azioni, con la possibilità di utilizzo di derivati. L' absolute attivo utilizza una allocazione dinamica, a seconda delle aspettative del gestore. L' absolute attivo è un fondo Eurizon. Ti potrebbe interessare anche: Fondi absolute return e total return

Effetto diluizione azioni

L' effetto diluizione   delle azioni si riferisce alla diminuzione della partecipazione nel capitale azionario di un'azienda a seguito all'emissione di nuove azioni, dovuto ad un aumento di capitale, o di una fusione, con gli azionisti che si troveranno un percentuale di possesso della nuova azienda inferiore. Ti potrebbe interessare anche: Clausole anti-diluizione

ETF a sconto

 Gli ETF a sconto sono ETF il cui prezzo di mercato è inferiore al NAV. Sebbene gli ETF a sconto possono crearsi in momenti di forte volatilità nei mercati, sono una eventualità rara per via dell'intervento degli intermediari finanziari autorizzati che tengono costantemente allineati il prezzo di mercato dell'ETF con il NAV. Ti potrebbe interessare anche: NAV (ETF)  

Redimibilità 12 mesi

 In bilancio, la redimibilità 12 mesi delle poste del bilancio è la soglia che separa attivo e passivo corrente da attivo e passivo consolidato. Nello specifico, le poste di bilancio la con redimibilità inferiore ai 12 mesi sono considerate correnti, mentre le poste di bilancio con redimibilità superiore ai 12 mesi sono considerate consolidate o non correnti. Ti potrebbe interessare anche: Passivo consolidato Passivo corrente   Attivo corrente Attivo non corrente

Redimibilità (economia)

 In economia, la redimibilità si riferisce a strumenti finanziari redimibili ad un prezzo predefinito, a partire da una data prestabilita. Ti potrebbe interessare anche: Azioni privilegiate redimibili (callable) Obbligazioni callable e putable Redimibilità 12 mesi

Opzioni plain vanilla

 Le  opzioni   plain vanilla  sono contratti derivati in cui il compratore paga un premio per avere il diritto, ma non l'obbligo, di comprare o vendere l'attivo sottostante ad un prezzo prefissato ad una data futura.  Le opzioni plain vanilla rappresentano la tipologia più semplice di opzioni differenziandosi dalle opzioni esotiche, che presentano molteplici e lementi non standardizzati relazione  alla scadenza, al payoff e all'attivo sottostante. Le  opzioni plain vanilla  sono costituite dal premio pagato per l'acquisto ,  dal prezzo prefissato al quale è possibile compravendere il sottostante, , il sottostante, ovvero l'attivo che viene compravenduto una volta esercitata, la modalità con la quale viene regolato il contratto, se con consegna fisica del sottostante o in contanti, e la data di scadenza, ovvero quando è possibile esercitare le opzioni. Il prezzo delle  opzioni   plain vanilla  è influenzato da diversi fattori, tra i quali rientrano il prezzo di eserc

Opzioni di borsa

 Le  opzioni   di borsa  sono contratti derivati in cui il compratore paga un premio per avere il diritto, ma non l'obbligo, di comprare o vendere l'attivo sottostante ad un prezzo prefissato ad una data futura. Le  opzioni call  conferiscono il diritto di comprare il sottostante mentre le opzioni put danno il diritto di vendere il sottostante. Quando l'opzione viene esercitata, la controparte del contratto è obbligata a vendere o comprare il titolo sottostante al prezzo predeterminato. Le  opzioni di borsa  sono costituite dal premio pagato per l'acquisto ,  dal prezzo prefissato al quale è possibile compravendere il sottostante, definito prezzo di esercizio o strike price, il sottostante, ovvero l'attivo che viene compravenduto una volta esercitata, la modalità con la quale viene regolato il contratto, se con consegna fisica del sottostante o in contanti, e la data di scadenza, ovvero quando è possibile esercitare le opzioni. In  base a quando è possibile esercita

Payment-In-Kind (PIK) Securities

 Le payment-in-kind (PIK) securities sono strumenti finanziari i cui interessi, o dividendi, non sono corrisposti in forma monetaria,  ma attraverso l'emissione di nuovi strumenti finanziari. Quindi il detentore delle  PIK securities riceverà nuovi titoli finanziari per un valore equivalente agli interessi, o dividendi,  pattuiti. Le payment-in-kind securities  sono emessi da emittenti che si trovano nella necessità di preferire l'emissione di nuovi titoli rispetto ad un esborso monetario. Ti potrebbe interessare anche: Obbligazioni Payment-in-Kind (PIK) Azioni privilegiate Payment-in-Kind (PIK)

Vendita opzione put

  La  vendita di un'opzione put  genera l'incasso del premio a fronte dell'obbligo di acquistare il titolo sottostante la put al prezzo di esercizio, qualora questa venga esercitata. La  vendita di un'opzione put   genera un profitto dal rialzo del prezzo del sottostante, in quanto qualora questo rimanga al di sopra del prezzo di esercizio fino a scadenza, l'opzione put non verrebbe esercitata e la  vendita dell'opzione put    genera un profitto pari all'incasso del premio. Al contrario, qualora il prezzo del sottostante dovesse scendere al di sotto dello  strike , l'opzione put verrebbe esercitata e la  vendita dell'opzione put   genererebbe una perdita pari alla differenza tra il prezzo del sottostante ed il prezzo di esercizio. Ti potrebbe interessare anche: Vendita opzione call

Vendere opzioni call

Vendere opzioni call  genera l'incasso del premio a fronte dell'obbligo di vendere il titolo sottostante la call al prezzo di esercizio, qualora questa venga esercitata.  Vendere opzioni call   genera un profitto dal calo del prezzo del sottostante, in quanto qualora questo rimanga al di sotto del prezzo di esercizio fino a scadenza, l'opzione call non verrebbe esercitata, generando un profitto pari all'incasso del premio. Al contrario, qualora il prezzo del sottostante dovesse salire al di sopra dello  strike , l'opzione call verrebbe esercitata, generando un perdita pari alla differenza tra il prezzo del sottostante ed il prezzo di esercizio. Ti potrebbe interessare anche: Vendita opzioni call coperte

Vendita opzioni call coperte

 La vendita di opzioni call coperte  combina la vendita di un'opzione call e l'acquisto del sottostante, con l'obiettivo di ridurre il rischio complessivo che si avrebbe dal detenere la sola posizione lunga sul sottostante. La  vendita di opzioni call coperte  genera un profitto potenziale dato dalla differenza tra il prezzo di esercizio dell'opzione call ed il prezzo del sottostante, oltre al reddito dato dal premio incassato dalla vendita della call. Allo stesso modo, qualora il prezzo del sottostante cali, la perdita è limitata dall'incasso del premio. Quindi la  vendita di opzioni call coperte   limita sia il potenziale profitto che la potenziale perdita che si avrebbe se si detenesse il solo sottostante. Il rischio assunto con la  vendita di opzioni call coperte  non è statico, ma può essere modulato in base alle esigenze di portafoglio. Se si vuole assumere un rischio maggiore, si venderà una call con prezzo di esercizio più alto, generando un potenziale profi

Vendita opzione call

 La  vendita di un'opzione call  genera l'incasso del premio a fronte dell'obbligo di vendere il titolo sottostante la call al prezzo di esercizio, qualora questa venga esercitata. La  vendita di un'opzione call   genera un profitto dal calo del prezzo del sottostante, in quanto qualora questo rimanga al di sotto del prezzo di esercizio fino a scadenza, l'opzione call non verrebbe esercitata e la  vendita dell'opzione call    genera un profitto pari all'incasso del premio. Al contrario, qualora il prezzo del sottostante dovesse salire al di sopra dello  strike , l'opzione call verrebbe esercitata e la  vendita dell'opzione call    genererebbe un perdita pari alla differenza tra il prezzo del sottostante ed il prezzo di esercizio. Data la perdita potenziale a fronte di un profitto predeterminato, la  vendita di un'opzione call    è utilizzata in combinazione con una posizione lunga sul sottostante. La combinazione tra posizione lunga sul sottostan

Titoli derivati

 I  titoli derivati  sono strumenti finanziari che derivano il proprio valore da un altro attivo. I titoli derivati hanno la forma di contratti tra due parti, una che assume una posizione lunga e conseguentemente trae un profitto dal rialzo del prezzo del sottostante, e l'altra, che assume una posizione corta, e di conseguenza trae profitto dal calo del prezzo del sottostante. I  titoli derivati   possono obbligare le parti a scambiare il bene ad un prezzo ed ad una data predefinita oppure fornire ad ad una parte il diritto di esercitare entro una determinata data. di acquistare o vendere il sottostante ad un prezzo prefissato, dietro pagamento di un premio. La controparte, una volta che il compratore decide di esercitare il proprio diritto, è obbligato a eseguire il contratto. I  titoli derivati  generano una posizione con leva, in quanto il capitale richiesto per aprire una posizione, in confronto al valore nozionale, è molto ridotto. I  titoli derivati  possono essere scambiati

Derivati di cassa

 I  derivati di cassa  sono derivati finanziari utilizzati per coprire il rischio derivante all'oscillazione dei flussi di cassa dell'azienda. I  derivati di cassa  sono utilizzati nell'attività di risk management aziendale.

Indice di liquidità corrente

 L' indice di liquidità corrente  è un indice di bilancio che misura la liquidità di breve termine dell'azienda e rappresenta la capacità di far fronte alle passività correnti con i soli attivi correnti. L' indice di liquidità corrente   è calcolato rapportando l'attivo corrente al passivo corrente, ed è uno degli indici di bilancio per valutare la solidità finanziaria dell'azienda. Ti potrebbe interessare anche: Attivo corrente Passivo corrente

Portafoglio di negoziazione ai fini di vigilanza

 Il portafoglio di negoziazione ai fini di vigilanza è il portafoglio composto dagli strumenti finanziari detenuti dalla banca, al netto dei finanziamenti, classificati in bilancio come attività detenute per la negoziazione, e comprende anche i derivati utilizzati per coprire il rischio di tali attività. Il  portafoglio di negoziazione ai fini di vigilanza è utilizzato per il calcolo dei requisiti patrimoniali. Ti potrebbe interessare anche: Rischio di posizione

Rischio di posizione

 Il rischio di posizione è il rischio che i titoli non immobilizzati detenuti in bilancio da una banca possano variare il valore con il quale sono iscritti in bilancio in relazione all'andamento del loro prezzo di mercato. Ti potrebbe interessare anche: Rischio di posizione generico Rischio di posizione specifico Portafoglio di negoziazione ai fini di vigilanza

Dietimo giornaliero

Il  dietimo giornaliero  rappresenta l'interesse che matura giornalmente dallo stacco dell'ultima cedola. I l  dietimo giornaliero   è calcolato dividendo il tasso di interesse per il numero di giorni del periodo. Ti potrebbe interessare anche: Dietimi (obbligazioni)

LU1571052130

  LU1571052130  è il  codice ISIN  del Lyxor $ Floating Rate Euro 0-5Y ,  un ETF swap a distribuzione conforme alla normativa  UCITS  che replica un indice di titoli obbligazionari corporate a tasso variabile denominati in dollari con rating investment grade e una scadenza residua che va da 0 a 5 anni. Il  LU1571052130   prevede la copertura in euro.

ECM e DCM

  ECM e DCM  sono divisioni dell'investment banking che si occupano delle attività sul mercato dei capitali, aiutando aziende e governi a raccogliere capitale. ECM (Equty Capital Markets)  si occupa delle emissioni azionarie sui mercati dei capitali. La divisone  ECM  si occupa di IPO, offerte secondarie, emissione di azioni privilegiate, strumenti ibridi, strutturati e convertibili, strutturando l'emissione, determinandone il prezzo e promuovendo e collocando l'emissione. DCM (Debt Capital Markets)  si occupa delle emissioni obbligazionarie di aziende e governi sui mercati dei capitali. La divisone  DCM  si occupa di strutturare l'emissione a seconda delle esigenze del cliente, di determinare il prezzo dell'emissione, di promuovere l'emissione presso gli investitori, di costituire un sindacato di collocamento e di collocare l'emissione sul mercato.

Obbligazioni (rischi)

 Nelle obbligazioni, i rischi principali sono il rischio di interesse, ovvero il rischio che il valore dell'obbligazione vari per riflettere l'andamento dei tassi di interesse, ed il rischio di credito, ovvero il rischio che il valore dell'obbligazione vari per riflettere il rischio di credito dell'emittente. Ti potrebbe interessare anche: Rischio di interesse (obbligazioni) Rischio di credito (obbligazioni)   

Spread (obbligazioni)

 Nelle obbligazioni, lo  spread  è il differenziale di rendimento tra le obbligazioni caratterizzate da rischio di credito e i titoli di stato, considerati privi di rischio, e rappresenta la remunerazione aggiuntiva richiesta dagli investitori per assumersi il rischio di credito dell'emittente. Minore il rischio di credito dell'emittente e minore sarà lo  spread  delle obbligazioni. Lo  spread  è influenzato dall'andamento economico e dalla situazione finanziaria dell'emittente. Durante le espansioni economiche lo  spread  si riduce, in quanto gli investitori percepiscono un rischio di default minore durante le fasi di crescita economica. Al contrario, durante le recessioni gli investitori richiedono un maggiore  spread   per assumersi il rischio di credito. A livello di emittente invece, quando gli investitori percepiscono un deterioramento del merito creditizio, richiederanno uno  spread  maggiore per compensare il maggior rischio, e conseguentemente lo spread si alla

Bullet bancario

 Il  bullet bancario  è un finanziamento di breve termine dove le rate rappresentano la sola quota interessi, mentre il rimborso dell'intera quota capitale avviene a scadenza. Il  bullet bancario  non prevede l'ammortamento, ovvero il rimborso progressivo della quota capitale. Il  bullet bancario  è comunemente utilizzato per finanziare progetti immobiliari dove il rimborso finale avviene con i flussi di cassa derivanti dalla vendita dell'immobile. Ti potrebbe interessare anche: Mutuo ipotecario bullet Obbligazioni bullet Hard bullet Soft bullet

Covenant holiday

 Il covenant holiday  è la sospensione temporanea delle limitazioni e restrizioni imposte dai covenant. Il covenant holiday è accordato dai creditori su richiesta del debitore per far fronte ad un momento di difficoltà senza che il non rispetto dei covenant comporti un evento di default. Ti potrebbe interessare anche: Covenant bancari

Covenant bancari

 I  covenant bancari  sono clausole inserite nel contratto di finanziamento che impongono obblighi e limiti al debitore, con l'obiettivo di proteggere la banca da potenziali utilizzi inappropriati del capitale preso a prestito dal debitore. I  covenant bancari  possono indicare obblighi per il debitore, come pagare l'interesse e restituire il capitale con le tempistiche concordate e formalizzate, mantenere determinati rapporti di indebitamento, fornire relazioni finanziarie periodiche approvate da società di auditing, limitare il management nella gestione finanziaria, mantenendo comunque la flessibilità operativa, ad esempio limitando la leva finanziaria o la distribuzione dei dividendi agli azionisti oltre una determinata percentuale dell'utile. Qualora i  covenant bancari  vengano ignorati, si ha un evento che può causare il default del debitore. La rigidità dei  covenant   bancari varia a seconda della fase del ciclo economico, in una fase di rallentamento o recessione,