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Visualizzazione dei post da Gennaio, 2020

KIID (fondi - ETF - finanza)

Il KIID è il documento che contiene le informazioni chiave per gli investitori nel fondo o ETF. Le sezioni del KIID sono standardizzate e contengono i dati identificativi del fondo/ETF (ISIN), gli obiettivi e la politica di investimento, il profilo di rischio e rendimento, le spese, i risultati ottenuti nel passato e le informazioni pratiche.
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Indicatore sintetico di rischio e rendimento (SRRI)

Derivati ETD

derivati ETD (exchange-trade-derivatives) sono strumenti derivati scambiati in borsa le cui caratteristiche sono standard e non personalizzabili. Nei derivati ETD vi è una controparte centrale che è controparte a tutti i contratti e si occupa di verificare la transazione, trasferire il denaro, liquidare le posizioni e richiedere il margine iniziale e il margine di mantenimento.

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Derivati OTC

Collaterale (collateral) - finanza

Il collaterale (collateral) è l'attivo posto a garanzia di un contratto finanziario. Nei derivati, il collateral è costituito dal denaro, o in alternativa titoli di alta qualità come le obbligazioni governative, che deve essere emesso a  garanzia di un contratto derivato, per limitare il rischio di credito della controparte. Nelle obbligazioni garantite, il collaterale è il cespite aziendale che funge da garanzia all'obbligazione emessa. Nella cartolarizzazone, il collateral è dato da prestiti e crediti i cui flussi di cassa verrano ridistribuiti.

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Collateral support annex (CSA)

Il collateral support annex (CSA) è un accordo tra le controparti di un derivato scambiato nel mercato over-the-counter (non regolamentato), dove vi è l'impegno di versare un collateral (denaro o titoli a garanzia) pari al valore di mercato del derivato per evitare perdite in caso di default della controparte.

Indicatore sintetico di rischio e rendimento (SRRI)

L'indicatore sintetico di rischio e rendimento (SRRI) rappresenta il rischio, in una scala da 1 a 7, del  l'investimento in fondo o ETF.  L'indicatore sintetico di rischio e rendimento (SRRI) si basa sulla volatilità, con investimenti in fondi monetari che avranno un indicatore sintetico di rischio e rendimento (SRRI) pari a 1, mentre investimenti in fondi azionari su mercati emergenti avranno un indicatore sintetico di rischio e rendimento (SRRI) pari a 7. L'indicatore sintetico di rischio e rendimento (SRRI) non tiene conto di altri rischi come ad esempio il rischio di credito, di cambio, di interesse e di valuta. L'indicatore sintetico di rischio e rendimento (SRRI) si trova nel KIID del fondo o dell'ETF.
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ETF armonizzati

Gli ETF armonizzati sono gli ETF che rispettano le norme europee e che quindi sono soggetti ad una tassazione sostitutiva. All'interno degli ETF armonizzati bisogna distinguere plusvalenze, dividendi e minusvalenze, in quanto soggette a tassazione differente. Gli ETF armonizzati prevedono che plusvalenze e dividendi siano tassati come redditi di capitale, mentre le minusvalenze come redditi diversi. Non  è quindi possibile compensare plusvalenze e minusvalenze da ETF.
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Fondi liquid alternative

I fondi liquid alternative sono fondi di investimento che adottano strategie di investimento alternative, promettendo una liquidità giornaliera, ovvero la possibilità di acquistare e vendere le quote del fondo giornalmente. Le strategie liquid alternative possono comprendere le strategie market neutral, long-short, relative value e global macro. Gli investimenti liquid alternative permettono di diversificare ulteriormente il portafoglio, migliorandone il profilo rischio/rendendo. La criticità principale dei fondi liquid alternative risiede nella promessa della liquidità giornaliera nonostante gli investimenti in portafoglio risultino illiquidi.
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Investimenti alternativi Strategia global macro Strategia market neutral
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Fondi comuni di investimento chiusi

fondi comuni di investimento chiusi sono fondi la cui sottoscrizione e rimborso avviene  direttamente tra gli investitori e non con il fondo. Nei fondi comuni di investimento chiusi, il numero delle quote non varia a seguito delle richieste di sottoscrizione e rimborso, ma rimane costante. I fondi comuni di investimento chiusi raccolgono i fondi sul mercato primarioquello istituzionale, per poi quotarsi sul mercato secondario per permettere la compravendita delle quote. Dato che i fondi comuni di investimento chiusi non emettono e rimborsano le quote agli investitori, vi è la possibilità di investire con  strategie più complesse in titoli meno liquidi e con l'utilizzo della leva finanziaria. Il prezzo di mercato dei fondi comuni di investimento chiusi può differire dal NAV.
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Fondi comuni di investimento aperti

Fondi comuni di investimento aperti

I fondi comuni di investimento aperti sono fondi la cui sottoscrizione e rimborso può avvenire giornalmente, secondo i tempi e i modi specificati nel prospetto informativo. Nei fondi comuni di investimento aperti, il numero di quote varia in relazione alle richieste di sottoscrizione e rimborso. Quando vengono sottoscritte nuove quote, i fondi comuni di investimento aperti emettono nuove quote ad un valore pari al NAV al momento dell'investimento. Al contrario, quando viene richiesto il rimborso delle quote del fondo,  le stesse vengono ritirate dai fondi comuni di investimento aperti al valore pari al NAV al momento del rimborso. Dato che è offerta una liquidità giornaliera, solitamente i fondi comuni di investimento aperti investono in titoli relativamente liquidi.

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Fondi comuni di investimento chiusi

Bull flattener (flattening)

Il bull flattener (flattening) è una diminuzione della ripidità della curva dei rendimenti dovuto ad un maggiore calo dei rendimenti a lungo termine rispetto a quelli di breve termine. Il bull flattener (flattening)solitamente si ha quando ci si aspetta una decelerazione della crescita economica e del tasso di inflazione.
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Bear flattener (flattening)

Il bear flattener (flattening) è una diminuzione della ripidità della curva dei rendimenti dovuto ad un maggiore aumento dei rendimenti a breve termine rispetto a quelli di lungo termine. Il bear flattener (flattening)solitamente si ha quando ci si aspetta un aumento dei tassi da parte della banca centrale, che rischia di compromettere la crescita economia ed il tasso di inflazione.
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Bull steepener (steepening)

Il bull steepener (steepening) è un aumento della ripidità della curva dei rendimenti dovuto ad una maggiore riduzione dei rendimenti a breve termine rispetto a quelli di lungo termine. Il bull steepener (steepening) solitamente si ha quando ci si aspetta un un taglio dei tassi di interesse da parte della banca centrale.
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Bear steepener (steepening)

Il bear steepener (steepening) è un aumento della ripidità della curva dei rendimenti dovuto ad un maggiore aumento dei rendimenti a lungo termine rispetto a quelli di breve termine. Il bear steepener (steepening) solitamente si ha quando ci si aspetta un aumento dell'inflazione e della crescita economica.

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Forward price-earnings (P/E) ratio

Il forward price-earnings (P/E) ratio utilizza al denominatore l'utile per azione stimato dei successivi 12 mesi o dell'esercizio successivo. Il forward price-earnings (P/E) ratio può fornire informazioni sulla sostenibilità degli utili e del P/E ratio dato dal mercato.
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Trailing price-earnings (P/E) ratio Price-Earnings (P/E) ratio

Trailing price-earnings (P/E) ratio

Il trailing price-earnings (P/E) ratio utilizza al denominatore l'utile per azione degli ultimi 12 mesi. Il trailing price-earnings (P/E) ratio può trarre in inganno soprattutto riguardo ad azioni cicliche, in quanto se ci si trova al picco del ciclo, e l'economia inizia a rallentare, le aziende potrebbero sembrare "sottovalutate" se si guarda al trailing price-earnings (P/E) ratio,  ma "sopravvalutate" se si guarda al futuro, in quanto si prevedono utili più bassi.
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Price-Earnings (P/E) ratio
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Price-Earnings (P/E) ratio

Il price-earnings (P/E) ratio è il rapporto tra il prezzo dell'azione e l'utile per azione (EPS). Il P/Eratio rappresenta uno dei multipli di mercato maggiormente utilizzato per valutare le azioni. Solitamente, il price-earnings ratio è calcolato utilizzandol'utile per azione diluito, depurato da costi non operativi e non ricorrenti. Questo permette di avere un'idea dell'utile generato dalla attività aziendale e permette una migliore valutazione della qualità degli utili e della performance aziendale. Solitamente un P/E ratio basso è associato ad azioni di tipo value, ovvero titoli che vengono valutati con multipli di mercato inferiori e che solitamente pagano un alto dividendo. Un price-earnings ratio alto è invece associato ad azioni di tipo growth, ovvero azioni che hanno prospettive di crescita superiori alla media del mercato e per le quali  gli investitori sono disposti a pagare un multiplo superiore.  Inoltre il P/E ratio è influenzato da brand, modello di …

PEG ratio (azioni - borsa - finanza)

Il PEG ratio (P/E to growth) è il rapporto tra il P/E e la crescita prevista degli utili. Il PEG ratio indica quanto si paga per un punto percentuale di crescita degli utili, fornendo un'idea di quanto "cara" è  la crescita. Il PEG ratio assume che esista una relazione lineare tra il P/E di una azione e la crescita degli utili, non considerando altre variabili che influenzano il P/E, come posizione competitiva e modello di business. A parità di condizioni, un'azione che presenta un PEG ratio inferiore ad 1 è considerata "sottovalutata", in quanto il P/E non riflette la crescita prevista degli utili. Al contrario, se l'azione presenta un un PEG ratio superiore ad 1, l'azione è considerata sopravvalutata, in quanto il rapporto prezzo-utili riflette una crescita superiore a quella stimata.

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Utile per azione (EPS) negativo

L'utile per azione (EPS) negativo si ha quando la società è in perdita. L'utile per azione (EPS) negativo può essere conseguenza di costi straordinari sostenuti nel periodo oppure di una forte crescita che necessita di elevati investimenti per essere sostenuta.
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Utile per azione (EPS) base

L'utile per azione (EPS) base è dato dal rapporto tra l'utile del periodo, al netto dei dividendi delle azioni privilegiate, e la media ponderata delle azioni ordinarie in circolazione nel periodo di riferimento, senza tenere conto della possibile diluizione a seguito della conversione di strumenti convertibili e stock option.
                  Utile per azione (EPS) base =   Utile netto - Dividendi su azioni privilegiate                                                                            media ponderata di azioni ordinarie

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Utile per azione (EPS) diluito

Utile per azione (EPS) diluito

L'utile per azione (EPS) diluito è calcolato quando la società ha emesso strumenti che possono portare ad una emissione di azioni nel futuro. L'utile per azione (EPS) diluito assume che tutti gli strumenti convertibili e le stock option del management vengano convertiti in azioni. L'utile per azione (EPS) diluito sarà uguale o inferiore all'utile per azione base.


       Utile per azione (EPS) diluito   =            Utile netto - Dividendi su azioni privilegiate                                                           media ponderata di azioni ordinarie + azioni potenzialmente emesse 
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EPS (azioni - borsa - finanza)

L' EPS (earnings per share) è l'utile per ciascuna azione in circolazione, e rappresenta l'ammontare di utile disponibile ai possessori di azioni ordinarie dopo che è stato pagato il dividendo delle azioni privilegiate. L' EPS è calcolato dividendo l'utile netto del periodo per la media ponderata delle azioni in circolazione nel periodo di riferimento. L'EPS, insieme alla sua sostenibilità e crescita, rappresenta una delle variabili fondamentali nella valutazione di una azione.

                                            EPS = Utile netto - Dividendi su azioni privilegiate                                                              media ponderata di azioni ordinarie

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Guidance (finanza)

In finanza, la guidance è il range di aspettativa per diverse metriche aziendali che il management ritiene di ottenere nel prossimo trimestre, anno, o al termine del piano industriale e funge da ancora per le aspettative del mercato.

Fondi flessibili

I fondi flessibili sono fondi in cui il team di gestione ha la completa libertà, in linea on una gestione prudertene, nella scelta dell'allocazione del portafoglio tra le varie classi di attivo. I fondi flessibili modificheranno la composizione del portafoglio costantemente in base alle aspettative sui rendimenti delle varie classi di attivo nelle quali il fondo può investire, con l'obiettivo di massimizzare il profilo rischio/rendimento. Data l'elevata discrezionalità nella gestione, solitamente il benchmark dei fondi flessibili è il rendimento medio dei fondi della stessa categoria. Un rischio che deriva dall'investimento in fondi flessibili è che il portafoglio del fondo potrebbe non essere allineato alla propensione al rischio dell'investitore.
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Fondi bilanciati

Mercati di frontiera

I mercati di frontiera sono mercati meno sviluppati dei mercati emergenti. Le caratteristiche tipiche dei mercati di frontiera sono una forte crescita economica, popolazione mediamente giovane, mercati dei capitali poco sviluppati ed instabilità politica.

Fondi bilanciati azionari

fondi bilanciati azionari sono fondi bilanciati che hanno un'allocazione target in azioni elevata,  tipicamente il 75%. Per questo motivo, i fondi bilanciati azionari tendono ad avere rendimenti e volatilità superiori, con l'obiettivo di accrescere il capitale con una moderata volatilità.
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Fondi bilanciati obbligazionari
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Fondi bilanciati obbligazionari

fondi bilanciati obbligazionari sono fondi bilanciati che hanno un'allocazione target in obbligazioni elevata, tipicamente il 75%. Per questo motivo, i fondi bilanciati obbligazionari tendono ad avere rendimenti e volatilità inferiori, con l'obiettivo di protezione del capitale e una crescita moderata. 
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Fondi bilanciati
Fondi bilanciati azionari
Fondi bilanciati flessibili

Fondi megatrend

fondi megatrend sono fondi di investimento il cui portafoglio è concentrato in titoli esposti ai grandi  fattori di cambiamento  strutturale  in  ambito economico, tecnologico, demografico e ambientale. I fondi megatrend danno quindi esposizione ai titoli maggiormente esposti a questi cambiamenti epocali, che andranno a impattare, nel lungo periodo, l'economia.
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Fondi tematici

Fondi tematici

I fondi tematici sono fondi di investimento il cui portafoglio è concentrato in titoli esposti ad un determinato tema di investimento collegato ai grandi trend macroeconomici causati dal cambiamenti tecnologici e demografici. I fondi tematici vogliono dare esposizione alla crescita secolare dei titoli esposti a questi temi macroeconomici.

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Fondi multiasset

I fondi multiasset sono fondi che investono in un'ampia gamma di classi d'attivo che includono, oltre alle tradizionali obbligazioni e azioni, investimenti alternativi come immobili e materie prime. L'obiettivo dei fondi multiasset è generare una crescita del capitale o un reddito costante, a seconda dell'obiettivo, con una volatilità contenuta. I fondi multiasset cercano di smussare la volatilità dei rendimenti ponendo grande enfasi alla correlazione delle classi di attivo in portafoglio,  per diversificare ulteriormente il rischio e migliorare il profilo rischio/rendimento della gestione.
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Fondi bilanciati

I fondi bilanciati sono fondi che investono sia in azioni che in obbligazioni. L'obiettivo dei fondi bilanciati è quello di produrre una crescita del capitale attraverso la componente azionaria, ma allo stesso tempo smussarne la volatilità con investimenti obbligazionari. Solitamente, i fondi bilanciati hanno un  mandato globale, ma il mandato di investimento può essere limitato ad una particolare area geografica.
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Fondi a profilo crescente

I fondi a profilo crescente sono una gamma di fondi bilanciati il cui profilo di rischio aumenta in relazione al peso della componente azionaria in portafoglio. I fondi a profilo crescente permettono agli investitori di scegliere il fondo il cui portafoglio rappresenta al meglio la propria propensione al rischio.

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Fondi bilanciati

Fondi passivi (a gestione passiva)

fondi passivi sono fondi che hanno come obiettivo replicare il rendimento dell'indice di riferimento. I fondi a gestione passiva si basano sull'idea che i mercati siano efficienti e che i gestori non abbiano la capacità di individuare titoli che generarono rendimenti superiori al mercato, con conseguente performance inferiore all'indice di mercato al netto delle commissioni di gestione. Per raggiungere il proprio obiettivo, i fondi passivi possono replicare l'indice acquistando tutti o una parte dei titoli che compongono l'indice, oppure possono utilizzare strumenti derivati. Dato che l'obiettivo è la mera replica del benchmark, i fondi a gestione passiva hanno una commissione di gestione più bassa rispetto ai fondi a gestione attiva. I fondi passivi possono replicare l'intero mercato o un particolare settore, esponendo gli investitori ad un particolare profilo rischio/rendimento, senza il pericolo che il gestore faccia peggio del mercato. Dato che il po…

Investimenti attivi

Gli investimenti attivi sono investimenti che presuppongono la delega della selezione dei titoli da inserire in portafoglio al gestore del fondo, con l'obiettivo di generare un rendimento superiore all'indice di riferimento. Gli investimenti attivi sono soggetti alla discrezionalità e competenza del gestore e, per questo motivo, possono presentare rendimenti e volatilità molto diversi rispetto al benchmark.

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Fondi attivi (a gestione attiva)
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Fondi attivi (a gestione attiva)

I fondi attivi sono fondi che hanno come obiettivo generare rendimenti superiori a quello dell'indice di riferimento. I fondi a gestione attiva si basano sull'idea che i gestori abbiano la capacità di individuare titoli che generarono rendimenti superiori al mercato. Per raggiungere il proprio obiettivo, i fondi attivi fanno leva analisti interni ed esterni, per la selezione dei titoli da includere nel portafoglio, in linea con la filosofia di gestione del fondo. Per questo motivo, i fondi a gestione attiva hanno una commissione di gestione più alta rispetto a fondi a gestione passiva ed ETF. Sebbene i fondi attivigodano di ampia discrezionalità nell'ambito del proprio mandato di gestione, possono essere istituite limitazioni, il più delle volte per il controllo del rischio. Dato che il portafoglio dei fondi a gestione attivapuò risultare molto differente rispetto al benchmark, cosi il rendimento e la volatilità del fondo possono variare notevolmente dall'indice di ri…

Arbitraggio da latenza (latency arbitrage)

L' arbitraggio da latenza (latency arbitrage) è una strategia di arbitraggio utilizzato in ambito di high frequency trading, dove si trae profitto dalla capacità di eseguire gli ordini ad una velocità superiore agli altri investitori. L'arbitraggio da latenza (latency arbitrage) è possibile graziealla tecnologia e capacità computazionale utilizzata in ambito di high frequency trading, permettendo di vedere i flussi degli ordini in arrivo e trarne profitto attraverso una esecuzione più veloce.

Stock picking (finanza)

Lo stock picking è una strategia di investimento dove si investe in una ristretta selezione di titoli che, dopo un'attenta analisi, si ritiene abbiano le migliori prospettive. Lo stock picking presuppone una gestione attiva del portafoglio ed un portafoglio relativamente concentrato, in modo da generare una migliore performance rispetto all'indice di mercato.
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Fondi indicizzati

I fondi indicizzati sono fondi comuni di investimento a gestione passiva che hanno come obiettivo la replica di un indice, minimizzando la differenza in termini di performance e volatilità. Dato che l'obiettivo è la replica, e non una performance superiore rispetto all'indice, i fondi indicizzati hanno  commissioni di gestione estremamente inferiori rispetto ai fondi tradizionali a gestione attiva.
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Obbligazioni sostenibili

Le obbligazioni sostenibili sono obbligazioni il cui ricavato deve essere utilizzato per finanziare progetti legati alla sostenibilità sociale e ambientale. Le obbligazioni sostenibili possono essere emesse sia da società che da governi. I progetti finanziati con emissione di obbligazioni sostenibili devono rientrare in specifiche linee guida ambientali e sociali, e la loro idoneità deve essere verificata esternamente. I progetti sostenibili finanziati con l'emissione di obbligazioni sostenibili possono includere progetti tipo lo sviluppo di energie rinnovabili o l'estensione del credito a piccole e medie imprese e società no-profit. 
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Waiver (covenant - finanza)

Il waiver è una deroga ad uno o più covenant di un contratto obbligazionario. Il waiver alle clausole del contratto può avere effetto temporaneo o permanente. Solitamente, il waiver è accordato dai creditori su richiesta del debitore in modo che lo sforamento dei covenant non sia un evento di default.
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Covenant reset Covenant finanziari

Investimenti passivi

Gli investimenti passivi sono investimenti che hanno come obiettivo la replica di un'indice. L'obiettivo degli investimenti passivi è fornire l'esposizione al rendimento di una particolare classe di attivo minimizzandone il tracking error, ovvero la differenza di performance, in termini di rendimento e volatilità, rispetto al benchmark.
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Obbligazioni verdi (green bond)

Le obbligazioni verdi (green bond) sono obbligazioni il cui ricavato deve essere utilizzato per finanziare progetti legati alla sostenibilità ambientale. Le obbligazioni verdi (green bond) possono essere emesse sia da società che da governi. I progetti ambientali finanziati con l'emissione di obbligazioni verdi (green bond) possono riferirsi alla mobilità sostenibile, efficienza energetica e dell'utilizzo delle risorse ed energie rinnovabili. L'aderenza alle linee guida internazionali dell'utilizzo del ricavato dall'emissione di obbligazioni verdi (green bond) deve essere verificata esternamente.

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Leasing sintetico (locazione sintetica)

Il leasing sintetico (locazione sintetica) è una particolare forma di leasing strutturato in modo tale che l'azienda possa disporre di un bene senza che questo sia sul proprio bilancio. Il leasing sintetico (locazione sintetica) è strutturato in modo che il bene sia di proprietà di una società veicolo, appositamente creata dall'azienda che utilizzerà il bene, la quale loca il bene all'azienda stessa.

Attività fuori bilancio

Le attività fuori bilancio sono attività a a favore dell'impresa che non vengono rappresentate nello stato patrimoniale, ma vengono invece divulgate all'interno della nota integrativa. Esempio di attività fuori bilancio sono i ricavi che si avranno da obblighi contrattuali per acquisti minimi futuri.
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LIFO a scatti (discontinuo)

Il LIFO a scatti (discontinuo) è il metodo LIFO dove il valore delle rimanenze, e del costo del venduto, viene aggiornato solo a fine periodo. Se le rimanenze aumentano, la differenza viene valutata al costo medio ponderato di acquisto del periodo. Se le rimanenze diminuiscono, queste vengono valutate al valore del periodo precedente. 
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Liquidazione LIFO

La liquidazione LIFO si ha quando, durante un periodo di aumento dei prezzi, un'azienda che utilizza il metodo LIFO, vende più prodotti di quanti ne entrano in magazzino, vendendo cosi rimanenze contabilizzate ad un costo inferiore. La liquidazione LIFO comporta una riduzione del costo del venduto con conseguente aumento del margine lordo. 
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Metodo LIFO (last in - first out)

Il metodo LIFO (last in - first out) assume che le rimanenze che giacciono da meno tempo in magazzino sono le prime ad essere vendute. Conseguentemente, con il metodo LIFO (last in - first out), il costo del venduto riflette il costo delle materie prime acquistate per ultime, mentre le rimanenze di magazzino a fine periodo riflettono il costo delle materie prime acquistate per prime.
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LIFO a scatti (discontinuo) Metodo del costo specifico Metodo del costo medio ponderato Metodo FIFO (first in - first out)

Metodo del costo medio ponderato

Il metodo del costo medio ponderato suddivide il costo di produzione su tutti i prodotti, cosicché tutti abbiano lo stesso costo.Con ilmetodo del costo medio il valore utilizzato per il calcolo del costo del costo del venduto e delle rimanenze è identico. 
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Metodo del costo specifico

Il metodo del costo specifico assume che le rimanenze sono costituite da prodotti identificabili in maniera univoca, cosicché il costo del venduto rifletta il costo di produzione esatto dei prodotti venduti. Conseguentemente, con il metodo del costo specifico, il costo del venduto riflette l'effettivo costo di produzione dei prodotti venduti, mentre le rimanenze di magazzino a fine periodo riflettono il loro effettivo costo di produzione.
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Metodo FIFO (first in - first out)

Il metodo FIFO (first in - first out) assume che le rimanenze che giacciono da più tempo in magazzino sono le prime ad essere vendute. Conseguentemente, con il metodo FIFO (first in - first out), il costo del venduto riflette il costo delle materie prime acquistate per prima, mentre le rimanenze di magazzino a fine periodo riflettono il costo delle materie prime acquistate per ultime.

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Azioni proprie

Le azioni proprie sono le azioni possedute dalla stessa società che le ha emesse, e rientrano nel capitale sociale della società stessa. Le azioni proprie possono essere acquistate dall'azienda per aumentare il valore delle azioni, aumentandone gli utili per azione, oppure per annullare l'effetto di diluizione derivante dall'esercizio delle stock option da parte del management. Le azioni proprie non pagano un dividendo e non hanno diritto di voto. Le azioni proprie vengono acquistate nel mercato e possono essere cancellate, o in alternativa dedotte dal capitale sociale e successivamente vendute.

Goodwill negativo

Nel bilancio, il goodwillnegativo si ha quando il prezzo al quale viene acquisita un'altra impresa è inferiore al fair value degli attivi e passivi acquisiti, che verranno riconosciuti in bilancio. Il goodwillnegativo non viene espresso direttamente nello stato patrimoniale, ma la differenza di prezzo viene riflessa come profitto straordinario nel conto economico.
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Goodwill (bilancio)
Bargain purchase (finanza)


Goodwill (bilancio)

Nel bilancio, il goodwill è una posta dell'attivo non corrente che rappresenta la differenza del prezzo al quale viene acquisita un'altra impresa, ed il fair value degli attivi e passivi acquisiti, che verranno riconosciuti in bilancio. Il goodwill non viene ammortizzato, ma viene però testato annualmente per eventuali svalutazioni.
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Goodwill negativo Attivo non corrente

Passivo corrente

Il passivo corrente è composto dalle passività di bilancio che sono dovute entro 12 mesi e rappresenta la fonte di finanziamento di breve termine della gestione operativa dell'azienda. Rientrano nel passivo corrente i debiti finanziari a breve termine e i debiti commerciali.  La variazione del passivo corrente influisce sui flussi di cassa della gestione operativa: un aumento del passivo corrente aumenta i flussi di cassa operativi, liberando risorse per la gestione operativa; una riduzione del passivo corrente riduce i flussi di cassa della gestione operativa, assorbendo risorse finanziarie.

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Capitale circolante netto Attivo corrente
Passivo non corrente

Attivo corrente

L'attivo corrente è composto dalle attività di bilancio che verranno monetizzate entro i successivi 12 mesi e rappresenta gli impieghi di breve termine richiesti dalla gestione caratteristica dell'azienda. Rientrano nell'attivo corrente la cassa, i crediti commerciali e le rimanenze. La gestione dell'attivo corrente influisce sull'andamento dei flussi di cassa della gestione operativa: un aumento dell'attivo corrente riduce i flussi di cassa operativo, assorbendo risorse dalla gestione caratteristica; una riduzione dell'attivo corrente aumenta i flussi di cassa della gestione operativa, liberando risorse per la gestione operativa.

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Passivo corrente
Attivo non corrente
Indice di rotazione dell'attivo corrente

Indice di rotazione del magazzino

L'indice di rotazione del magazzino  è il rapporto tra il costo del venduto e la media delle rimanenze di magazzino del periodo, ed indica quanto è veloce la rotazione del magazzino, ovvero quanto l'azienda è efficiente nel vendere i propri prodotti. Un indice di rotazione del magazzino più altro indica che i prodotti rimangono in magazzino per meno tempo, accorciando il periodo che intercorre tra la produzione e la vendita del prodotto finale. a parità di condizioni, ad un elevato indice di rotazione del magazzino, corrisponde un maggiore flusso di cassa dalla gestione operativa.
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Indice di rotazione dei debiti commerciali Days inventory outstanding (DIO)

Indice di rotazione dei debiti commerciali

L'indice di rotazione dei debiti commerciali è il rapporto tra il l'ammontare acquistato e la media dei debiti commerciali del periodo, ed indica quanto è veloce la rotazione dei debiti commerciali, ovvero quanto l'azienda è efficiente nel pagare i propri fornitori.
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Indice di rotazione del magazzino Days payable outstanding (DPO)

Indice di rotazione dei crediti commerciali

L'indice di rotazione dei crediti commerciali è il rapporto tra le vendite e la media dei crediti commerciali del periodo, ed indica quanto è veloce la rotazione e dei crediti commerciali, ovvero quanto l'azienda è efficiente nel riscuotere i crediti commerciali concessi.
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Days payable outstanding (DPO)

Il days payable outstanding (DPO) è il numero di giorni che mediamente l'azienda impiega a pagare i propri fornitori. La formula per il calcolo del days payable outstanding (DPO) è dato dal rapporto tra la media dei debiti commerciali ed il costo del venduto del periodo, moltiplicato per il numero di giorni del periodo.  Se il days payable outstanding (DPO) aumenta, significa che l'azienda aumenta i tempi di pagamento dei propri fornitori, causando un aumento del flusso di cassa della gestione operativa. Al contrario, se il days payable outstanding (DPO) diminuisce, significa che l'azienda riduce tempi di pagamento dei propri fornitori, con conseguente aumento del flusso di cassa dalla gestione operativa.
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Days inventory outstanding (DIO) Cash conversion cycle

Cash conversion cycle negativo

Il cash conversion cycle negativo si ha quando l'azienda è molto efficiente nella gestione del capitale circolante, riuscendo a vendere i propri prodotti, ed incassare gli eventuali crediti commerciali, prima di pagare i fornitori. Quando si è in presenza di un cash conversion cycle negativo, il capitale circolante dell'azienda è finanziato dai propri clienti.
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Days inventory outstanding (DIO)

Il days inventory outstanding (DIO) è il numero di giorni che mediamente l'azienda impiega a vendere le rimanenze di magazzino. La formula per il calcolo del days inventory outstanding (DIO) è dato dal rapporto tra la media delle rimanenze ed il costo del venduto del periodo, moltiplicato per il numero di giorni del periodo.  Se il days inventory outstanding (DIO) aumenta, significa che l'azienda  impiega più tempo a vendere i propri prodotti, causando una diminuzione del flusso di cassa della gestione operativa. Al contrario, se il days inventory outstanding (DIO) diminuisce, significa che l'azienda è più efficiente nella gestione del magazzino, con conseguente aumento del flusso di cassa dalla gestione operativa.
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Days sales outstanding (DSO)

Il days sales outstanding (DSO) è il numero di giorni che mediamente l'azienda impiega ad incassare i crediti commerciali generati dalle vendite. La formula per il calcolo del days sales outstanding (DSO) è dato dal rapporto tra la media dei crediti commerciali e  le vendite del periodo, moltiplicato per il numero di giorni del periodo.  Se il days sales outstanding (DSO) aumenta, significa che l'azienda  impiega più tempo a monetizzare le vendite, causando una diminuzione del flusso di cassa della gestione operativa. Al contrario, se il days sales outstanding (DSO) diminuisce, significa che l'azienda è più efficiente nella riscossione dei crediti commerciali, con conseguente aumento del flusso di cassa dalla gestione operativa.
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Defensive interval ratio

Il defensive interval ratio è il numero di giorni che l'impresa può operare monetizzando i propri attivi  correnti, al netto delle rimanenze. Il defensive interval ratio è calcolato ponendo al numeratore le poste dell'attivo corrente, ad esclusione delle rimanenze, e al denominatore le spese operative giornaliere che richiedono il cui pagamento non è differito. In  questo modo, il defensive interval ratio fornisce un'idea della capacità di far fronte alle spese utilizzando solo le poste dell'attivo corrente.

Cash conversion cycle

Il cash conversion cycle indica il numero di giorni entro il quale l'azienda riesce a convertire il proprio investimento in acquisti di materie prime in incasso dalla vendita del prodotto finale. Conseguentemente, Il cash conversion cycle da un'idea di quanto è efficiente il management nella gestione del capitale circolante. La formula per il calcolo del cash conversion cycle è la seguente:
                                               CCC = DSO + DIO - DPO
Il cash conversion cycle è dato dalla somma dei giorni che vengono impiegati per incassare il denaro delle vendite e il tempo medio entro il quale le giacenze di magazzino vengono vendute meno il tempo entro il quale vengono pagati i fornitori. Minore il cash conversion cycle, maggiore sarà il flusso di cassa generato dalla gestione operativa aziendale. 
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NPI total return swap

L'NPI total return swap è un contratto swap nel quale le parti si accordano per scambiarsi il rendimento dell'NCREIF property index, che comprende sia la variazione di prezzo che il rendimento da locazione,  a fronte del pagamento di un tasso variabile.
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Property type swap

Il property type swap è un contratto swap nel quale le parti si accordano per scambiarsi il rendimento di un sottoinsieme di un indice immobiliare a fronte del pagamento di uno spread, del rendimento di un altro sottoinsieme o dell'intero indice. Il property type swap permette di avere esposizione ad una particolare tipologia di immobile.
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Derivati su immobili (immobiliari)

I derivati su immobili (immobiliari) sono strumenti derivati che hanno come sottostante immobili o titoli legati al mercato immobiliare.  I derivati su immobili (immobiliari) più diffusi son gli swap, che possono essere utilizzati a fini di copertura o di speculazione sul mercato immobiliare o dei mutui.

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Opzioni esotiche

Le opzioni esotiche sono opzioni che presentano caratteristiche non standardizzate rispetto alle tradizionali call e put scambiate in mercati regolamentati. Le opzioni esotiche possono essere uttlizzate per finalità di copertura e speculazione. Gli elementi non standardizzati delle opzioni esotiche possono riferirsi alle molteplici possibilità di profitto, alla scadenza, al payoff e all'attivo sottostante.
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Opzioni ladder

Le opzioni ladder sono un particolare tipo di azioni che danno la possibilità al proprio detentore di trarre profitti parziali durante la vita dell'opzione indipendentemente da quale sarà il prezzo del sottostante a scadenza. Il profitto parziale delle opzioni ladder è calcolato a seconda che il prezzo del sottostante tocchi diversi livelli di prezzo prefissati. Dato che da molteplici possibilità di profitto rispetto alle opzioni tradizionali, le opzioni ladder sono solitamente più costose.
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Opzioni shout

Le opzioni shout sono opzioni di tipo europeo che danno il diritto al detentore di fissare il valore intrinseco dell'opzione in qualsiasi momento durante la vita dell'opzione. A scadenza, il possessore dell'opzione shout riceverà il più alto tra il valore intrinseco fissato in precedenza ed il payoff di un'opzione tradizionale con medesime caratteristiche.
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Opzioni call e put

Opzioni gap

Le opzioni gap sono opzioni binarie il cui profitto è la differenza tra il prezzo del sottostante ed un predeterminato ammontare diverso dal prezzo di esercizio o, in alternativa, nulla. Le opzionigap  possono essere esercitate solo a scadenza epossono avere come sottostante azioni, indici, valute e altri strumenti finanziari.

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Opzioni positive gap
Opzioni negative gap

Asset or nothing call

L'opzione asset or nothing call è un'opzione call che paga il prezzo del sottostante se questo è al di sopra del prezzo di esercizio ad una data prestabilita. Qualora il prezzo di mercato del sottostante è inferiore al prezzo di esercizio alla data prestabilita, il payoff è pari a zero.
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Opzioni asset or nothing
Asset or nothing put

Asset or nothing put

L'opzione asset or nothing put è un'opzione put che paga il prezzo del sottostante, se questo è inferiore al prezzo di esercizio ad una data prestabilita, mentre il payoff è zero se il prezzo di mercato del sottostante è inferiore al prezzo di esercizio alla data prestabilita.
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Opzioni asset or nothing
Asset or nothing call

Opzioni asset or nothing

Le opzioni asset or nothing sono un particolare tipo di opzioni binarie il cui profitto è il prezzo di mercato dell'attivo sottostante o, in alternativa, nulla. Le opzioni asset or nothing possono avere come sottostante azioni, indici, valute e altri strumenti finanziari.
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Asset or nothing call
Asset or nothing put Opzioni cash or nothing

Cash or nothing call

La cash or nothing call è un'opzione call che paga un ammontare predefinito se il prezzo del sottostante è al di sopra del prezzo di esercizio ad una data prestabilita. Qualora il prezzo di mercato del sottostante è inferiore al prezzo di esercizio alla data prestabilita. il payoff è pari a zero.
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Cash or nothing put

La cash or nothing put è un'opzione cash or nothing che paga un ammontare predefinito se il prezzo del sottostante è inferiore al prezzo di esercizio ad una data prestabilita. Qualora il prezzo di mercato del sottostante è superiore al prezzo di esercizio alla data prestabilita. il payoff è pari a zero.
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Opzioni cash or nothing

Le opzioni cash or nothing sono un particolare tipo di opzioni binarie il cui profitto è un ammontare predefinito in denaro o, in alternativa, nulla. Le opzioni cash or nothing possono avere come sottostante azioni, indici, valute e altri strumenti finanziari.

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