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Visualizzazione dei post da Giugno, 2020

BTP€i

I BTP€i sono i buoni del tesoro poliennali indicizzati all'inflazione europea, le cui cedole e capitale a scadenza sono indicizzati all'andamento dei prezzi al consumo, all'interno dell'area euro, di un paniere di beni. I BTP€i prevedono che sia la cedola che il valore nominale siano rivalutati periodicamente per riflettere l'andamento dei prezzi al consumo: il valore di rimborso dei BTP€i si rivaluta periodicamente con l'andamento dell'inflazione europea, cosicché la cedola dei BTP€i sarà calcolata applicando il tasso cedolare al capitale rivalutato periodicamente.
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TIPS (finanza)

In finanza, i TIPS (Treasury Inflation Protected Securities) sono titoli di stato USA indicizzati all'inflazione, le cui cedole e capitale a scadenza sono indicizzati all'andamento dei prezzi al consumo di un paniere di beni. Il rendimento dei TIPS è utilizzato per calcolare, ad una determinata scadenza, l'inflazione di break-even.
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BTP€i

Inflazione di break-even

L'inflazione di break-even è il tasso di inflazione atteso dai mercati finanziari in un determinato periodo temporale.  L'inflazione di break-even è data dalla differenza tra il rendimento nominale dei titoli di stato ad una data scadenza, ed il rendimento delle obbligazioni inflation-linked con medesima scadenza, emesso dallo stesso emittente.
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Volatilità della volatilità

La volatilità della volatilità è la volatilità della volatilità implicita delle opzioni con sottostante un indice finanziario. Per il mercato americano, la volatilità della volatilità è espressa dall'indice VVIX, che utilizza la volatilità implicita delle opzioni sull'indice S&P 500.
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Volatilità di un fondo

La volatilità di un fondo rappresenta lo scostamento dei rendimenti dal rendimento medio. La volatilità del fondo è espressa a livello numerico dalla  la deviazione standard. La volatilità di un fondo è uno degli elementi che esprime il rischio di un investimento, ed è utilizzata nel calcolo dell'indicatore sintetico di rischio e rendimento (SRRI). In linea generale, la volatilità di un fondo azionario è superiore alla volatilità di un fondo obbligazionario. A livello azionario, la volatilità di un fondo esposto a titoli difensivi ha solitamente una volatilità inferiore rispetto ad un fondo esposto a titoli azionari in settori cicilici.A livello obbligazionario, solitamente la volatilità di un fondo aumenta all'aumentare del rischio di credito dei titoli in cui il fondo investe.
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Valore attuale (finanza)

In finanza, il valore attuale è il valore attuale di una serie di flussi di cassa futuri, dato il numero di periodi per i quali verranno ricevuti i flussi di cassa ed il tasso di interesse al quale verrano scontati i flussi. Il tasso di sconto tiene conto della rischiosità dell'investimento, maggiore il rischio associato ai flussi di cassa futuri, maggiore il tasso di sconto utilizzato e minore il valore attuale dei flussi di cassa. Il valore attuale tiene conto della distribuzione temporale di flussi di cassa, con il valore attuale che diminuisce se i flussi di cassa sono distribuiti su un periodo temporale più lungo, in quanto i flussi di cassa più distanti valgono meno.

NPV (finanza)

In finanza, il NPV (Net Present Value) è il valore attuale netto di un investimento, ed è uno dei principali metodi utilizzati per la valutazione di un progetto.  Il NPV è calcolato attualizzando i flussi d cassa generati dall'investimento nel tempo, e sottraendo al valore cosi calcolato l'investimento iniziale. L'investimento dovrebbe essere effettuato quando il NPV è maggiore di o, mentre non dovrebbe essere implementato entrato se il NPV è inferiore a 0.

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Volatilità dei soli scostamenti negativi

La volatilità dei soli scostamenti negativi è la volatilità calcolata tenendo conto solo degli scostamenti negativi dal rendimento atteso del titolo. La volatilità dei soli scostamenti negativi è quindi la deviazione standard dei rendimenti calcolata con i soli rendimenti negativi rispetto al rendimento target che l'investitore si è proposto. La volatilità dei soli scostamenti negativi è utilizzata per calcolare l'indice di Sortino.
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Tempo di recupero investimento (finanza aziendale)

In finanza aziendale, il tempo di recupero dell'investimento rappresenta il periodo temporale, espresso in anni, necessario per recuperare l'investimento iniziale di un progetto. Il calcolo del tempo di recupero dell'investimento avviene sommando i flussi di cassa generati dal progetto nel tempo, e calcolando il numero di anni necessari affinché i flussi di cassa cumulati siano uguali all'esborso iniziale. Ad esempio, il tempo di recupero di un investimento che necessita €7.000 di esborso iniziale, generando €1.000 all'anno per 10 anni,  avrà un tempo di recupero pari a 7 anni. Il tempo di recupero dell'investimento è quindi facile da calcolare e da interpretare. A fronte di questa semplicità, il tempo di recupero dell'investimento,che non attualizza i flussi di cassa prodotti dall'investimento, ignora la rischiosità del progetto e il valore temporale dei flussi di cassa.

Factoring diretto

Il factoring diretto è la forma tradizionale di factoring, dove l'azienda cede alla società di factoring un portafoglio di crediti commerciali a fronte di una commissione e, nel caso di anticipo immediato del valore dei crediti, interessi.

Factoring internazionale

Il factoring internazionale è un'operazione di factoring implementata su importazioni ed esportazioni, derivanti da rapporti con aziende straniere. Il factoring internazionale può essere implementato sull'export di beni e servizi, cedendo i crediti commerciali vantati verso clienti esteri al factor a fronte di un incasso immediato. Il factoring internazionale è eseguito anche sugli import da fornitori esteri, nel quale i debiti commerciali saranno dovuti al factor e non più all'azienda cliente estera. Il factoring internazionale è solitamente offerto da grandi gruppi bancari presenti anche su territori esteri, sia in forma diretta, ovvero direttamente dalla filiale estera del gruppo, o tramite terzi soggetti partner del gruppo bancario.

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LIR (factoring)

Nel factoring, il LIR è la lettera di inizio relazione, ovvero la lettera inviata ai debitori dei crediti ceduti, con i quali vengono informati dell'operazione di factoring da parte del creditore originario. La LIR contiene i dettagli dell'operazione e l'identità e ruolo del factor.

Maturity factoring

Il maturity factoring è un'operazione di factoring che permette di trasformare la scadenza di crediti  e debiti commerciali, ottimizzando il capitale circolante di aziende fornitrici e aziende clienti. Nel maturity factoring, l'azienda fornitrice incassa i propri crediti commerciali ad una data certa cedendoli al factor, mentre l'azienda cliente riesce ad accorciare i tempi di pagamento ai propri fornitori, ma allo stesso tempo dilaziona il tempo di pagamento dei propri debiti commerciali, dovuti al factor. Il maturity factoring permette di stabilizzare la tempistica dei flussi di cassa in entrata e in uscita di entrambe le aziende.

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Credito di filiera

Il credito di filiera è un'operazione di factoring rivolto alle piccole aziende della filiera produttiva dei grandi gruppi industriali con elevato merito creditizio. Nel credito di filiera, i piccoli fornitori cedono i crediti commerciali vantati nei confronti del gruppo industriale ad un intermediario finanziario, partner del gruppo industriale, che funge da factor in cambio di una linea di credito a condizioni agevolate che permette di ricevere l'anticipo del credito. Il gruppo industriale potrà poi concordare con il factor una dilazione del pagamento a fronte di commissioni ed interessi. Il credito di filiera permette alle piccole aziende della filiera produttiva di accedere al credito a condizioni migliori, beneficiando del merito creditizio del gruppo industriale. Allo stesso tempo, il credito di filiera permette al gruppo industriale di ottimizzare la gestione del proprio circolante.

Fondi income

I fondi income sono fondi comuni di investimento che investono in titoli obbligazionari enfatizzando il rendimento cedolare alla crescita di valore dell'investimento, con l'obiettivo di generare un reddito costante per i propri investitori. Solitamente, i fondi income distribuiscono i proventi su base mensile. Dato l'obiettivo gi generare un reddito costante, ai fondi income è data ampia discrezionalità nella scelta degli investimenti, sia in termini geografici, che in termini di qualità del credito.
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Fondi di investimento sul clima (climate change)

Income (finanza)

In finanza, income è il termine inglese utilizzato per indicare il reddito prodotto da un'azienda, o generato da uno strumento finanziario. Solitamente si utilizza il termine income per indicare il reddito da dividendo, cedola o distribuzione dei proventi, prodotto rispettivamente da azioni, obbligazioni e fondi comuni di investimento.

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Correlazione negativa (finanza)

In finanza, la correlazione negativa indica che gli strumenti finanziari tendono a muoversi in direzioni opposte. Storicamente, la correlazione negativa è presente tra classi di attivo cosiddette "rischiose", come le azioni, ed i cosiddetti "safe haven", ovvero quegli strumenti finanziari che tendono a salire di prezzo durante i ribassi del mercato azionario, come ad esempio i treasury americani e i bund tedeschi. 
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Covarianza (finanza) Coefficiente di correlazione R quadro (finanza)

Percentuale utile su fatturato

La percentuale utile su fatturato è il rapporto tra utile netto e ricavi netti e rappresenta la marginalità dell'attività aziendale, ed è uno degli indicatori utilizzati per valutare la redditività dell'azienda.A parità di condizioni, maggiore la percentuale utile su fatturato e maggiore la redditività dell'azienda.
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MOL/Fatturato

Margine di utile netto

Il margine di utile netto è dato dal rapporto tra l'utile netto ed i ricavi netti generati dall'azienda, e rappresenta uno degli indicatori utilizzati per valutare la redditività dell'impresa. Il margine di utile netto è espresso in termini percentuali. A parità di condizioni, maggiore il margine di utile netto, e maggiore la redditività dell'azienda.
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Margine operativo netto (MON) Margine industriale

Indice ROA

L'indice ROA (Return on Asset) è il rapporto tra l'utile netto rettificato per poste non ricorrenti e gli attivi in bilancio, ed è una misura della redditività degli attivi aziendali. L'indice ROAmisura quanto l'azienda è efficiente e profittevole nella gestione degli attivi aziendali. Il numeratore dell'indice ROAè dato dagli utili netti, mentre il denominatore è data dalla somma degli attivi a breve e lungo termine dell'azienda. L'indice ROA può essere calcolato utilizzando al denominatore la media, i valori iniziali o finali del periodo degli attivi in bilancio, generando diversi valori a seconda dell'andamento degli attivi nel tempo. A parità di condizioni, maggiore l'indice ROA e maggiore la redditività ed efficienza dell'azienda.
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Indice RONA Indice ROTE Indice ROCE Indice ROT

Durata media finanziaria

La durata media finanziaria rappresenta la scadenza media ponderata dei flussi di cassa generata dall'obbligazione necessaria per recuperare l'investimento iniziale, e misura la sensibilità del prezzo di una obbligazione al variare dei tassi d'interesse. La durata media finanziaria di un'obbligazione è determinata dalla cedola, dal  rendimento a scadenzae dal tempo residuo alla scadenza dell'obbligazione. L'importo della cedola influisce sulla durata media finanziariain quanto l'importo influisce sul valore attuale dei flussi di cassa generati dall'obbligazione e conseguentemente sul tempo di recupero dell'investimento. Il rendimento a scadenzainfluisce sulla durata media finanziariaperché rappresenta il tasso di sconto dei flussi e quindi ne altera il valore attuale e conseguentemente la scadenza media con il quale vengono ricevuti. Infine la durata media finanziaria è influenzata dal tempo rimanente alla scadenza del titolo. A parità di condizion…

Immunizzazione finanziaria

L'immunizzazione finanziaria è una strategia di asset-liability management che consiste nell'immunizzare il portafoglio obbligazionario dal rischio di tasso di interesse, in relazione alle passività  detenute. L'immunizzazione finanziaria è principalmente implementata facendo combaciare i flussi cassa del portafoglio obbligazionario con i flussi di cassa attesi delle passività o, alternativamente, facendo combaciare la duration delle attività con la duration delle passività. L'immunizzazione finanziaria è utilizzata nella gestione dei fondi pensione per bilanciare il portafogilo obbligazionario con la scadenza delle passività.
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Green bond di progetto

green bond di progetto sono titoli di debito emessi da una società veicolo per finanziare progetti in ambito di mobilità sostenibile, efficienza energetica e dell'utilizzo delle risorse ed energie rinnovabili. La società veicolo utilizza il ricavato dell'emissione di green bond di progetto per finanziarie i costi del progetto, mentre i flussi di cassa generati dal progetto saranno utilizzati per il pagamento delle cedole ed il rimborso a scadenza. I green bond di progetto sono sponsorizzati da enti statali o sovranazionali che garantiscono l'emissione. 
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Green bond cartolarizzati

Green bond cartolarizzati

green bond cartolarizzati sono titoli di debito emessi da una società veicolo e garantiti da un portafoglio composto da crediti erogati per finanziarie progetti che rientrano in ambiti come mobilità sostenibile, efficienza energetica e dell'utilizzo delle risorse ed energie rinnovabili. La società veicolo utilizza il ricavato dell'emissione di green bond cartolarizzati per l'acquisto dei crediti e prestiti dalla banca, ed i flussi di cassa generati dal portafoglio saranno utilizzati per il pagamento delle cedole ed il rimborso a scadenza. I green bond cartolarizzati possono essere emessi in un'unica tranche, con lo stesso grado di rivalsa sul portafoglio, oppure in più tranche per distribuire il rischio di credito e attrarre investitori con diversa propensione al rischio.
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Coefficiente di correlazione R quadro (finanza)

Il coefficiente di correlazione R quadro indica quanto l'andamento della variabile dipendente  è spiegato dall'andamento della variabile indipendente. Il coefficiente di correlazione R quadro può assumere un valore da 0 a 1, dove 0 indica che l'andamento della variabile dipendente non è spiegato dall'andamento della variabile dipendente, e 1 indica che l'andamento della variabile dipendente è totalmente spiegato dalla variabile indipendente.In finanza,ilcoefficiente di correlazione R quadro è  generalmente utilizzato per valutare quanto l'andamento di un fondo è spiegato dal benchmark. Un coefficiente di correlazione R quadro altoindica che gran parte dell'andamento del fondo è spiegato dal benchmark, mentre un coefficiente di correlazione R quadro basso indica che gran parte dell'andamento del fondo è legato ad altri fattori, ma non all'andamento del benchmark.
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Correlazione (finanza) Benchmark (finanza)

Indice di rotazione dell'attivo fisso

L'indice di rotazione dell'attivo fisso è dato dal rapporto tra il fatturato e l'attivo fisso dell'azienda, che comprende immobilizzazioni materiali, immateriali, finanziarie e altre attività a lungo termine. L'indice di rotazione dell'attivo fisso indica quanto è veloce la rotazione dell'attivo fisso, ovvero quanto l'azienda è efficiente nella gestione dell'attivo corrente.
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RA (Rotazione attivo)

La RA (rotazione attivo) indica l'efficienza dell'azienda nella gestione dell'attivo e, ed è dato dal è dato dal rapporto tra il fatturato e il totale dell'attivo. A parità di condizioni, maggiore la RA (rotazione attivo), maggiore l'efficenza nella gestione dell'azienda.
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Attivo fisso netto

Indice di rotazione del capitale investito

L'indice di rotazione del capitale investito è dato dal rapporto tra il fatturato e il capitale investito, ed è una misura di efficienza aziendale. L'indice di rotazione del capitale investito indica quanto fatturato è generato per ogni unità di capitale investito dall'azienda. 
Indice di rotazione del capitale investito =  Fatturato                                                                                                          Capitale Investito

A parità di condizioni, un'azienda con indice di rotazione del capitale investito maggiore è considerata più efficiente nel trasformare il capitale investito in vendite.
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Capitale investito operativo Rotazione del capitale circolante Indice di rotazione degli impieghi Indice di rotazione dell'attivo corrente

Duration dei titoli a tasso variabile

La duration dei titoli a tasso variabile è calcolata sulla base del periodo che trascorre tra le date di reset della cedola, durante il quale si è esposti al rischio di tasso di interesse. Dato che solitamente la cedola è ricalcolata trimestralmente per riflettere l'andamento dei tassi di mercato, la duration dei titoli a tasso variabile è compresa tra 0 e 0,25 a seconda del tempo residuo al reset successivo. La duration modificata prossima allo zero dei titoli a tasso variabile, li rende poco sensibili alle variazioni dei tassi di interesse, con il prezzo di mercato che è poco variabile rispetto al valore nominale dell'obbligazione.
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Obbligazioni a tasso variabile Duration negativa Duration e duration modificata

Maturity effettiva

La maturity effettiva rappresenta la scadenza di un titolo obbligazionario, ponderata con la  probabilità che l'obbligazione venga rimborsata anticipatamente. La maturity effettiva è utilizzata per descrivere  la scadenza di titoli obbligazionari che hanno clausole che permettono il rimborso anticipato a date e prezzi  prestabiliti, come le obbligazioni callable, o che sono soggetti al cosiddetto prepayment risk, come le mortgage-backed-securities (MBS).

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Impieghi bancari

Gli impieghi bancari rappresentano l'insieme dei finanziamenti erogati dalla banca alla propria clientela. Gli impieghi bancari possono essere suddivisi in impieghi bancari verso al clientela privata, nell'ambito dell'attività di credito al consumo, ed impieghi bancari ad aziende ed altre istituzioni, nell'ambito dell'attività di corporate e investment banking.

Costo del venduto

Il costo del venduto è dato dai costi strettamente correlati all'attività di acquisto e trasformazione di materie prime e semilavorati in prodotti finiti. Il costo del venduto è calcolato sommando i costi di manodopera utilizzata nei processi produttivi, il costo dell'energia utilizzata nella produzione, gli ammortamenti delle immobilizzazioni destinate all'attività produttiva ed il canone di leasing per macchinari e capannoni non di proprietà, e la variazione delle rimanenze.
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Ricavi netti

Ricavi netti

I ricavi netti rappresentano i ricavi dell'azienda derivanti dalla vendita di prodotti e servizi al netto di sconti promozionali, resi stimati e commissioni di vendita. I ricavi netti vengono contabilizzati nel momento in cui esiste un'accordo con l'acquirente, il rischio derivante dalla proprietà del prodotto è stato trasferito all'acquirente, il prezzo della transazione è stato stabilito ed il venditore e ragionevolmente sicuro di ricevere l'ammontare pattuito con l'acquirente. Quando la transazione monetaria non avviene contestualmente alla compravendita, i ricavi netti generano i cosiddetti crediti commerciali.
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Costo del venduto Margine operativo lordo (MOL)

Margine industriale

Il margine industriale è dato dalla differenza tra i ricavi netti e i costi strettamente correlati all'acquisto e trasformazione di materie prime e semilavorati in prodotti finiti, e rappresenta la redditività dell'attività industriale svolta dall'azienda. Rapportando il margine industriale ai ricavi netti, è possibile comparare la redditività dell'attività industriale di varie aziende. A parità di condizioni, maggiore il margine industriale e maggiore la redditività dell'azienda.
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Margine operativo lordo (MOL) 

Margine operativo lordo (MOL)

Il margine operativo lordo (MOL) è il reddito operativo, al lordo di ammortamenti ed accantonamenti, oneri finanziari e tasse, direttamente attribuibile alla gestione operativa dell'azienda, e rappresenta un'indice di redditività ed un'approssimazione dei flussi di cassa della gestione caratteristica dell'azienda. Il margine operativo lordo (MOL)rappresenta il reddito disponibile per il reinvestimento per il mantenimento della predizione ed il pagamento di tasse ed oneri fiscali.Il margine operativo lordo (MOL)è calcolato sottraendo al fatturato i costi direttamente correlati con la produzione dei beni e servizi venduti, i costi amministrativi e commerciali. A parità di condizioni, maggiore il margine operativo netto (MOL)e maggiore la redditività dell'azienda.
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Margine operativo netto (MON) MOL/Oneri finanziari PFN/MOL
MOL/Fatturato
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EBIT/Oneri finanziari

Il rapporto EBIT/oneri finanziari è dato dal rapporto tra il reddito operativo al netto di ammortamenti ed accantonamenti (EBIT) e gli onere finanziari. Il rapporto EBIT/oneri finanziari rappresenta la capacità dell'azienda di far fronte agli oneri finanziari con il reddito operativo al netto di ammortamenti e deprezzamenti, che rappresenta un'approssimazione delle risorse generate dalla gestione caratteristica al netto degli investimenti necessari per mantenere ed espandere la produzione. Assieme ad altri indicatori, il rapporto EBIT/oneri finanziari è utilizzato per valutare la capacità dell'azienda di far fronte agli interessi dovuti al netto degli investimenti necessari all'azienda. A parità di condizioni, maggiore il rapporto EBIT/oneri finanziari e migliore il merito creditizio dell'impresa.
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EBITDA/Oneri finanziari


Margine operativo netto (MON)

Il margine operativo netto (MON) è il reddito operativo, al netto degli ammortamenti ed accantonamenti, direttamente attribuibile alla gestione operativa dell'azienda, e rappresenta la redditività della gestione caratteristica. Il margine operativo netto (MON)è calcolato sottraendo al fatturato i costi direttamente correlati con la produzione dei beni e servizi venduti, i costi amministrativi, i costi commerciali e gli ammortamenti ed accantonamenti. A parità di condizioni, maggiore il margine operativo netto (MON)e maggiore la redditività dell'azienda.

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Reddito operativo gestione caratteristica (ROGC)

Il reddito operativo della gestione caratteristica (ROGC) è il reddito operativo, al netto degli ammortamenti ed accantonamenti, direttamente attribuibile alla gestione operativa dell'azienda, e rappresenta la redditività della gestione caratteristica. Il reddito operativo della gestione caratteristica (ROGC) è calcolato sottraendo al fatturato i costi direttamente correlati con la produzione dei beni e servizi venduti, i costi amministrativi, i costi commerciali e gli ammortamenti ed accantonamenti. A parità di condizioni, maggiore il reddito operativo della gestione caratteristica (ROGC) e maggiore la redditività dell'azienda.

PFN/cash flow

Il PFN/cash flow è il rapporto tra la posizione finanziaria netta (PFN) ed il cash flow, ovvero il flusso di cassa generato dall'impresa. Il PFN/cash flow è uno degli indicatori utilizzati per valutare la capacità dell'azienda di far fronte ai propri debiti. A parità di condizioni, minore il PFN/cash flow e migliore il merito creditizio dell'azienda.
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PFN/Equity

Il PFN/equity è il rapporto tra la posizione finanziaria netta (PFN) e l'equity. Il PFN/equityesprime la leva finanziaria adottata dall'azienda, rapportando il totale dei debiti a breve e lungo termine, al netto dei contanti, titoli assimilabili ai contanti, e titoli negoziabili presenti in bilancio, all'equity dell'azienda. Il PFN/equityè conseguenza delle scelte di politica finanziaria dell'azienda ed è uno degli indicatori utilizzato per valutare la solvibilità dell'azienda. Il PFN/equityè direttamente proporzionale al merito creditizio dell'azienda e, a parità di condizioni, maggiore il PFN/equity e maggiore il rischio di credito.
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EBITDA/Ricavi

Il rapporto EBITDA/ricavi è il rapporto tra il reddito operativo al lordo di ammortamenti, tasse ed interessi (EBITDA) ed i ricavi dell'azienda, e rappresenta l'incidenza dell'EBITDA sulle vendite dell'azienda. Il rapporto EBITDA/ricavi è uno degli indicatori utilizzati per comparare la redditività di diverse aziende che operano in uno stesso settore. A parità di condizioni, maggiore il rapporto EBITDA/ricavi e maggiore la redditività dell'azienda, in quanto si ha un EBITDA superiore per uno stesso livello di vendite.
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MOL/Fatturato

Il MOL/fatturato è il rapporto tra il margine operativo lordo (MOL) ed il fatturato dell'azienda, e rappresenta l'incidenza del margine di profitto disponibile prima degli ammortamenti, il pagamento delle imposte ed il pagamento degli interessi sul fatturato. Il MOL/fatturato è uno degli indicatori utilizzati per comparare la redditività di diverse aziende che operano in uno stesso settore. A parità di condizioni, maggiore il MOL/fatturato e maggiore la redditività dell'azienda, in quanto si ha un MOL superiore per uno stesso livello di fatturato.
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Oneri finanziari/Fatturato

L'indice oneri finanziari su fatturato è dato dal rapporto tra gli oneri finanziari dovuti periodicamente ai prestatori di capitale ed i ricavi di vendita e rappresenta l'incidenza degli oneri finanziari sul fatturato dell'impresa. Il rapporto oneri finanziari/fatturato è uno degli indici utilizzati per valutare la capacità dell'azienda di far fonte ai propri debiti finanziari. A parità di condizioni, una maggiore incidenza degli oneri finanziari sul fatturato riduce il merito creditizio dell'azienda.

PFN/Fatturato

Il PFN/fatturato è il rapporto tra la posizione finanziaria netta (PFN) ed il fatturato dell'azienda. Il PFN/fatturato è uno degli indicatori utilizzati per valutare la capacità dell'azienda di far fronte ai propri debiti finanziari. A parità di condizioni, maggiore il rapporto PFN/fatturato, minore io merito creditizio dell'azienda in quanto l'azienda ha meno entrate finanziarie relativamente al debito esistente.
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EBITDA/Oneri finanziari

Il rapporto EBITDA/oneri finanziari è il rapporto di copertura degli oneri finanziari e rappresenta la capacità dell'azienda di far fronte agli oneri finanziari con il reddito operativo al lordo di ammortamenti, deprezzamenti, interessi e tasse, il cosiddetto EBITDA, che rappresenta un'approssimazione delle risorse generate dalla gestione caratteristica. Assieme ad altri indicatori, il rapporto EBITDA/oneri finanziari è utilizzato per valutare la capacità dell'azienda di far fronte agli interessi dovuti. A parità di condizioni, maggiore il rapporto EBITDA/oneri finanziari e migliore il merito creditizio dell'impresa.
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Il MOL/oneri finanziari è il rapporto di copertura degli oneri finanziari e rappresenta la capacità dell'azienda di far fronte agli oneri finanziari con il reddito operativo al lordo di ammortamenti e tasse, che rappresenta un'approssimazione delle risorse generate dalla gestione caratteristica. Assieme ad altri indicatori, il rapporto MOL/oneri finanziari è utilizzato per valutare la capacità dell'azienda di far fronte agli interessi dovuti. A parità di condizioni, maggiore il rapporto MOL/oneri finanziari e migliore il merito creditizio dell'impresa.

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PFN/MOL
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Margine operativo lordo (MOL)

PFN/CIN

Il PFN/CIN è il rapporto tra la posizioni finanziaria netta (PFN) e il capitale investito netto ed indica quanto del capitale circolante netto commerciale e le attività operative non correnti, è finanziato con debito. A parità di condizioni, maggiore il PFN/CIN e maggiore il rischio di credito, in quanto si utilizza più debito per finanziare gli impieghi.
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PFN/PN

Il PFN/PN è il rapporto tra la posizione finanziaria netta (PFN) ed il patrimonio netto. Il PFN/PNesprime la leva finanziaria adottata dall'azienda, rapportando il totale dei debiti a breve e lungo termine, al netto dei contanti, titoli assimilabili ai contanti, e titoli negoziabili presenti in bilancio, ai mezzi propri dell'azienda. Il PFN/PN è conseguenza delle scelte di politica finanziaria dell'azienda ed è uno degli indicatori utilizzato per valutare la solvibilità dell'azienda. Il PFN/PN è direttamente proporzionale al merito creditizio dell'azienda e, a parità di condizioni, maggiore il PFN/PN e maggiore il rischio di credito. Il valore ottimale del PFN/PN è quello che minimizza il costo medio ponderato del capitale (WACC) dell'azienda, massimizzando il valore dei flussi di cassa generati dall'impresa.

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PFN/EBITDA

Il PFN/EBITDA è il rapporto tra la posizione finanziaria netta (PFN) ed il margine operativo lordo (EBITDA).  Il PFN/EBITDA è un indice di solvibilità, fornendo un'indicazione sulla capacità dell'azienda di fare fronte al debito netto con il reddito operativo al lordo di tasse, interessi e ammortamenti. Il PFN/EBITDA è direttamente proporzionale al merito creditizio dell'azienda e, a parità di condizioni, maggiore il PFN/EBITDA e maggiore il rischio di credito.

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PFN/MOL

Il PFN/MOL è il rapporto tra la posizione finanziaria netta (PFN) ed il margine operativo lordo (MOL).  Il PFN/MOL è un indice di solvibilità, fornendo un'indicazione sulla capacità dell'azienda di fare fronte al debito netto con il proprio reddito operativo al lordo di tasse ed investimenti.. Il PFN/MOL è direttamente proporzionale al merito creditizio dell'azienda e, a parità di condizioni, maggiore il PFN/MOL e maggiore il rischio di credito.

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Margine operativo lordo (MOL)

Indice EMBI

L'indice EMBI è un indice obbligazionario dei mercati emergenti che comprende solo i titoli emessi da governi ed entità para-governative di paesi emergenti denominati in dollari statunitensi. L'indice EMBI comprende sia le obbligazioni a tasso fisso che a tasso variabile, con un valore nominale di almeno $500 milioni, per garantire che solo le emissioni più liquide vengano considerate nell'indice. L'indice EMBI comprende solo gli emittenti il cui rating medio è investment grade, ovvero pari o superiore a BBB-/Baa3.
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Indice di rotazione degli impieghi

L'indice di rotazione degli impieghi è dato dal rapporto tra il fatturato e il totale degli impieghi  dell'azienda, ed indica quanto l'azienda è efficiente nella gestione degli impieghi.

Indice di rotazione e degli impieghi = Fatturato                                                                                                       Totale impieghi

A parità di condizioni, maggiore l'indice di rotazione degli impieghi, maggiore l'efficenza nella gestione dell'impresa.
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Repricing gap

Il repricing gap è la differenza tra la vita residua alla data di aggiornamento dei tassi di interesse delle attività, come prestiti e altri crediti, e la vita residua alla data di aggiornamento dei tassi di interesse delle passività, come depositi e altre forme di finanziamento, e fornisce un'indicazione sul rischio di tasso d'interesse al quale è esposta un'istituzione finanziaria dovuto all'aggiornamento dei tassi delle varie attività e passività. Il repricing gap può essere positivo, negativo o pari a zero, a seconda che la media ponderata della vita residua delle attività sia superiore, inferiore o uguale alla media ponderata della vita residua delle passività.

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Maturity gap
Duration gap

Portafoglio modello

Il portafoglio modello rappresenta il portafoglio costruito per raggiungere i propri obiettivi di investimento rispettando la propria tolleranza al rischio. 
Gli obiettivi di investimento che si vogliono raggiungere attraverso la costruzione del portafoglio modello possono spaziare dalla conservazione del capitale per il mantenimento del proprio stile di vita, mentre la tolleranza al rischio si riferisce alla volatilità del portafoglio modello che si desidera avere.

Il portafoglio modello è quindi composto da varie classi di attivo, che si sostanziano in azionario, obbligazionario e investimenti alternativi, la cui combinazione varia a seconda degli obiettivi di investimento e rischio tollerato.

L'azionario è visto come il capitale investito a lungo termine e la componente del portafoglio modello che ha l'obiettivo di crescere nel tempo, mentre la componente obbligazionaria ha la funzione di ridurre il rischio complessivo del portafoglio modello, attenuando le fasi di volatil…

Curva di credito

La curva di credito è la rappresentazione grafica dello spread creditizio di un emittente per la varie emissioni con scadenze e diverse e rappresenta il rischio di credito dato dal mercato su una scala temporale. La curva di credito è normalmente inclinata positivamente, con uno spread creditizio maggiore per le scadenze più lunghe ed uno spread creditizio minore per le scadenze a breve termine.
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Spread creditizio

Lo spreadcreditizio è il differenziale di rendimento tra le obbligazioni caratterizzata da rischio di credito e i titoli di stato, considerati privi di rischio, e rappresenta la remunerazione aggiuntiva richiesta dagli investitori  per assumersi il rischio di credito dell'emittente. Minore il rischio di credito dell'emittente e minore sarà lo spreadcreditizio. Lo spreadcreditizio è influenzato dall'andamento economico e dalla situazione finanziaria dell'emittente. Durante le espansioni economiche lo spreadcreditizio si riduce, in quanto gli investitori percepiscono un rischio di default minore durante le fasi di crescita economica. Al contrario, durante le recessioni gli investitori richiedono un maggiore spreadcreditizioper assumersi il rischio di credito. A livello di emittente invece, quando gli investitori percepiscono un deterioramento del merito creditizio, richiederanno uno spreadcreditizio maggiore per compensare il maggior rischio, e conseguentemente lo sprea…

ETF bassa volatilità

Gli ETF bassa volatilità replicano indici azionari composti da titoli di aziende che presentano una bassa volatilità dei rendimenti rispetto all'indice di riferimento. Gli ETF bassa volatilità tendono ad investire in azioni difensive, caratterizzate da una bassa volatilità degli utili e da un beta basso relativamente all'indice di mercato.
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ETF fattoriali ETF multifattoriali Volatilità (finanza)

Badwill

Nel bilancio, il badwill si ha quando il prezzo al quale viene acquisita un'altra impresa è inferiore al fair value degli attivi e passivi acquisiti, che verranno riconosciuti in bilancio. Il badwill non viene espresso direttamente nello stato patrimoniale, ma la differenza di prezzo viene riflessa come profitto straordinario nel conto economico.
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Goodwill (finanza)

Goodwill (finanza)

In finanza, il goodwill è una posta dell'attivo non corrente che è data dalla differenza del prezzo al quale viene acquisita un'altra azienda, ed il fair value degli attivi e passivi acquisiti, che verranno riconosciuti in bilancio. Il goodwill non viene ammortizzato, ma viene però testato annualmente per eventuali svalutazioni. L'elevata percentuale di goodwill in relazione agli attivi aziendali identifica un'azienda che intrapreso una strategia di crescita inorganica, ovvero per acquisizioni, e, allo stesso tempo, aumenta il rischio di svalutazioni future.

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Badwill

Immobilizzazioni immateriali

Le immobilizzazioni immateriali sono attività a lungo termine prive di materialità fisica come brevetti, marchi, software, diritti e licenze in possesso e controllo dell'azienda, identificabili singolarmente e che producono un beneficio economico per l'azienda. Le immobilizzazioni materiali possono essere sviluppate internamente, capitalizzandone i costi, oppure essere il risultato di operazioni di fusioni e acquisizioni (M&A). Le immobilizzazioni immateriali possono essere distinte in immobilizzazioni immateriali a vita utile definita e immobilizzazioni immateriali a vita utile indefinita.  Le immobilizzazioni immaterialia vita utile definita prevedono l'ammortamento, mentre le immobilizzazioni immateriali a vita utile indefinita non prevedono l'ammortamento, ma devono essere testate annualmente per impairment (svalutazione).

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Buffer (finanza)

In finanza, il buffer rappresenta il capitale accantonato dagli istituti finanziari durante periodi di espansione economica che ha l'obiettivo di assorbire le perdite derivanti da un aumento dei tassi di default dei debitori durante una recessione economica.
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Cash buffer

ETF core

Gli ETF core sono ETF che replicano indici di mercato ritenuti centrali in una asset allocation strategica di portafoglio. Gli ETF core replicano indici diversificati, che possono dare esposizione ad un singolo paese, regione oppure all'economia globale. Gli ETF core azionari comprendono principalmente le aziende a grande capitalizzazione, mentre gli ETF core obbligazionari replicano dio regola indici investment grade.

Disponibilità finanziarie

In bilancio, le disponibilità finanziarie sono date da parte degli attivi che l'azienda presume di monetizzare entro i 12 mesi successivi alla data di chiusura del bilancio. Le poste dell'attivo di stato patrimoniale che rientrano nelle disponibilità finanziarie sono le varie tipologie di crediti che rientrano nell'attivo corrente, come i crediti commerciali.
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Disponibilità liquide

Disponibilità liquide

Nel bilancio, le disponibilità liquide rappresentano la liquidità detenuta dall'azienda ed in dicano le risorse prontamente utilizzabili dall'azienda. Le poste dell'attivo dello stato patrimoniale che rientrano nelle disponibilità liquide sono la cassa e i saldi di conto corrente.
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Capitale permanente

Il capitale permanente si riferisce ad una tipologia di capitale raccolto attraverso particolari veicoli di investimento, che permette ai gestori del veicolo di investimento di investire con un orizzonte temporale di lungo termine, senza che si debba disinvestire per far fronte alle richieste di rimborso. Il capitale permanente è raccolto principalmente da fondi di investimento alternativi, in modo da investire in strumenti illiquidi, non quotati ed intraprendere ristrutturazioni aziendali. Il capitale permanente può essere raccolto da veicoli di investimento che hanno la forma legale di partnership, che prevede che le richieste di rimborso possano essere effettuate solo dopo che sia trascorso un periodo temporale predefinito, oppure quotando in borsa il veicolo di investimento, rendendo possibile agli investitori la compravendita della propria quota con , mantenendo stabile il capital raccolto dal fondo.

Indice di rotazione dell'attivo corrente

L'indice di rotazione dell'attivo corrente è dato dal rapporto tra il fatturato e l'attivo corrente dell'azienda, che comprende la cassa, le rimanenze, i crediti commerciali e altri attivi a breve termine.  L'indice di rotazione dell'attivo corrente indica quanto è veloce la rotazione dell'attivo corrente, ovvero quanto l'azienda è efficiente nella gestione dell'attivo corrente.
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Attivo corrente
Indice di rotazione dell'attivo fisso
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Surplus asset

In bilancio, i surplus asset sono attivi aziendali che non sono correlati all'attività caratteristica dell'impresa, ed i cui redditi sono esclusi dal calcolo del reddito operativo, ma concorrono alla formazione dell'utile netto. In caso di valutazione di azienda, i surplus asset vengono valutati separatamente rispetto all'attività operativa principale dell'azienda.

Capitale investito netto operativo

Il capitale investito netto operativo è dato dalla somma  tra  il capitale circolante netto operativo ed il capitale fisso netto, e rappresenta l'investimento netto, di breve e lungo termine richiesto, dall'attività operativa. Il capitale investito netto operativo è dato quindi dalla differenza tra tra le attività di breve e lungo termine, che rappresentano l'investimento di risorse in attivi finalizzati al raggiungimento dell'oggetto sociale, e il passivo di breve e lungo termine strettamente collegato all'operatività dell'azienda. Un aumento del capitale investito netto operativo genera un assorbimento di risorse finanziare, che riduce l'ammontare di utile distribuitile agli azionisti.
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Capitale fisso netto Capitale circolante netto operativo
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Capitale fisso netto

Il capitale fisso netto è composto dal totale delle attività di bilancio che si presume vengano monetizzate dopo 12 mesi, come immobilizzazioni materiali, immateriali, finanziarie e altre attività a lungo termine, al netto di fondi e altre passività non correnti legati alla gestione operativa dell'azienda. Il capitale fisso netto rappresenta l'investimento netto di lungo termine assorbito dalla gestione operativa dell'azienda.
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Capitale circolante netto operativo
Capitale investito netto operativo

Capitale circolante netto operativo

Il capitale circolante netto operativo è dato dalla differenza tra l'attivo corrente e il passivo corrente strettamente correlati all'attività caratteristica dell'azienda e rappresenta l'investimento, se positivo, o il finanziamento, se negativo, netto richiesto dalla gestione operativa dell'impresa. Il capitale circolante netto operativoè positivo quando le attività correnti legate all'attività caratteristica dell'azienda sono superiori alle passività correnti generate dall'operatività dell'azienda, in questo caso la gestione caratteristica assorbe risorse. Il capitale circolante netto operativoè negativo quando le passività correnti generate dall'attività caratteristica sono superiori alle attività correnti originate dalla gestione caratteristica, in  questo caso la gestione operativa libera risorse. L'andamento del capitale circolante netto operativoinfluisce sulla capacità dell'azienda di generare flussi di cassa dalla gestione oper…

Attivo fisso netto

L'attivo fisso netto è composto dal totale delle attività di bilancio che si presume vengano monetizzate dopo 12 mesi, come immobilizzazioni materiali, immateriali, finanziarie e altre attività a lungo termine, al netto di fondi e altre passività non correnti legati alla gestione operativa dell'azienda. L'attivo fisso netto rappresenta l'investimento netto di lungo termine assorbito dalla gestione operativa dell'azienda.
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Rotazione del capitale circolante

La rotazione del capitale circolante è dato dal rapporto tra il fatturato e il capitale circolante dell'azienda, ed indica quanto è veloce la rotazione del capitale circolante, ovvero quanto l'azienda è efficiente nella gestione del capitale circolante.
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Attivo fisso

L'attivo fisso è composto dal totale delle attività di bilancio che verranno monetizzate dopo 12 mesi. Rientrano nell'attivo fisso le immobilizzazioni materiali, immateriali, finanziarie e altre attività a lungo termine. L'attivo fisso rappresenta l'investimento di lungo termine richiesto dalla gestione caratteristica, accessoria e finanziaria dell'azienda.
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Attivo fisso netto Attivo liquido (bilancio)
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Attivo liquido (bilancio)

Nel bilancio, l'attivo liquido è l'insieme delle attività che ci si aspetta verranno monetizzate entro i successivi 12 mesi e rappresenta l'investimento di breve termine richiesto dalla gestione caratteristica dell'azienda. Rientrano nell'attivo liquido la cassa, i titoli negoziabili, i crediti commerciali e le rimanenze.

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Attivo fisso


Capitale investito operativo

Il capitale investito operativo è dato dalla somma tra il capitale circolante netto e le attività operative non correnti, e rappresenta l'investimento richiesto dalla gestione operativa nel breve e nel lungo termine. Il capitale investito operativo può essere finanziato da fonti interne, come il patrimonio netto, e fonti esterne, come i debiti finanziari. 
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Fonti di finanziamento interne ed esterne Attività operative
Indice ROT

Indice ROT

L'indice ROT è dato dal rapporto tra il fatturato e il capitale investito, ed è una misura di efficienza aziendale. L'indice ROT indica quanto fatturato è generato per ogni unità di capitale investito dall'azienda. 
Indice ROT =  Fatturato                                                                                    Capitale Investito
A parità di condizioni, un'azienda con indice ROT maggiore è considerata più efficiente nel trasformare il capitale investito in vendite.
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Closing finanziario

Il closing finanziario rappresenta la fase di chiusura di un'operazione di M&A (fusioni e acquisizioni), a seguito della quale la società acquirente inizierà ad integrare nel proprio bilancio gli attivi acquisiti ed i relativi ricavi e costi. Il closing finanziario avviene dopo che siano state soddisfatte tutte le condizioni dell'accordo. A seconda della rilevanza e dimensione dell'operazione, e della conseguente mole di lavoro, il closing finanziario può avvenire da poche settimane a molti mesi dopo l'annuncio dell'operazione. 

UPA (finanza)

In finanza, l'UPA è l'utile per azione, ed è dato dal rapporto tra l'utile netto del periodo, al netto di eventuali dividendi pagati agli azionisti privilegiati, ed la media ponderata del numero di azioni in circolazione nel periodo, e rappresenta l'utile disponibile ai possessori di azioni ordinarie.
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