Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post da Aprile, 2020

NPE ratio

L'NPE ratio è il rapporto tra le esposizioni NPE detenute dalla banca, date dalla somma tra crediti deteriorati e inadempienze probabili, ed il totale dei crediti erogati dall'istituto bancario.L'NPE ratioè uno degli indicatori utilizzati per valutare la qualità del portafoglio crediti della banca. L'NPE ratiopuò essere calcolato su base lorda o netta. L'NPE ratio lordo utilizza al numeratore il valore nominale delle esposizioni NPE, ovvero al lordo delle rettifiche di valore. L'NPE ratio netto è calcolato utilizzando al numeratore le esposizioni NPE al netto degli accantonamenti per le perdite di credito.

Ti potrebbe interessare anche:

NPE (crediti)

Sofferenze nette

Le sofferenze nette sono l'ammontare dei crediti in sofferenza, al netto delle rettifiche di valore apportate dall'istituto finanziario per rifletterne il minor merito creditizio. Rapportando le sofferenze nette al totale dei finanziamenti erogati, si può avere un'idea della qualità del portafoglio crediti della banca.
Ti potrebbe interessare anche:

Sofferenze lorde
Coverage (sofferenze)


NPE (crediti)

Nei crediti, il termine NPE (Non Performing Exposure) è utilizzato per indicare l'insieme delle esposizioni creditizie deteriorate detenute in bilancio, e fuori bilancio, da un istituto finanziario. Vengono considerati NPE i crediti con ritardi nei pagamenti superiori a 90 giorni e per i quali l'istituto bancario ritiene che l'unico modo per recuperare il proprio credito è escutere la garanzia, e quelli la cui inadempienza risulta probabile.
Ti potrebbe interessare anche:
NPE ratio Crediti UTP

NPL secured e unsecured

Gli  NPL secured e unsecured sono tipologie di crediti deteriorati che si differenziano per la presenza o meno di una garanzia a favore del creditore. Gli NPL secured sono crediti deteriorati che hanno una garanzia che il creditore può escutere. Gli NPL unsecured sono invece crediti non performing che erano stati erogati solo in base al merito credito del debitore, e il cui recupero risulta essere più complesso.
Ti potrebbe interessare anche:
Crediti secured e unsecured

Crediti secured e unsecured

I crediti secured e unsecured sono tipologie di crediti che si differenziano per la presenza o meno di una garanzia a favore del creditore. I crediti secured prevedono la presenza di una garanzia, che il creditore può escutere qualora il debitore risulti insolvente.  A differenza dei crediti secured, i creditiunsecured non prevedono una garanzia a fronte dell'erogazione del prestito sul quale rivalersi nel caso di insolvenza, ma vengono erogati basandosi sul solo merito creditizio del debitore. Conseguentemente, a parità di condizioni, i crediti secured hanno un tasso di interesse inferiore rispetto ai crediti unsecured, esponendo ad un rischio interiore il creditore.

Ti potrebbe interessare anche:

NPL secured e unsecured

Crediti UTP

I crediti UTP (Unlikely To Pay) sono crediti per i quali l'istituto finanziario stima che il debitore risulti probabilmente inadempiente nel rimborsare il prestito secondo il piano di ammortamento stabilito. L'identificazione dei crediti UTP avviene al verificarsi di determinati eventi, come il deterioramento del merito creditizio del debitore, violazioni dei covenant del contratto di prestito o il deteriorasi della situazione macroeconomica, che aumentano la probabilità che il debitore risulti insolvente.
Ti potrebbe interessare anche:
NPE (crediti) Crediti in bonis

Loss given default (LGD)

La loss given default (LGD) è la perdita nel caso di insolvenza del debitore, ed è espressa in termini percentuali rispetto all'ammontare originariamente prestato e agli interessi dovuti. La loss given default varia a seconda della posizione del creditore nella struttura finanziaria dell'impresa, e alla presenza e qualità delle garanzie. A parità di condizioni, ci si può aspettare una loss given default inferioreper un debito senior rispetto ad una posizione subordinata, in conseguenza alla priorità nell'aggredire gli attivi del debitore in caso di insolvenza, e in presenza di un collaterale di qualità a garanzia del prestito, rispetto ad un prestito non garantito.
Ti potrebbe interessare anche:
Expected loss Exposure at default (EAD)

Credito ceduto in bonis

Il credito ceduto in bonis è un titolo di credito che l'originator, la banca che ha erogato il credito, identifica come in bonis, e che viene ceduto in un'operazione di cartolarizzazione ad una società veicolo a fronte di nuova liquidità, nell'ambito della gestione degli attivi di bilancio in linea con le esigenze operative.
Ti potrebbe interessare anche:
Crediti in bonis



Stakeholder interni ed esterni

Gli stakeholder interni ed esterni sono i vari soggetti i cui interessi vengono influenzati direttamente o indirettamente dall'attività di un'azienda e che si differenziano per l'appartenenza o meno all'impresa. Gli stakeholder interni ed esterni possono influenzare il risultato economico e la normale operatività  dell'azienda. Stakeholder interni Gli stakeholder interni sono i soggetti che operano all'interno dell'azienda. Esempio di stakeholder interni sono color che sono legati all'azienda, sia dipendenti che dirigenti, e gli azionisti, ovvero coloro che forniscono il capitale di rischio necessario per l'attività d'impresa.  Stakeholder esterni Gli stakeholder esterni sono i soggetti che interagiscono con l'impresa dall'esterno, ed i cui interessi vengono influenzati, consapevolmente o meno, direttamente o indirettamente, dall'attività di impresa. Rientrano tra gli stakeholder esterni i soggetti che operano all'interno della …

Stakeholder volontari e involontari

Gli stakeholder volontari e involontari sono i vari soggetti i cui interessi vengono toccati dall'attività dell'azienda e che si differenziano per la consapevolezza che questi hanno del loro coinvolgimento con l'attività aziendale.
Stakeholder volontari Gli stakeholder volontari sono gli attori economici che consapevolmente interagiscono con l'azienda. Rientrano tra gli stakeholder volontari i dipendenti, gli azionisti e i soggetti della catena del valore che hanno una relazione diretta con l'impresa.
Stakeholder involontari Gli stakeholder involontari sono i soggetti che, in consapevolmente, subiscono l'influenza, negativa o positiva, dall'attività d'impresa. Esempio di stakeholder involontari è la collettività dove giace un sito produttivo aziendale.

Ti potrebbe interessare anche:

Stakeholder primari e secondari
Stakeholder interni ed esterni

Stakeholder primari e secondari

Gli stakeholder primari e secondari sono i vari portatori di interesse nei confronti di un'azienda che si differenziano per il livello di importanza del proprio contributo allo svolgimento dell'attività di impresa. Porre l'attenzione agli interessi degli stakeholder primari e secondari risulta fondamentale per la sopravvivenza  lungo termine dell'azienda.  Stakeholder primari Gli stakeholder primari sono i principali attori della attività di impresa, come dipendenti, azionisti e i vari soggetti della catena del valore in cui l'azienda opera, e che quindi possono avere influenza diretta sul risultato economico dell'azienda. Gli stakeholder primari sono i soggetti che hanno un rapporto diretto con l'azienda e che quindi sono fondamentali per lo svolgimento dell'attività aziendale e per la sopravvivenza nel lungo termine. Un eventuale danneggiamento degli interessi degli stakeholder primari potrebbe causare gravi conseguenze economiche per l'azienda.  …

Scalata ostile

La scalata ostile è il tentativo di acquisizione di un'azienda il cui management non approva l'operazione. Nella maggior parte dei casi, la scalata ostile si sostanzia con il potenziale acquirente che presenta un'offerta pubblica di acquisto sull'intero capitale dell'azienda target, per acquisirne il controllo e nominarne il consiglio di amministrazione. Nella scalata ostile, l'acquirente può acquisire il controllo della società target rivolgendosi direttamente al consiglio di amministrazione per sottoporre la propria offerta di acquisizione, bypassando il management, oppure rivolgendosi direttamente agli azionisti, proponendo durante l'assemblea nuovi consiglieri di propria nomina che, se eletti, possano accettare l'offerta presentata, o in alternativa, presentando un'offerta in denaro, azioni o un misto dei due, a fronte della consegna dei titoli azionari. Allo stesso tempo, le aziende aziende possono prevedere una difesa dalla scalata ostile, co…

Expected loss

L'expectedloss è la perdita attesa al momento dell'erogazione del credito e riflessa nel tasso di interesse applicato. L'expectedloss è in funzione della probabilità di default del debitore, correlata al merito creditizio, e alla loss given default, ovvero l'ammontare che il creditore non riesce a recuperare nel caso di default del debitore. A parità di condizioni, maggiore l'expected loss e maggiore il tasso di interesse applicato.
Ti potrebbe interessare anche:
Unexpected loss Exposure at default (EAD)
Loss given default (LGD)

Unexpected loss

L'unexpected loss è il livello di perdita superiore a quanto atteso al momento dell'erogazione del credito e non è riflessa nel tasso di interesse applicato al finanziamento. L'unexpected loss è espressa in termini di dispersione rispetto alla perdita attesa. L'unexpected loss può essere ridotta diversificando il portafoglio crediti con esposizioni creditizie che mostrano una bassa correlazione fra loro, riducendo il rischio complessivo del portafoglio crediti.

Ti potrebbe interessare anche:

Expected loss

Classe E5 (fondi)

La classe E5 identifica la classe di fondi riservata ad investitori retail che, a fronte di un investimento iniziale minimo relativamente basso, prevedono una gestione annuale più alta rispetto alla classe riservata agli investitori qualificati o istituzionali. La classe E5 è una classe a distribuzione dei proventi.
Ti potrebbe interessare anche:

Fondi a distribuzione dei proventi
Classe E2 (fondi)

Classe E2 (fondi)

La classe E2 identifica la classe di fondi riservata ad investitori retail che, a fronte di un investimento iniziale minimo relativamente basso, prevedono una gestione annuale più alta rispetto alla classe riservata agli investitori qualificati o istituzionali. La classe E2 è una classe ad accumulazione dei proventi.
Ti potrebbe interessare anche:

Fondi ad accumulazione dei proventi
Classe E5 (fondi)

VaR parametrico

Il VaR parametrico è un metodo di calcolo del Value at Risk (VaR) che assume che i rendimenti attesi del portafoglio seguano una distribuzione normale. Il vantaggio principale del VaR parametrico è la semplicità di calcolo. Lo svantaggio principale del VaR parametrico risiede nell'ipotesi della distribuzione normale dei rendimenti attesi, sottovalutando la probabilità di perdite rilevanti e non permettendo l'utilizzo in presenza di opzioni, che non seguono una distribuzione normale.
Ti potrebbe interessare anche:
VaR (finanza)

VaR incrementale

Il VaR incrementale è l'incremento nel VaR di portafoglio dovuto all'incremento della posizione di un  titolo già presente in portafoglio, ovvero la variazione dell'ammontare monetario che ci si aspetta di perdere con una data probabilità in un dato periodo temporale, aumentando il peso del titolo in portafoglio.  
Ti potrebbe interessare anche:
VaR (finanza)
VaR marginale VaR relativo e assoluto VaR di portafoglio

Earnings at Risk - EaR (finanza)

In finanza, l'earnings at risk (EaR) è stima della perdita, in termini di profitto contabile, che l'azienda si aspetta sia superata con un dato livello di probabilità in un determinato periodo di tempo. L'earnings  at riskè influenzato da due variabili: il livello di probabilità scelto e il periodo di tempo nel quale si vuole calcolare l'EaR. A parità di condizioni, l'earnings at risk aumenta al diminuire del livello di probabilità e all'aumentare del periodo temporale utilizzati per l'analisi. L'EaR è utilizzato in ambito di risk management aziendale.
Ti potrebbe interessare anche:
Cash Flow at Risk - CFaR (finanza)

VaR marginale

Il VaR marginale è l'incremento nel VaR di portafoglio dovuto all'aggiunta di un nuovo titolo, ovvero la  variazione dell'ammontare monetario che ci si aspetta di perdere con una data probabilità in un dato periodo temporale, introducendo un nuovo titolo in portafoglio.  
Ti potrebbe interessare anche:
VaR incrementale VaR (finanza) VaR relativo e assoluto VaR di portafoglio

Cash Flow at Risk - CFaR (finanza)

In finanza, il cash flow at risk (CFaR) è stima della perdita, in termini di flussi di cassa, che l'azienda si aspetta sia superata con un dato livello di probabilità in un determinato periodo di tempo. Il cash flow at risk è influenzato da due variabili: il livello di probabilità scelto e il periodo di tempo nel quale si vuole calcolare il CFaR. A parità di condizioni, il cash flow at risk aumenta al diminuire del livello di probabilità e all'aumentare del periodo temporale utilizzati per l'analisi. Il CFaR è utilizzato in ambito di risk management aziendale.

Ti potrebbe interessare anche:

Earnings at Risk - EaR (finanza)

VaR relativo e assoluto

Il VaR relativo e assoluto sono misure del rischio di mercato e sono utilizzati per la stima del valore a rischio del proprio investimento, ovvero dell'ammontare che ci si aspetta di perdere con una data probabilità in un dato periodo temporale. Il VaR relativo è utilizzato per valutare il rischio del proprio investimento in un titolo o fondo rispetto al VaR del benchmark di mercato. Maggiore il VaR relativo e maggiore il rischio dell'investimento rispetto al benchmark. Il VaR assoluto è invece una misura del rischio assoluto del proprio investimento, senza che tale rischio venga paragonato a quello di un benchmark. Il VaR assoluto è utilizzato per misurare il rischio dei fondi di investimento alternativi.
Ti potrebbe interessare anche:
VaR marginale
VaR incrementale VaR (finanza) Benchmark (finanza)

Conditional VaR - CVaR (finanza)

In finanza, il conditional VaR (CVaR) è la perdita attesa in eccesso al VaR che si stima con un dato livello di probabilità e in un determinato periodo di tempo. Il conditional VaR (CVaR) è quindi la stima monetaria della perdita qualora questa risulti superiore a quanto previsto dal VaR. Il conditional VaR (CVaR) è influenzato da due variabili: il livello di probabilità e il periodo di tempo scelto per l'analisi. A parità di condizioni, ad un livello di probabilità inferiore e ad un periodo temporale più lungo, il conditional VaR (CVaR) sarà maggiore.
Ti potrebbe interessare anche:
VaR (finanza)

Titoli ibridi

I titoli ibridi sono titoli finanziari che combinano le caratteristiche di titoli obbligazionari ed azionari.  I titoli ibridi  si collocano a metà tra il debito e l'equity nella struttura finanziaria dell'emittente e, per questo motivo, offrono un maggior rendimento rispetto ai tradizionali titoli obbligazionari e una maggiore protezione rispetto ai tradizionali investimenti azionari. L'emissione di titoli ibridi permette all'emittente di diversificare le proprie fonti di finanziamento, mentre agli investitori permette di avere esposizione a strumenti finanziari con un diverso profilo rischio-rendimento rispetto alle tradizionali obbligazioni e azioni. A seconda della posizione nella struttura finanziaria, i titoli ibridi si configurano come titoli di debito o titoli azionari.
Ti potrebbe interessare anche:
Obbligazioni contingent convertible (CoCo) Obbligazioni contingent writedown Obbligazioni ibride (bond ibridi) Obbligazioni convertibili Obbligazioni AT1 (AT1 bonds) Az…

Fonti di finanziamento ibride

Le fonti di finanziamento ibride combinano elementi delle fonti di finanziamento interne ed esterne. Le fonti di finanziamento ibride si trovano a metà tra il debito e l'equity dell'azienda e si sostanziano nell'emissione di titoli ibridi, che combinano caratteristiche dei titoli obbligazionari e azionari. Le fonti di finanziamento ibride permettono all'azienda di ottimizzare il costo medio ponderato del capitale e gli investitori di ottenere un miglior rapporto rischio-rendimento dal proprio investimento.
Ti potrebbe interessare anche:
Fonti di finanziamento interne ed esterne

Fonti di finanziamento interne ed esterne

Le fonti di finanziamentointerne ed esterne sono le modalità attraverso le quali aziende, istituti finanziari e altri enti, raccolgono le risorse finanziarie necessarie allo svolgimento della propria attività. Alla base della differenza tra le fonti di finanziamentointerne ed esterne vi è l'origine di tali risorse, ovvero se queste sono generate all'interno dell'azienda oppure sono ottenute da terzi. Fonti di finanziamento interne Le fonti di finanziamentointerne sono le risorse generate dalla gestione caratteristica dell'impresa e dalla rapida monetizzazione degli attivi presenti in bilancio, permettendo all'azienda di reinvestire nella propria attività le risorse necessarie per finanziarne la crescita. Tra le principali fonti di finanziamento interne ci sono l'ottimizzazione del capitale circolante dell'azienda, riducendo, per quanto possibile,  i giorni medi d'incasso da clienti e il tempo medio di giacenza in magazzino e allungando i tempi di pagam…

Maturity ladder

La maturity ladder è la distribuzione temporale dei flussi di cassa attesi in entrata e in uscita di un istituto finanziario. La maturity ladder è utilizzata per la stima del rischio di liquidità, ovvero l'eventualità che la banca non sia in grado di far fronte alle proprie passività a causa di una differenza temporale tra i flussi degli impieghi e delle fonti del bilancio.
Ti potrebbe interessare anche:
Stima del rischio di liquidità

Stima del rischio di liquidità

La stima del rischio di liquidità è la stima del rischio che l'istituto bancario non riesca a far fronte alle proprie passività quando queste giungono a scadenza. La stima del rischio di liquidità si sostanzia nell'analisi dei flussi attesi in entrata e in uscita in diversi scenari. La stima del rischio di liquidità tiene conto delle voci fuori bilancio e della possibilità, qualora dovesse rendersi necessario, di liquidare le proprie liquidità immediate in eccesso e di ottenere credito garantito da titoli e altri attivi dalla banca centrale e altri istituti, per far fronte alle passività.

Ti potrebbe interessare anche:

Maturity ladder

Currency swap

currency swap sono contratti swap che prevedono lo scambio di un capitale iniziale e di una serie di pagamenti periodici legati ad un tasso di interesse in una valuta, con un capitale iniziale e una serie di pagamenti periodici legati ad un tasso di interesse in un'altra valuta. Alla scadenza, le parti si scambiano nuovamente l'ammontare iniziale. I currency swap possono prevedere pagamenti periodici legati ad un tasso fisso o variabile. I currency swap sono utilizzati per la gestione del rischio di cambio.
Ti potrebbe interessare anche:
Swaption Contratti Swap

Swap su valute

Gli swap su valute sono contratti swap che prevedono lo scambio di un capitale iniziale e di una serie di pagamenti periodici legati ad un tasso di interesse in una valuta, con un capitale iniziale e una serie di pagamenti periodici legati ad un tasso di interesse in un'altra valuta. Alla scadenza, le parti si scambiano nuovamente l'ammontare iniziale. Gli swap su valute possono prevedere pagamenti periodici legati ad un tasso fisso o variabile. Gli swap su valute sono utilizzati per la gestione del rischio di cambio.
Ti potrebbe interessare anche:
Swaption Contratti Swap

Strategia carry trade

La strategiacarry trade è un strategia su valute che consiste nel prendere a prestito in una valuta con tassi bassi (low yielding currency) per investire in una valuta con tassi di interessi elevati (high yielding currency), contando che il differenziale dei tassi di interesse attragga investimenti e conseguentemente rafforzi la valuta. La strategiacarry trade è quindi una strategia con leva, che in momenti di particolare stress finanziario può causare grosse perdite, sopratutto per il fatto che le low yielding currencies, come yen giapponese e franco svizzero, rientrano nei cosiddetti beni rifugio, mentre le high yieding currencies sono valute di mercati emergenti. 
Ti potrebbe interessare anche:

Carry positivo

Derivati otc su tassi di interesse

derivati otc su tassi di interesse sono strumenti derivati scambiati in mercati non regolamentati dove il sottostante è un tasso di interesse. Nei derivati otc su tassi di interesse la controparte a ogni contratto è una banca di investimento, che permette di personalizzare le caratteristiche del contratto secondo le proprie  esigenze. I principali derivati otc su tassi di interesse sono i forward rate agreement (FRA) e gli swap su tassi di interesse.

Ti potrebbe interesare anche:

Derivati OTC
Derivati OTC standardizzati






Derivati su tassi di interesse

I derivati su tassi di interesse sono strumenti derivati dove il sottostante è rappresentato da un tasso di interesse. I derivati su tassi di interessevengono utilizzati per coprire il rischio di tasso di interesse o per speculare sulla direzione futura dei tassi. In generale, derivati su tassi di interessepermettono di gestire il rischio di tasso di interesse in maniera efficiente. 
Ti potrebbe interessare anche:
Rischio di tasso di interesse Interest rate cap e interest rate floor Opzioni su tassi di interesse

Benchmark (finanza)

In finanza, il benchmark è l'indice di riferimento al quale viene comparata la performance di un fondo. Il benchmark può essere rappresentativo di un mercato ampio o specifico, a seconda della diversità settoriale e geografica delle componenti. Il benchmark deve essere coerente con i fattori di rischio ai quale è esposto il fondo.

Derivati su indici

derivati su indici sono strumenti derivati dove il sottostante è rappresentato da un indice finanziario. Iderivati su indicisono utilizzati sia a fine speculativo, per speculare sulla direzione futura dell'indice sottostante, e sia a fine di copertura, per coprire il rischio di mercato a cui è esposto il portafoglio.
Ti potrebbe interessare anche:

Derivati su azioni


Derivati su azioni

I derivati su azioni sono strumenti derivati dove il sottostante è rappresentato da azioni. Iderivati su azionisono utilizzati sia a fine speculativo, per speculare sulla direzione futura del prezzo del sottostante, e sia a fine di copertura, per coprire il rischio di una posizione azionaria detenuta in portafoglio.
Ti potrebbe interessare anche:
Derivati su indici Derivati su cambi
Opzioni call e put

Derivati di copertura

I derivati di copertura sono derivati finanziari utilizzati per coprire un rischio derivante da una  posizione in portafoglio o in bilancio. I derivati di copertura presuppongono quindi posizioni esistenti   a cui essere ricondotti e sono utilizzati nell'attività di risk management.
Ti potrebbe interessare anche:
Derivati speculativi Derivati finanziari

Derivati su cambi

I derivati su cambi sono strumenti derivati dove il sottostante è rappresentato da un tasso di cambio. I derivati su cambi sono utilizzati sia da società che intendono coprire il rischio di cambio derivante dall'operare nei mercati esteri, sia da speculatori che vogliono speculare sulla direzione futura di un tasso di cambio.
Ti potrebbe interessare anche:
Futures su valute
Opzioni su valute

Derivati su merci

I derivati su merci sono strumenti derivati che hanno come sottostante materie prime come prodotti agricoli, bestiame, metalli preziosi e industriali, e risorse energetiche. I derivati su merci sono utilizzati  da operatori che desiderano coprire il rischio derivante dalla fluttuazione del prezzo delle materie prime, speculatori il cui obiettivo è speculare sulla futura direzione del prezzo delle materie prime e operatori che compiono operazioni di arbitraggio.
Ti potrebbe interessare anche:

Futures su commodities: contango e backwardation Commodity swap

Derivati finanziari

derivati finanziari sono strumenti finanziari che derivano il proprio valore da un altro attivo. nei  derivati hanno la forma di contratti tra due parti, il compratore, che assume una posizione lunga e conseguentemente trae un profitto dal rialzo del prezzo del sottostante, e il venditore, che assume una posizione corta, e di conseguenza trae profitto dal calo del prezzo del sottostante. I derivati finanziaripossono obbligare le parti a scambiare il bene ad un prezzo ed ad una data predefinita oppure fornire ad ad una parte il diritto di esercitare entro una determinata data. di acquistare o vendere il sottostante ad un prezzo prefissato, dietro pagamento di un premio. La controparte, una volta che il compratore decide di esercitare il proprio diritto, è obbligato a eseguire il contratto. I derivati finanziari generano una posizione con leva, in quanto il capitale richiesto per aprire una posizione, in confronto al valore nozionale, è molto ridotto. I derivati finanziari possono es…

Contratti derivati

I contratti derivati sono strumenti finanziari che derivano il proprio valore da un altro attivo. nei  derivati hanno la forma di contratti tra due parti, il compratore, che assume una posizione lunga e conseguentemente trae un profitto dal rialzo del prezzo del sottostante, e il venditore, che assume una posizione corta, e di conseguenza trae profitto dal calo del prezzo del sottostante. I contratti derivati possono obbligare le parti a scambiare il bene ad un prezzo ed ad una data predefinita oppure fornire ad ad una parte il diritto di esercitare entro una determinata data. di acquistare o vendere il sottostante ad un prezzo prefissato, dietro pagamento di un premio. La controparte, una volta che il compratore decide di esercitare il proprio diritto, è obbligato a eseguire il contratto. I contratti derivati generano una posizione con leva, in quanto il capitale richiesto per aprire una posizione, in confronto al valore nozionale, è molto ridotto. I contratti derivati possono esser…

Bought deal

Il bought deal è un tipo di collocamento nel quale l'intermediario sottoscrive l'intero ammontare dell'emissione ad un prezzo inferiore rispetto al prezzo al quale ci si aspetta di collocare l'emissione sul mercato. Nel bought deal, ilrischio finanziariodell'emissione è trasferito all'intermediario,a fronte del potenziale profitto derivante dalla differenza tra il prezzo di collocamento e sottoscrizione. Allo stesso tempo, il bought deal permette all'emittente di raccogliere nuove risorse finanziare ad un prezzo di sottoscrizione inferiore.

Media mobile a 50 giorni

La media mobile a 50 giorni rappresenta la media dei prezzi di chiusura di uno strumento finanziario durante i precedenti 50 giorni. Ogni punto della curva rappresenta la media dei prezzi negli ultimi 50 giorni. Nell'analisi tecnica, la media mobile a 50 giorni è utilizzata per avere una visione del trend di breve periodo.
Ti potrebbe interessare anche:
Media mobile a 200 giorni Medie mobili (analisi tecnica) Golden cross (analisi tecnica) Death cross (analisi tecnica)

Media mobile a 200 giorni

La media mobile a 200 giorni rappresenta la media dei prezzi di chiusura di uno strumento finanziario durante i precedenti 200 giorni. Ogni punto della curva rappresenta la media dei prezzi negli ultimi 200 giorni. Nell'analisi tecnica, la media mobile a 200 giorni è utilizzata per avere una visione del trend di lungo periodo.
Ti potrebbe interessare anche:
Media mobile a 50 giorni Medie mobili (analisi tecnica) Golden cross (analisi tecnica) Death cross (analisi tecnica)

Switch (fondi)

Nei fondi, lo switch è l'operazione attraverso la quale è possibile trasferire il valore di mercato del proprio investimento dalla classe attuale ad un'altra, all'interno dello stesso comparto, o, alternativamente dal comparto attuale ad un diverso comparto dello stesso fondo multicomparto. 
Ti potrebbe interessare anche:
Fondi multicomparto SICAV multicomparto

Switch (finanza)

In finanza, il termine switch è utilizzato per indicare la sostituzione, all'interno del proprio portafoglio, di una posizione su un titolo, fondo o ETF, con un'altra posizione. Lo switch può essere implementato in ambito di allocazione del portafoglio a breve e lungo termine.

Ti potrebbe interessare anche:

Switch (fondi)

Underlying (finanza)

In finanza, l'underlying è l'attivo su cui il derivato si basa e da cui deriva il proprio valore. I derivati permettono di acquistare o vendere l'underlying ad un prezzo predefinito ad una data futura. l'underlying può avere natura finanziaria oppure può essere un bene reale.

Depositi strutturati

I depositi strutturati sono depositi vincolati il cui rendimento deriva dall'andamento di un indice finanziario o da una combinazione di molteplici indici, a seconda delle esigenze dell'investitore. I depositi strutturati possono prevedere uno svincolo anticipato a determinate condizioni specificate nel prospetto. Allo stesso tempo, i depositi strutturati possono essere callable, ovvero essere ritirati dall'istituto finanziario a condizioni predeterminate. I depositi strutturati espongono al rischio di credito dell'istituto finanziario che li offre.

Ti potrebbe interessare anche:

Deposito strutturato dual currency

Fondi quantitativi

fondi quantitativi sono fondi che utilizzano un approccio all'investimento sistematico e automatizzato, nel quale non vi è discrezionalità del gestore nel decidere quali titoli comprare o vendere, dove la scelta è delegata a dati quantitativi, eliminando l'emotività nella gestione.

Fondi classe EH

fondi classe EH sono fondi per investitori retail che prevedono una commissione di ingresso a fronte di una commissione di gestione annuale più bassa rispetto alla classe per la quale non è prevista una commissione di ingresso e prevedono la copertura della valuta di base del fondo.
Ti potrebbe interessare anche:

Fondi classe E

Falsi breakout

I falsi breakout sono breakout in cui il trend emergente non dura nel tempo, e il precedente livello di resistenza non diviene un nuovo sopporto, nel caso di falsi breakout al rialzo, e il precedente livello di supporto non diventa il nuovo livello di resistenza, nel caso di falsi breakout al ribasso.
Ti potrebbe interessare anche:
Strategia breakout Breakout (analisi tecnica) Supporti e resistenze

Perdita attesa (rischio di credito)

Nel rischio di credito, la perdita attesa è la perdita che si prevede al momento della concessione del finanziamento e scontata nello spread di credito applicato. La perdita attesa è in funzione della probabilità di insolvenza, correlata al merito creditizio del debitore, e al tasso di recupero stimato, ovvero l'ammontare che il creditore pensa di recuperare nel caso di insolvenza del debitore. 
Ti potrebbe interessare anche:
Perdita inattesa (rischio di credito)

Perdita inattesa (rischio di credito)

Nel rischio di credito, la perdita inattesa è la perdita che si discosta dalla perdita attesa, ovvero a quanto anticipato al momento della concessione del finanziamento e scontato nello spread di credito applicato. All'interno di un portafoglio di crediti, la perdita inattesa può essere ridotta attraverso la diversificazione del rischio di credito, aggiungendo al portafoglio prestiti le cui perdite inattese presentano una bassa correlazione con quelli già presenti.

Ti potrebbe interessare anche:

Perdita attesa (rischio di credito)

Tasso di insolvenza marginale

Il tasso di insolvenza marginale è la probabilità che l'emittente che non è risultato insolvente dall'inizio del periodo di osservazione, risulti insolvente nel periodo temporale rimanente. Il tasso di insolvenza marginale è quindi calcolato sugli emittenti che non sono risultati insolventi dall'inizio del periodo di analisi.

Tasso di recupero stimato

Il tasso di recupero stimato è la stima dell'ammontare che l'obbligazionista, o finanziatore, prevede di recuperare in caso di insolvenza del debitore. Il tasso di recupero stimato è in funzione della posizione debitoria nella struttura finanziaria dell'azienda debitrice e della presenza di garanzie. 
Ti potrebbe interessare anche:
Tasso di recupero

Tasso di recupero

Il tasso di recupero è l'ammontare che l'obbligazionista, o il finanziatore, riesce a recuperare  nell'evento che il debitore risulti insolvente. Il tasso di recupero è espresso in percentuale sul valore nominale del debito e varia in relazione alla presenza e qualità delle garanzie prestate a favore del creditore.

Ti potrebbe interessare anche:

Tasso di recupero stimato
Probabilità di insolvenza

Contratto a termine (finanza)

In finanza, un contratto a termine è un contratto con le quali le parti si accordano per lo scambio di un attivo sottostante, bene reale o finanziario, ad una data futura e ad un prezzo prefissato. Le caratteristiche di un contratto a termine possono essere standardizzate oppure su misura per soddisfare le esigenze delle parti.
Ti potrebbe interessare anche:
Contratti futures Contratti forward

Arbitraggio (finanza)

In finanza, l'arbitraggio è la possibilità di guadagnare un profitto privo di rischio sfruttando le inefficienze del mercato. L'arbitraggio si può attuare comprando e vendendo contemporaneamente due attivi identici ma che sono scambiati a prezzi differenti su diversi mercati o prendendo contemporaneamente una posizione lunga e corta su diversi strumenti finanziari che danno esposizione al medesimo attivo ma che possono risultare sopravvalutati o sottovalutati.

Esposizione netta

L'esposizione netta è l'esposizione netta del portafoglio alle fluttuazione del mercato, tenendo conto delle posizioni lunghe e corte.  L'esposizione netta di portafoglio è data dal rapporto tra la differenza tra il valore delle posizioni lunghe e il valore delle pozioni corte, ed il valore complessivo del portafoglio.
Ti potrebbe interessare anche:
Posizione netta lunga Posizione netta corta

Advisor finanziario

L'advisor finanziario è l'istituzione finanziaria a cui l'azienda cliente si rivolge per ricevere consulenza e supporto in operazioni di finanza straordinaria, come la raccolta di nuove risorse finanziarie sui mercati dei capitali con l'emissione di titoli obbligazionari e azionari, ed operazioni di fusioni e acquisizioni. Al termine dell'operazione, il nome dell'advisor finanziario è indicato nel comunicato stampa diffuso dall'azienda.
 Ti potrebbe interessare anche:
Success fee Retainer fee

Back-up servicer (cartolarizzazione)

Nella cartolarizzazione, il back-up servicer è il soggetto delegato al subentro nel ruolo di servicer qualora quest'ultimo non sia in grado di continuare la propria attività, o al verificarsi di determinati eventi, garantendo al continuità della gestione del portafoglio di crediti e mutui a garanzia dei titoli emessi fronte dell'operazione di cartolarizzazione.
Ti potrebbe interessare anche:
Master servicer (cartolarizzazione) Sub-servicer (cartolarizzazione)
Special servicer (cartolarizzazione) Servicer (cartolarizzazione)

Special servicer (cartolarizzazione)

Nella cartolarizzazione, lo special servicer è il soggetto preposto all'attività di riscossione dei crediti deteriorati (NPL) che rientrano nel pool di crediti a garanzia dei titoli emessi a fronte dell'operazione di cartolarizzazione.
Ti potrebbe interessare anche:
Master servicer (cartolarizzazione)
Sub-servicer (cartolarizzazione)
Back-up servicer (cartolarizzazione) Servicer (cartolarizzazione)



Master servicer (cartolarizzazione)

Nella cartolarizzazione, il master servicer è il soggetto che si occupa dei rapporti con le autorità di vigilanza competenti, delle attività burocratiche, della composizione del pool di crediti e mutui e del monitoraggio e controllo dei soggetti delegati alle attività operative della riscossione e incasso dei crediti.
Ti potrebbe interessare anche:
Back-up servicer (cartolarizzazione) Sub-servicer (cartolarizzazione)
Special servicer (cartolarizzazione) Servicer (cartolarizzazione)