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Visualizzazione dei post da Aprile, 2019

White squire (finanza)

In finanza, il white squire è un termine utilizzato nelle operazioni di M&A per indicare una strategia difensiva da una scalata ostile nella quale la società target cerca una controparte "amica" (white squire) che possa acquisire una partecipazione minoritaria nel proprio capitale azionario, sufficientemente rilevante da fermare il tentativo di takeover.

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Cavaliere bianco - white knight (finanza)

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In finanza, il cavaliere bianco (white knight) è un termine utilizzato nelle operazioni di M&A per indicare una strategia difensiva da una scalata ostile nella quale la società target cerca una controparte "amica" (il cavaliere bianco) che possa acquisire l'intera azienda.
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Yield to call

Lo yield to call rappresenta il rendimento di un'obbligazione callable assumendo che questa venga ritirata dall'emittente alla prima data disponibile. Lo yield to call è quindi calcolato assumendo come valore di rimborso il prezzo, prefissato, alla quale verrà ritirata l'obbligazione, la distribuzione delle cedole fino alla prima data disponibile per il riacquisto dell'obbligazione, e infine una scadenza equivalente alla prima data disponibile per il riacquisto.
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Yield to worst

Lo yield to worst è il peggior rendimento che ci si può attendere dall'investimento in un'obbligazione qualora gli scenari più sfavorevoli, previsti dalle clausole del contratto obbligazionario, si materializzino, senza che l'emittente fallisca. In altre parole, lo yield to worst rappresenta il rendimento minimo che ci si può aspettare dall'obbligazione senza che l'emittente risulti insolvente. Ad esempio, nel caso di obbligazioni callable, lo yield to worst è calcolato assumendo che l'obbligazione venga ritirata dall'emittente alla prima data disponibile, mentre nel caso di obbligazioni sinkable, lo yield to worst è calcolato assumendo che l'emittente non rimborsi l'obbligazione secondo il piano preventivato. 
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Active risk

L'active risk è la deviazione standard dell'active return, ovvero della differenza di rendimento generato dalla gestione attiva e il benchmark di riferimento. L'active risk è intrinseco alla gestione attiva, in quanto è il rischio che deriva dal tentativo di generare un rendimento superiore al benchmark.
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Active return

L'active return è la differenza tra il rendimento della gestione attiva ed il benchmark di riferimento. A seconda che il fondo generi un rendimento superiore o inferiore al proprio indice di riferimento, l'active return può essere positivo o negativo. Quindi, l'active return rappresenta il valore aggiunto della gestione attiva del fondo.
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Asset allocation operativa

L'asset allocation operativa si riferisce all'allocazione del capitale e del rischio tra i vari attivi aziendali, in modo da ottimizzare i profitti tenendo conto della correlazione tra le varie unità. A livello di portafoglio, l'asset allocation operativa viene utilizzata per l'allocazione del portafoglio tra i diversi gestori. In questo caso, i vari indicatori di performance come indice di Sharpe, indice di Sortino, indice di Treynor, alfa di Jensen e information ratio non devono essere visti al livello di singolo fondo, ma a livello di portafoglio, tenendo conto delle varie correlazioni tra gli attivi di ciascun fondo, in modo da scegliere i fondi che ottimizzano il profilo rischio-rendimento del portafoglio nel suo complesso.
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Dividendo ordinario

Il dividendo ordinario è il dividendo che deriva dalla periodica distribuzione degli utili di esercizio agli azionisti. Il dividendo ordinario è dichiarato dal consiglio di amministrazione della società e può prevedere la previa approvazione degli azionisti. Sebbene i dividendi vengano distribuiti su base discrezionale, le aziende seguono una politica dei dividendi comunicata pubblicamente, in modo da avere una certa continuità nella distribuzione ed evitare tagli al dividendo ordinario, che vengono visti di cattivo occhio dal mercato e comunicano un peggioramento della situazione finanziaria aziendale. Per questo motivo, le aziende cercano di aumentare il dividendo ordinario in linea con la crescita degli utili per azione. La crescita del dividendo ordinario è visto molto bene dai mercati in quanto comunica solidità finanziaria e ottime prospettive di crescita. 
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Dividendo straordinario

Il dividendo straordinario è un dividendo che non proviene dalla regolare distribuzione degli utili ma viene pagato per retribuire i propri azioni in aggiunta al dividendo ordinario o, qualora l'azienda non attui una politica di distribuzione dei dividendi, come retribuzione straordinaria. I motivi principali per la quale viene pagato il dividendo straordinario sono strategici, e possono variare dall'utilizzo della liquidità in eccesso al proprio fabbisogno finanziario, alla distribuzione "extra" in un anno particolarmente positivo senza però modificare la propria politica di dividendi.
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Dividendo script

Il dividendo script è un dividendo che non viene erogato in forma monetaria, ma prevede l'emissione di nuove azioni, che verranno assegnate agli azionisti in base ad un rapporto di cambio specificato (ad esempio 1 azione ogni 100 azioni possedute). Il dividendo script è utilizzato dalle società che desiderano continuare la propria politica di dividendi ma che si trovano momentaneamente a corto della liquidità necessaria per distribuzione in forma monetaria.

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Ordini Iceberg

Gli ordini iceberg sono ordini che mostrano solo una parte della quantità totale dell'ordine. Gli ordini iceberg vengono utilizzati quando la quantità dell'ordine rappresenta una grossa percentuale del volume scambiato giornalmente, in modo che gli altri operatori non sappiano che un grosso ordine sta arrivando sul mercato, limitando il cosiddetto "front running".
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Ordini Fill or Kill (FOK)

Gli ordini Fill or Kill (FOK) sono ordini limitati che devono essere eseguiti immediatamente, per l'intero quantitativo e al prezzo desiderato, o altrimenti vengono cancellati. L'obiettivo degli ordini Fill or Kill (FOK) è quello di eseguire un'ordine di grosse dimensioni senza influenzare il prezzo.
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Ordini All or Nothing (AON)
Ordini Iceberg

Ordini All or Nothing (AON)

In finanza, gli ordini All or Nothing (AON) sono gli ordini di compravendita immessi sul mercato che verranno eseguiti solo se è possibile scambiare l'intera quantità dell'ordine in un'unica transazione, altrimenti l'ordine non verrà eseguito. Ad esempio se l'ordine All or Nothing (AON) è di vendere 1.000 azioni dell'azienda Alfa, l'ordine verrà eseguito solo se è possibile vendere le 100 azioni in un'unica transazione, altrimenti non verrà eseguito.

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Interessi add-on

Gli interessi add-on sono gli interessi, di un'obbligazione o di un prestito, calcolati combinando al valore nominale dell'obbligazione o all'ammontare prestato il valore totale degli interessi, con il risultato che il tasso di interesse add-on risulterà eccezionalmente elevato.

Opzioni asiatiche

Le opzioni asiatiche sono opzioni che possono essere esercitate solo alla data di scadenza e il loro valore è dato dalla differenza tra il valore di mercato del sottostante e la media dei prezzi del sottostante innumero periodo predeterminato, solitamente l'intera vita dell'opzione.
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Commercial paper

Il commercial paper è un titolo di debito a breve termine, non garantito da asset, emesso per finanziare esigenze di capitale circolante. Dato che non vi sono attivi aziendali a garanzia, il commercial paper è emesso solo da aziende con elevato merito creditizio. I commercial paper sono generalmente ripagati con l'emissione di nuovi commercial paper, anche se le aziende predispongono linee di credito apposite da utilizzare qualora non sia possibile raccogliere capitale nel mercato monetario, evento molto raro ma possibile. Solitamente e la durata massima del commercial paper è tra i 9 e 12 mesi, e per questo motivo, oltre all'elevato merito creditizio, i commercial paper sono uno degli strumenti principali che compongono il mercato monetario. Il mercato secondario per i commercial paper è limitato nella dimensione, in quanto solitamente i sottoscrittori sono investitori istituzionali, che detengono il commercial paper fino a scadenza. Sebbene il commercial paper è ritenuto un…

Pump and dump

Pump and dump è una forma di frode finanziaria nella quale vengono diffuse informazioni false e fuorvianti con l'obiettivo di far salire il prezzo di azioni detenuto in portafolglio (pump) per poi venderle (dump). Lo schema pump and dump può essere attuato diffondendo informazioni riguardo a prospettive di crescita rosee, lancio di nuovi prodotti o operazioni di M&A. L'attuatore del pump and dump nella diffusione di false informazioni cita fonti interne all'azienda per dare maggior credibilità alla notizia. Il pump and dump è più facile attuarlo su azioni a bassa capitalizzazione, poco liquide e non seguite dagli analisti. 
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Investimenti reali

Gli investimenti reali sono investimenti in beni reali come ad esempio immobili e materie prime (commodities). Gli investimenti reali sono una forma di investimento alternativo, ovvero investimenti non tradizionali rispetto ai classici investimenti finanziari in azioni e obbligazioni. Gli investimenti reali migliorano la diversificazione del portafoglio in quanto i rendimenti sono poco correlati con gli attivi finanziari tradizionali. In particolare, a differenza delle obbligazioni, gli investimenti reali offrono una buona copertura contro il rischio di inflazione.
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Rischio di prezzo (obbligazioni)

Il rischio di prezzo si riferisce al rischio che, nel periodo che va dall'emissione alla scadenza dell'obbligazione, il prezzo delle obbligazioni oscilli per riflettere l'andamento dei tassi di interesse. Nelle obbligazioni a tasso fisso, la cedola è fissa, e quindi non viene modificata per riflettere i nuovi rendimenti di mercato. Conseguentemente, i rendimenti vengono riflessi con l'oscillazione del prezzo di mercato, e per questo motivo,  il rendimento e il prezzo di un'obbligazione hanno una relazione inversa. Nello specifico, se i tassi salgono, il prezzo dell'obbligazione scende, per riflettere il maggior rendimento. Al contrario, se i tassi scendono, il prezzo delle obbligazioni salirà per riflettere rendimenti più bassi.
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Rischio di reinvestimento

Il rischio di reinvestimento indica il rischio che l'investitore si trovi a reinvestire la propria liquidità ad un tasso di rendimento inferiore a quello corrente. Il rischio di reinvestimento si genera nel momento in cui l'investimento viene rimborsato prima della sua naturale scadenza.   
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Obbligazioni mezzanine

Le obbligazioni mezzanine sono obbligazioni il cui diritto di prelazione in caso di fallimento della società emittente è inferiore alle obbligazioni senior ma superiore ad azioni privilegiate e ordinarie. Dato il maggior rischio, le obbligazioni mezzanine pagano una tasso di interesse superiore rispetto alle obbligazioni senior.  Per ridurre il costo del debito mezzanino, vengono utilizzati i cosiddetti equity kicker, ovvero opzioni emesse assieme alle obbligazioni che permettono di convertire le obbligazioni mezzanine in azioni ordinarie in cambio di un tasso di interesse inferiore.
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Equity kicker

In finanza, l'equity kicker è un'opzione, emessa contestualmente ad obbligazioni o azioni privilegiate che permette la conversione in azioni ordinarie. L'equity kicker è utilizzato per abbassare il costo del finanziamento della società, in quanto gli investitori saranno disposti a richiedere un tasso di interesse o un dividendo più basso in cambio dell'opzione di conversione in azioni ordinarie. L'equity kicker è solitamente utilizzato per la raccolta di capitale in fase di start-up.
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Obbligazioni subordinate convertibili

Le obbligazioni subordinate convertibili sono obbligazioni che, in caso di insolvenza della società, hanno un diritto di prelazione sugli attivi societari inferiore rispetto ad obbligazioni senior ma che allo stesso tempo, danno possibilità al detentore il diritto di convertirla con un numero predeterminato di azioni, durante un periodo prefissato, ad un prezzo predefinito. Solitamente, la conversione delle obbligazioni subordinate convertibili è a discrezione dell'investitore, ma in alcuni casi, la conversione può essere decisa dall'emittente, ne sono un esempio le obbligazioni contingent convertible (CoCo).

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Azioni privilegiate Payment-in-Kind (PIK)

Le azioni privilegiate payment-in-kind (PIK) sono azioni nel quale i dividendi non sono corrisposti in forma monetaria, ma con l'emissione di nuove azioni. Quindi il detentore di azioni privilegiate PIK riceverà nuove azioni per un controvalore equivalente al dividendo.  Questo tipo di azioni sono emesse per finanziare operazioni di leveraged buy out (LBO), dove tutti i flussi di cassa generati vengono utilizzati per ripagare il debito emesso per l'acquisizione.
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Azioni privilegiate redimibili (callable)

Le azioni privilegiate redimibili, anche chiamate azioni privilegiate callable, sono azioni privilegiate che possono essere riacquistate dall'emittente ad un prezzo predefinito a partire da una data prestabilita. Dato che l'opzione è a favore dell'emittente, le azioni privilegiate redimibili possono offrire un dividendo più alto rispetto ad azioni privilegiate non redimibili ed un prezzo di riacquisto superiore al prezzo di mercato. Sebbene le azioni privilegiate callable offrano una maggiore stabilità dei rendimenti anche nel caso di un calo del mercato, si è esposti al rischio di reinvestimento, ovvero che le azioni privilegiate vengano ritirate e che la liquidità venga reinvestita a rendimenti più bassi. Allo stesso tempo, il vantaggio per le emittenti è che le azioni privilegiate redimibili offrono l'opzionalità di ridurre il costo dell'equity, a seconda delle condizioni di mercato.
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Chinese wall (finanza)

In finanza, il chinese wall, o muraglia cinese, si riferisce ad una barriera virtuale che ha l'obiettivo di evitare il passaggio di informazioni sensibili tra i vari dipartimenti di una banca di investimento. Ad esempio, quando una banca di investimento sta lavorando ad un'operazione di M&A ci devono essere delle barriere informative (chinese wall) per evitare che l'informazione passi al dipartimento di trading che potrebbe sfruttare l'inside information dell'operazione per generare un profitto (ad esempio acquistando azioni della società che sta per essere acquisita).
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Wall crossing (finanza)

Azioni privilegiate convertibili

Le azioni privilegiate convertibili sono azioni privilegiate che possono essere convertite in un numero predeterminato di azioni ordinarie, a un prezzo prefissato, entro una data prestabilita. La discrezionalità della conversione può essere a favore dell'investitore o della società. Le azioni  privilegiate convertibili offrono una maggiore protezione rispetto alle azioni ordinarie in caso di fallimento dell'azienda, ma allo stesso tempo danno la possibilità, attraverso al conversione in azioni ordinarie, di partecipare alla crescita dell'azienda.
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Commissioni di performance (di incentivo)

Nei fondi, le commissioni di performance, o di incentivo, sono le commissioni che sono dovute solo in  funzione del rendimento, e sono calcolate come una percentuale, solitamente il 20%, dei profitti al di sopra di una determinata soglia. Solitamente, le commissioni di performance sono utilizzate dai fondi che utilizzano strategie di investimento alternative, come gli hedge fund, e il loro obiettivo è quello di allineare gli interessi di investitori e gestori del fondo. Le commissioni di incentivo possono essere accompagnate da una clausola high water mark, secondo la quale la commissione di performance può essere richiesta solo se il valore del fondo è al di sopra del valore più alto toccato in precedenza, in modo da non addebitare le commissioni di incentivo più volte per la stessa performance.
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Commissioni ad valorem

Commissioni di rimborso (uscita)

Nei fondi d'investimento, le commissioni di rimborso, chiamate anche commissioni di uscita, sono le commissioni applicate al momento della richiesta di rimborso della propria quota. La commissione di rimborso viene calcolata applicando una percentuale al valore della quota al momento del disinvestimento.
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Fondi back-end load Commissioni di sottoscrizione
Commissioni di vendita differita (fondi)

Fondi back-end load

I fondi back-end load sono fondi comuni di investimento che prevedono una commissione di rimborso, o commissione di uscita, calcolata come percentuale del valore dell'investimento al momento della vendita, che viene applicata al momento della richiesta di rimborso. Nei fondi back-end load, l'ammontare effettivamente incassato una volta vendute le quote del fondo è al netto della commissione di rimborso ed eventuali tasse.  
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Fondi front-end load

I fondi front-end load sono fondi comuni di investimento che prevedono una commissione di sottoscrizione calcolata come percentuale dell'importo investito, che vien e applicata al momento della sottoscrizione. Nei fondi front-end load, l'ammontare effettivamente investito nel fondo è al netto della commissione di sottoscrizione.  
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Fondi no-load
Fondi back-end load Commissioni di sottoscrizione

Fondi no-load

I fondi no-load sono fondi comuni di investimento che non prevedono una commissione di sottoscrizione o di rimborso. Rispetto ad altri fondi che prevedono commissioni di ingresso o di uscita, i fondi no-load hanno una commissione di gestione più alta. Uno stesso fondo può prevedere una classe no-load e una classe con commissione di sottoscrizione.
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Fondi back-end load Commissioni di sottoscrizione

Commissioni di sottoscrizione

Le commissioni di sottoscrizione, chiamate anche commissioni di entrata o di ingresso, rappresentano le commissioni prelevate al momento della sottoscrizione del fondo. Le commissioni di sottoscrizione  rappresentano una percentuale del valore dell'investimento, solitamente si assestano intorno al 3%, e vengono dedotte dall'ammontare investito, e conseguentemente, l'importo effettivamente investito nel fondo è al netto delle commissioni di sottoscrizione. Solitamente, le commissioni di sottoscrizione non vengono incassate dal gestore del fondo, ma vengono retrocesse al distributore del fondo, come compenso per l'attività di marketing e di promozione del fondo.

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Hedge fund: 2 and 20

Nel mondo degli hedge fund, il termine "2 and 20" si riferisce alla struttura commissionale. A differenza dei tradizionali fondi comuni di investimento, gli hedge fund applicano, oltre ad una commissione di gestione calcolata sul valore complessivo del fondo, una commissione di performance calcolata sui profitti realizzati, calcolati in termine assoluto oppure relativamente ad un  benchmark. Il 2% si riferisce alla commissione di gestione mentre il 20% alla commissione di performance. La "2 and 20" può prevedere la clausola high water mark, ovvero che la commissione di performance sia prelevata solo se il valore del fondo è superiore al valore più alto toccato in passato e evitare cosi che venga addebitata più volte per la stessa performance.
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NAV: Net Asset Value

Il NAV (Net Asset Value) è il valore netto del fondo e rappresenta il valore di ogni singola quota  del fondo. Il NAV è dato dal valore di mercato degli asset del fondo calcolato giornalmente come indicato nel prospetto informativo, compreso dei dividendi staccati e non ancora ricevuti, ratei di interessi delle obbligazioni, e delle cedole staccate e non ancora incassate; al netto di tutte le passività, comprese le commissioni di gestione e le eventuali commissioni di performance, debiti verso banche per operazioni con leva e passività derivanti da posizioni in contratti derivati, diviso per il numero di azioni in circolazione. 

High water mark assoluto e relativo

L'high water mark rappresenta il valore massimo toccato dalla quota di un fondo ed è utilizzato per calcolare la commissione di performance dovuta al gestore. La clausola high water mark è utilizzata dai fondi, come gli hedge fund, che utilizzano una struttura commissionale in cui vengono addebitate anche  le  commissioni di performance oltre alla tradizionali commissioni di gestione, per proteggere gli investitori dal vedersi addebitare la commissione di incentivo più di una volta per la stessa performance.  In altre parole, gli investitori non vedranno addebitata la commissione di performance fino a quando il fondo non ha recuperato le perdite pregresse e il valore del NAV non ritorna sopra l'high water mark, prima che altre commissioni di performance vengano addebitate. Esistono due tipi di high water mark: l'high water mark assoluto e l'high water mark relativo. High water mark assoluto L'high water mark assoluto si ha quando il fondo non ha un benchmark. Di c…

Angel investor (business angel)

L'angel investor o business angel, è l'investitore che fornisce i capitali iniziali, oltre che la propria esperienza e network di contatti, per trasformare l'idea di business in un business plan vero e proprio. L'angel investor (business angel) è un imprenditore o una persona con un passato manageriale che decide di investire il proprio denaro per finanziare la primissima fase di sviluppo di un'azienda. L'importo finanziato è di modesta intensità ma il rischio di fallimento è altissimo, in quanto l'azienda è ancora in stato embrionale. 
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Capitale seed (seed capital)

Capitale seed (seed capital)

Il capitale seed, o seed capital, è il capitale raccolto da una start-up per finanziare lo sviluppo di un prodotto e gli studi di mercato. Il capitale seed è raccolto con l'emissione di strumenti convertibili, come obbligazioni convertibili e azioni privilegiate convertibili. Solitamente, gli investitori che forniscono il capitale seed sono le società di venture capital. 
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Posizione sintetica

In finanza, una posizione sintetica è una posizione costruita con strumenti derivati con lo scopo di replicare il risultato economico che si avrebbe con l'esposizione diretta all'attivo finanziario. I motivi principale che spingono alla creazione di posizioni sintetiche per avere esposizione ad un determinato strumento finanziario sono i minori costi di transazione, la maggiore liquidità e la possibilità di personalizzare la propria esposizione.
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Prime brokerage

In finanza, prime brokerage si riferisce all'insieme dei servizi finanziari offerti dalle banche di investimento agli hedge fund. I servizi che rientrano nel prime brokerage sono servizi di custodia e amministrazione, trading, prestito titoli, utilizzo della leva finanziaria, sistemi informatici per la gestione del rischio e sales desks dedicati.

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Prime broker
Prime brokerage sintetico

Fondi attivisti (finanza)

In finanza, i fondi attivisti sono fondi di investimento che acquistano partecipazioni minoritarie in una azienda quotata, per cercare di influenzare il processo decisionale del management. Una volta che il fondo attivista riesce a nominare almeno un consigliere nel consiglio di amministrazione dell'azienda, i i fondo attivista collaborerà con il management proponendo strategie per accrescere il prezzo delle azioni. Le strategie dei fondi attivisti vanno da un cambio di corporate governance, a una ristrutturazione aziendale con vendita di alcune divisioni, un miglior utilizzo del capitale aziendale, e qualora l'azienda abbia molto denaro in cassa, il lancio di un programma di riacquisto di azioni proprie o operazioni di M&A.
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Hedge fund: cosa sono e come funzionano Corporate raider (finanza)

Corporate raider (finanza)

In finanza, il corporate rider è un investitore che acquista una rilevante partecipazione azionaria in una società quotata per liberarsi del management e vendere l'azienda al miglior offerente. L'obiettivo del corporate rider è con trillare il consiglio di amministrazione per liberarsi del management e sollecitare la vendita dell'azienda. Nella maggior parte dei casi, la strategia dei corporate raider si sostanzia in un takeover ostile. 
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Co-Lead manager (Finanza)

In finanza, i co-lead manager sono le banche di investimento che si occupano del coordinamento e della direzione del consorzio di banche che si occupano del collocamento dei titoli sul mercato.  Solitamente, viene utilizzato un solo lead manager, ma se l'emissione dovesse essere particolarmente rilevante, il compito di dirigere il consorzio è diviso tra diverse banche di investimento che agiscono come co-lead manager.
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Lead manager (finanza)

In finanza, il lead manager è la banca di investimento preposta all'organizzazione e al coordinamento di un consorzio di istituti finanziari per sottoscrivere l'emissione dei titoli e collocarli sul mercato. Il lead manager inoltre stabilisce i termini dell'emissione, ovvero le caratteristiche dei titoli, come ad esempio l'ammontare e la strutturai dei titoli, ed è anche il principale sottoscrittore dell'emissione. La formazione del consorzio di istituti per la sottoscrizione dell'emissione permette al lead manager di distribuire parte del rischio su altri istituti di credito. 
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Roadshow (finanza)

In finanza, il roadshow è la fase di marketing istituzionale che accompagna l'IPO ed è caratterizzata da una serie di incontri tra il management dell'azienda e gli investitori istituzionali di tutto il mondo che possono essere interessati ad investire. Durante il roadshow, il management espone alla comunità finanziaria i motivi dell'IPO, la strategia e la visione dell'azienda oltre che le prospettive di crescita.
La serie di incontri che compongono il roadshow è organizzata dal global coordinator dell'IPO, che è il principale advisor della società che ha deciso di quotarsi. Il roadshow permette al global coordinator di avere un'idea dell'interesse da parte degli investitori istituzionali, in modo che i bookrunner possano definire la forchetta di prezzo entro la quale verrà prezzata l'azione. Al termine del roadshow, in base alle condizioni di mercato, viene determinato il prezzo per azione con il quale verrà quotata l'azienda.
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Global coordinator (finanza)

In finanza, il global coordinator è la banca di investimento che ha il compito di coordinare tutte le attività necessarie al collocamento. Il global coordinator agisce in qualità di consulente dell'emittente e quindi decide insieme alla società i termini di emissione, come ad esempio importo e prezzo, e cura i rapporti con tutte le parti coinvolte che vanno dai legali e ai revisori per quanto concerne la predisposizione del prospetto informativo, ai rapporti da tenere con la società che gestisce la borsa dove verrà quotato il titolo e l'autorità che regola il mercato, ai roadshow per sollecitare l'interesse degli investitori istituzionali nel caso delle IPO, alla costituzione e al coordinamento di un consorzio di collocamento  che si occuperà di sottoscrivere e collocare l'emissione sul mercato. 
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Joint bookrunner (finanza)

In finanza, i joint bookrunner sono le banche di investimento che si occupano di costruire il book degli ordini dell'emissione. Solitamente, viene utilizzato un singolo bookrunner, ma se l'emissione dovesse essere particolarmente rilevante, il compito di costruire il book è diviso tra diverse banche di investimento che agiscono come joint bookrunner.
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Bookrunner (finanza)

In finanza, il bookrunner è la banca di investimento che si occupa di costruire e gestire il book degli ordini per una nuova emissione, raccogliendo le intenzioni di acquisto degli investitori istituzionali, cosi da poter aver un'idea del loro interesse e conseguentemente della domanda per l'emissione, e quindi determinare il prezzo di emissione. 
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Tombstone (finanza)

In finanza, la tombstone è l'annuncio, in forma scritta, di un'operazione finanziaria che comprende le informazioni base sull'operazione:  il tipo di operazione, ad esempio  se si tratta di emissione di azioni o obbligazioni, fusioni e acquisizioni e cosi via,la società o le società coinvolte nell'operazione,le banche di investimento che hanno fornito la propria consulenza nell'operazione, con il bookrunner, l'advisor che ha condotto l'operazione, che è il primo in alto a sinistra; l'ammontare dell'emissione o il valore della transazione nel caso di operazioni di fusioni e acquisizioni,il rating, se presente nel caso di emissioni obbligazionarie,informazioni su come ottenere il prospetto completo.  Dalle tombstone vengono estratte le informazioni riguardo le operazioni seguite dalle banche di investimento per compilare le classifiche riguardo alle transazioni di M&A ed emissione di debito e equity.
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Reverse takeover

Il reverse takeover è l'operazione attraverso la quale un'azienda non quotata acquisisce una società quotata, con il risultato che la società acquirente sarà quotata in borsa. Sebbene il risultato sia equivalente di una IPO, il principale vantaggio del reverse takeover è che l'azienda acquirente risparmia il processo burocratico e le commissioni ai vari advisor tipiche delle IPO. Allo stesso tempo la società che risulta dall'operazione del reverse takeover verrà vista con maggior diffidenza dagli investitori, proprio per non essere stata esaminata e analizzata dalle banche di investimento. Inoltre, nel reverse takeover la società acquisita è una società di comodo, non operativa, che rende molto più semplice la transazione e l'integrazione. 
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SPAC: Special Purpose Acquisition Company

Le SPAC (Special Purpose Acquisition Company) sono società veicolo quotate in borsa il cui obiettivo è acquisire una società non quotata. La SPAC viene dunque costituita come società "non operativa", il cui oggetto sociale è acquisire una società non quotata in un determinato settore economico entro un tempo limitato.
Se alla scadenza del termine previsto dallo statuto, solitamente 24 mesi, la special purpose acquisition company non dovesse aver trovato una società da acquisire, la SPAC verrà liquidata e il denaro raccolto con la quotazione in borsa restituito sarà agli azionisti.
La quotazione in borsa della SPAC è il modo con cui la società veicolo raccoglie il capitale necessario all'acquisizione. Il denaro raccolto è depositato presso un conto vincolato per poi essere utilizzato una volta individuata la società da acquisire. Una volta identificata la società target, gli azionisti della SPAC dovranno dare il proprio benestare all'acquisizione esprimendo il propri…

Bridge to disposal loan

Il bridge to disposal loan è una forma di bridge loan, prestito ponte, che viene erogato nell'attesa di monetizzare la vendita di un attivo per far fronte ad esigenze finanziare immediate. Una volta che verrà conclusa la vendita, parte del ricavato verrò utilizzato per rimborsare il prestito ponte.
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Correlazione di portafoglio

La correlazione di portafoglio indica quanto sono correlati tra loro i titoli che compongono un portafoglio, ovvero quanto tendono a muoversi nella stessa direzione e con la stessa intensità. La correlazione di portafoglio è una diretta conseguenza della diversificazione di portafoglio. Maggiore la diversificazione di portafoglio e minore sarà la correlazione tra i titoli.
La correlazione piò assumere valori che vanno da -1 a +1: Una correlazione pari a 1 indica che i titoli sono negativamente correlati, ovvero tendono a muoversi in direzioni opposte e con la stessa intensità,una correlazione pari a 0 indica che i titoli non sono correlati, ovvero che tendono a muoversi in maniera indipendente tra loro,una correlazione pari a 1 indica una correlazione diretta tra i titoli, che tenderanno a muoversi nella stessa direzione e con la stessa intensità. Ti potrebbe interessare anche:
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Fondi direzionali e non direzionali

I fondi direzionali e non direzionali sono fondi di investimento che hanno un diverso mandato gestionale. I fondi direzionali hanno come benchmark un indice di mercato, con l'obiettivo di batterlo, mentre i fondi non direzionali sono fondi absolute return, che implementano strategie di investimento non tradizionali per generare rendimenti in tutte le condizioni di mercato.  Fondi direzionali I fondi direzionali sono i classici fondi comuni di investimento che hanno come obiettivo dichiarato battere un benchmark di riferimento. Di tutti i titoli che compongono l'indice di riferimento, i fondi direzionali avranno in portafoglio solo i titoli che si ritiene possano generare i rendimenti migliori.  Sebbene i fondi direzionali possono avere performance superiori o inferiori rispetto al proprio benchmark, i fondi direzionali sono esposti all'andamento del mercato. Per questo motivo, i fondi che implementano una strategia di investimento tradizionale con l'obiettivo di batte…

Strategie direzionali e non direzionali

Le strategie direzionali e non direzionali sono strategie di investimento che vengono implementate a seconda cheti voglia avere o meno esposizione alla "direzione" del mercato.  Strategie direzionali Le strategie direzionali sono strategie dove si selezionano i titoli che si pensa possano generare rendimenti superiori al mercato, con l'obiettivo di battere il proprio benchmark. Sebbene l'obiettivo della strategia direzionale è quello di avere rendimenti maggiori al proprio indice di riferimento, si è comunque esposti alla "direzione" del mercato. Conseguentemente la strategia direzionale tenterà di avere profitti maggiori in mercati in rialzo e perdite minori in mercati in ribasso. Strategie non direzionali Le strategie non direzionali sono strategie dove si hanno contemporaneamente posizioni lunghe in titoli ritenuti sottovalutati e posizioni corte in titoli ritenuti sopravvalutati, con l'obiettivo di generare un rendimento non correlato con l'and…

Obbligazioni crossover

Le obbligazioni crossover sono obbligazioni il cui rating è a cavallo tra l'investment grade e il non-investment grade, dove i gestori di fondi acquistano l'obbligazione, o vendono CDS (Credit Default Swap), se pensano che il rating passi da non-investment grade a investment grade. Al contrario, gli investitori vendono allo scoperto le obbligazioni, o acquistano CDS, se pensano che il titolo venga declassato da investment grade a non-investment grade.  
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Trading automatizzato

Il trading automatizzato si riferisce ad un trading nel quale le operazioni vengono eseguite  automaticamente, seguendo delle regole prestabilite. Il trading automatizzato può eseguire ordini di acquisto o di vendita contemporaneamente su più strumenti finanziari, limitati o a mercato, quando determinati avvenimenti accadono, secondo quanto programmato dal trader.

Fusioni e acquisizioni (M&A) conglomerali

Le fusioni e acquisizioni conglomerali sono operazioni di M&A che avvengono tra due aziende che operano in settori distinti e non correlati. I motivi principali che portano alle fusioni e acquisizioni  (M&A) conglomerali è la diversificazione, che ha il duplice obiettivo di fornire all'azienda la possibilità di crescere al di fuori del proprio settore, sopratutto quando quest'ultimo è in declino strutturale, e di stabilizzare i flussi di cassa dell'azienda qualora il proprio settore sia particolarmente ciclico. 
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Fusioni e acquisizioni (M&A) verticali

Le fusioni e acquisizioni verticali sono operazioni di M&A che avvengono tra due aziende che operano in diverse fasi della filiera produttiva. Quando l'azienda acquisisce una società in una fase precedente alla propria si parla di integrazione a monte. Al contrario, quando la società acquista un'azienda operante in una fase produttiva successiva si parla di integrazione a valle. I motivi principali che portano alla fusione di due aziende in fasi diverse della filiera produttiva sono un maggior controllo della fase di produzione o di distribuzione del prodotto, economie di scala e migliore efficienza operativa.
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Valutazione pre-money e post-money

La valutazione pre-money e post- money è un metodo di valutazione utilizzato dai venture capital per valutare una start-up e fa riferimento alla valutazione prima e dopo la raccolta di capitali da investitori esterni. Valutazione pre-money La valutazione pre-money fa riferimento alla valutazione della start-up prima che questa raccolga capitali da investitori esterni. La valutazione pre-money è data dalla dimensione del mercato potenziale della start-up e dal valore dato ai prodotti che la start-up intende produrre. Valutazione post-money La valutazione post-money indica la valutazione della start-up a seguito della raccolta dei capitali da investitori esterni. La valutazione post-money deriva dalla valutazione complessiva della start-up a seguito delle partecipazioni dei venture capitalist nei vari round di raccolta di capitale.

Carried interest (private equity)

Nel private equity, il carried interest rappresenta la quota di profitto generata dal fondo che spetta alla società di gestione. Il carried interest rappresenta quindi una commissione di performance per aver generato profitti al di sopra del rendimento minimo, il cosiddetto "hurdle rate", e si assesta in media attorno al 20%. 
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Hurdle rate (private equity)

Nel private equity, l'hurdle rate rappresenta il rendimento minimo che il fondo deve generare prima che il gestore possa ricevere la commissione di performance sui profitti generati in eccesso all'hurdle rate, il cosiddetto carried interest. 
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Clawback (private equity)

Nel private equity, il clawback è una clasuola che garantisce agli investitori del fondo che la remunerazione del gestore sia in linea a quanto indicato nel prospetto. Dato che parte della remunerazione della società di gestione del fondo di private equity consiste in una quota dei profitti realizzati,  qualora venga monetizzato un investimento altamente profittevole prima della naturale scadenza del fondo, e le operazioni successive non abbiano generato profitti, con conseguente disallineamento nelle commissioni di performance in eccesso al rendimento minimo,  la clausola di clawback stabilisce la restituzione della remunerazione in eccesso per riallinearsi a quanto indicato nel prospetto.  
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Strategia merger arbitrage

La strategia merger arbitrage è una strategia event-driven consiste nell'avere una posizione lunga nella società acquisita e una posizione corta nella società acquirente. La strategia merger arbitrage  si fonda sull'idea che gli acquirenti sopravvalutano il valore della società target e che le sinergie stimate non vengano realizzate. Per questo motivo, solitamente il titolo della società acquirente subisce un calo all'annuncio dell'acquisizione. Allo stesso tempo c'è il rischio che l'acquisizione non vada in porto per motivi che spaziano dalle richieste dell'antitrust alla decisione degli azionisti della società acquirente di non procedere con l'acquisizione. La strategia di merger arbitrage richiede un'elevata leva finanziaria in quanto il margine di profitto è relativamente basso.
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Strategia event-driven


Strategia event-driven

La strategia event-driven consiste nell'investire in società oggetto di eventi societari nel breve periodo come fusioni e acquisizioni, ristrutturazioni aziendali, vendite di divisioni, spin-off e cosi via. La strategia event-driven può essere attuata con l'investimento in titoli azionari, titoli di debito e titoli ibridi. Nella strategia event-driven vengono assunte sia posizioni lunghe che posizione corte.

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Fondi multistrategy

Strategia relative value

La strategia relative value è una strategia dove si sfruttano le discrepanze di prezzo tra titoli fortemente correlati tra loro, con posizioni lunghe e corte, con l'aspettativa che la discrepanza di prezzo si annulli, generando un profitto.
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Pair trading Strategia market neutral
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Pair trading

Il pair trading è una forma di strategia market neutral che consiste nell'avere contemporaneamente una posizione lunga e corta in titoli fortemente correlati tra loro. I titoli con una forte correlazione dovrebbero muoversi nella stessa direzione e con la stessa intensità, ma per motivi specifici ai titoli oggetto del pair trading,  la correlazione potrebbe "rompersi". 
A questo punto nell'eseguire il pair trading si acquisterebbe il titolo che ha avuto una performance inferiore e si venderebbe allo scoperto il titolo che ha avuto un rendimento maggiore, in effetti scommettendo che i titoli ritornino ad avere una forte correlazione, e che ritorneranno a muoversi nella stessa direzione e con la stessa intensità. Il profitto dal pair trading si avrà quando il titolo sul quale si ha una posizione lunga avrà un rendimento superiore al titolo sul quale si ha una posizione corta, con un rendimento netto positivo. 
L'esempio di titoli correlati solitamente utilizzati n…

Supporti e resistenze

Nell'analisi tecnica, i supporti e le resistenze sono le soglie di prezzo che i titoli fanno fatica a superare. Nello specifico il supporto è definito come il prezzo più basso attorno al quale gli acquisti sono sufficienti a fermare le vendite, e definisce una soglia di prezzo che supporta il titolo. La resistenza è invece definita come il prezzo più alto attorno al quale le vendite sono sufficienti a fermare gli acquisti, e definisce un limite che il titolo non riesce a passare se non dopo alcuni tentativi.
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Breakout (analisi tecnica) Trend rialzista e ribassista

Trend rialzista e ribassista

Nell'analisi tecnica, l'analisi dei trend si basa sul fatto che il comportamento degli investitori si ripeta nel tempo, formando dei trend nei prezzi degli strumenti finanziari. Il trend può essere rialzista oppure ribassista.
Trend rialzista Il trend rialzista si forma quando il prezzo continua a salire e ogni picco di prezzo è più alto del precedente, ed i ribassi sono più alti di quelli precedenti. Durante il trend rialzista, gli investitori sono disposti a pagare prezzi sempre più alti.
Trend ribassista Il trend ribassista si forma da picchi e ribassi di prezzo sempre più bassi rispetto a quelli toccati i precedenza. In un trend ribassista i venditori sono disposti ad accettare prezzi sempre più bassi pur di vendere.

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Supporti e resistenze
Breakout (analisi tecnica)

Analisi tecnica

L'analisi tecnica è lo studio dei grafici del prezzo degli strumenti finanziari in oggetto per ricavare  informazioni sia sui prezzi passati che sui probabili comportamenti di prezzo futuri. L'analisi tecnica viene solitamente utilizzata nel trading, in quanto non si necessita di una conoscenza dettagliata dello strumento finanziario in oggetto, ma si utilizza solo lo storico dei prezzi per determinare il prezzo a quale verrà scambiato lo strumento.
Al contrario dell'analisi fondamentale, che utilizza dati fondamentali come modello di business, posizione competitiva e posizione finanziaria per calcolare il valore dello strumento finanziario  e di conseguenza il prezzo al quale dovrebbe scambiare il titolo, l'analisi tecnica  cerca di determinare a che prezzo scambierà il titolo, utilizzando dati su prezzi e volumi, basandosi su comportamenti passati degli investitori e "scommettendo" che questi si ripetano in futuro.
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Breakout (analisi tecnica)

Nell'analisi tecnica, il breakout si verifica quando il prezzo "sfonda" la resistenza, e la resistenza diviene il nuovo supporto. Il breakout si ha anche quando accade l'opposto, ovvero quando il prezzo scende sotto il livello di supporto, che in questo caso diviene la nuova resistenza.

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Candele giapponesi (analisi tecnica)

Nell'analisi tecnica, le candele giapponesi sono il tipo di grafico maggiormente utilizzato. Ogni ogni candela fornisce quattro informazioni: il prezzo giornaliero più basso, più alto, e il prezzo di apertura e chiusura. Queste informazioni danno un'idea della volatilità della sessione di borsa:sessione di trading se la candela è corta significa che il giorno è stato poco volatile; la candela più ampia indica che c'è stata molta differenza tra il prezzo più  basso toccato durante la sessione e quello più alto, e conseguentemente una maggiore volatilità. Inoltre, le candele vengono colorate di verde se il prezzo di chiusura è superiore a quello di apertura, di rosso se il titolo ha chiuso ad un prezzo inferiore rispetto all'apertura. Le angeli giapponese rendono  immediatamente visibile la volatilità positiva e negativa.


Momentum (analisi tecnica)

Nell'analisi tecnica, il momentum rappresenta la forza con il quale il prezzo sta seguendo il trend in essere. Gli indicatori del momentum del prezzo vengono costruiti utilizzando i prezzi dello strumento stesso e sono calcolati per avere un valore da 0 a 100, in modo da far notare gli estremi, ovvero dove le compravendite sono più aggressive. Gli indicatori di momentum vengono utilizzati per determinare quanto sia forte un trend che si è creato, per monitorare i livelli estremi di momentum sia in fasi rialziste che ribassiste, che possono essere seguiti da un inversione del trend e per acquistare a livelli in cui le vendite si stanno esaurendo o vendere quando gli acquirenti sono troppo ottimisti.


Testa e spalle inverso (analisi tecnica)

Nell'analisi tecnica , il testa e spalle inverso indica il passaggio da trend ribassista a trend rialzista: spalla sinistra: è rappresentata da un forte ribasso, più imponente rispetto a quello che lo ha preceduto e con forti volumi. Il ribasso si esaurisce per tornare al livello dal quale è partito, ma con volumi minori.testa: un ulteriore ribasso porta il prezzo ad un livello inferiore rispetto al livello toccato con la spalla sinistra. Solitamente, il ribasso che forma la testa ha un volume inferiore rispetto alla spalla  sinistra. Anche questo ribasso si esaurisce e torna al livello di neckline (linea del collo), che è lo stesso prezzo dal quale si è formata la spalla sinistra.spalla destra: un nuovo tentativo di ribasso riparte, con volumi inferiori rispetto alla testa,  si esaurisce allo stesso livello della spalla sinistra per poi tornare alla neckline. linea del collo (neckline): funge da resistenza, ed una volta che si esaurisce la spalla destra i trader si aspettano che …

Testa e spalle (analisi tecnica)

Nell'analisi tecnica, il "testa e spalla" indica il passaggio da un trend rialzista ad un trend ribassista.  la figura "testa e spalla" è formato da una spalla sinistra, dalla testa, dalla spalla destra e dalla linea del collo (neckline):
spalla sinistra: è rappresentata da un forte rialzo, più imponente rispetto a quello che lo ha preceduto e con forti volumi. Il rialzo si esaurisce per tornare al livello dal quale è partito, ma con volumi minori.testa: un ulteriore rialzo porta il prezzo ad un livello superiore rispetto al livello toccato con la spalla sinistra. Solitamente, il rialzo che forma la testa ha un volume inferiore rispetto alla spalla  sinistra. Anche questo rialzo si esaurisce e torna al livello di neckline (linea del collo), che è lo stesso prezzo dal quale si è formata la spalla sinistra.spalla destra: un nuovo tentativo di rialzo riparte, con volumi inferiori rispetto alla testa,  si esaurisce allo stesso livello della spalla sinistra per poi …

Bande di bollinger (analisi tecnica)

Nell'analisi tecnica, le bande di bollinger sono formate da una media mobile e due linee, una sopra e una sotto la media mobile, date dall'aggiunta alla media mobile di un multiplo della deviazione standard dal prezzo medio nel periodo di calcolo. Quindi maggiore la volatilità del titolo, maggiore sarà l'ampiezza delle bande di bollinger. Assumendo che il prezzo rimanga tra le due bande, una strategia consiste nel vendere lo strumento in oggetto quando raggiunge la banda superiore e di comprarlo quando raggiunge la banda inferiore.
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