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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2019

Originator - cartolarizzazione (finanza)

L'originator è l'istituzione cedente i titoli di credito oggetto di cartolarizzazione. L'originator è quindi l'istituzione che, nell'ambito della propria attività, ha finanziato, attraverso l'erogazione di credito, l'acquisto di un bene o servizio. Nel processo di cartolarizzazione, il termine originator può riferirsi a banche, società di leasing, società finanziarie, e società commerciali, che hanno deciso di cedere un portafoglio di crediti per generare liquidità, diversificare le proprie fonti di finanziamento o ridurre il rischio complessivo del portafoglio crediti.

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Excess spread

L'excess spread è una tipologia di credit enhancement e rappresenta la differenza (spread), tra i flussi di cassa generati dal pool di mutui e prestiti a garanzia e il tasso di interesse pagato agli investitori delle obbligazioni emessi a fronte della cartolarizzazione. Nella cartolarizzazione, l'excess spread è depositato in un conto a garanzia e viene utilizzato per assorbire le perdite qualora vi siano default nel pool di mutui e prestiti.
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Credit tranching

Credit tranching è un tipo di credit enhancement che permette di suddividere in tranche le obbligazioni emesse a fronte di titoli a garanzia, ognuna delle quali con un profilo rischio rendimento diverso. Il credit tranching è utilizzato per migliorare il merito creditizio dei titoli di debito emessi a fronte di operazioni di cartolarizzazione. Nella cartolarizzazione, il credit tranching consiste nel creare tranche subordinate alla tranche senior con l'obiettivo di assorbire le perdite derivanti dal portafoglio di mutui e prestiti. La presenza e la dimensione delle tranche subordinate migliora il rating creditizio della tranche senior.
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Overcollateralization

L'overcollateralization è un tipo di credit enhancement che consiste nel mettere a garanzia titoli per un valore superiore al valore nominale delle obbligazioni emesse a fronte dei titoli a garanzia. L'overcollateralization è comunemente utilizzato nelle operazioni di cartolarizzazione, in quanto permette di migliorare il merito creditizio delle obbligazioni emesse a fronte delle operazioni di cartolarizzazione. Trasferendo alla società veicolo mutui e prestiti per un valore superiore al valore delle obbligazioni emesse, le perdite verranno assorbite dal portafoglio a garanzia prima di intaccare le varie tranche di debito, aumentandone così la qualità ed il rating.
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Obbligazioni drop-lock

Le obbligazioni drop-lock sono obbligazioni a tasso variabile che vengono convertite automaticamente in obbligazioni a tasso fisso, il cui tasso è predeterminato e specificato nel prospetto,  qualora il tasso di interesse di riferimento scenda al di sotto di una soglia prefissata. Le obbligazioni drop-lock fornisconoquindi una forma di difesa dal calo dei tassi di interesse.
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Deferred coupon bond

I deferred coupon bond sono obbligazioni che prevedono il pagamento della cedola solo a partire da una data futura, e non a partire dall'emissione come accade per le obbligazioni tradizionali. La cedola pagata a partire dalla data futura sarà maggiore per compensare l'assenza di cedola nel periodo precedente. Per l'emittente, il vantaggio dell'emissione dei deferred coupon bond risiede nel risparmio, per il periodo iniziale, del pagamento della cedola. Allo stesso tempo, agli investitori in deferred coupon bond viene offerto un rendimento superiore ad obbligazioni tradizionali di pari qualità e durata.
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Opzioni su valute

Le opzioni su valute danno il diritto, ma non l'obbligo, di acquistare o vendere una valuta ad un rapporto di cambio prefissato entro una data predeterminata. Le opzioni call su valuta permettono di acquistare la valuta ad un cambio prefissato, mentre invece le opzioni put su valuta danno il diritto di vendere la valuta ad un rapporto di cambio predeterminato. Il rapporto di cambio rappresenta il prezzo di esercizio dell'opzione. Sebbene le opzioni su valute siano scambiate in mercati regolamentati, la maggior parte dei volumi di scambio avviene nel mercato over-the-counter.
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Currency option bond

Un currency option bond è un'obbligazione che combina un'obbligazione ed un'opzione su valuta, dando la possibilità al detentore di scegliere la valuta con la quale ricevere la cedola e il rimborso del capitale. La scelta della valuta é limitata alla valuta di emissione del bond e una seconda  valuta specificata nel prospetto.  Qualora il detentore del currency option bond desideri ricevere la cedola o il rimborso a scadenza in una valuta diversa dalla valuta di emissione, verranno esercitare le opzioni con un rapporto di cambio specificato nel prospetto.
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Obbligazioni PIK toggle

Le obbligazioni PIK toggle, comunemente definite PIK toggle notes, sono una particolare forma di obbligazione payment-in-kind (PIK) dove l'emittente ha la facoltà di scegliere le modalità con cui corrispondere l'interesse periodico, ovvero se la cedola verrà corrisposta in denaro, in-kind (con l'emissione di ulteriore debito pari al valore della cedola) oppure con un misto tra le due modalità.  
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Obbligazioni Payment-in-Kind (PIK)

Le obbligazioni payment-in-kind (PIK) sono obbligazioni nel quale gli interessi non sono corrisposti in forma monetaria,  ma attraverso l'emissione di nuove obbligazioni. Quindi il detentore di obbligazioni PIK riceverà nuove obbligazioni per un valore equivalente alla cedola.  Questo tipo di obbligazioni sono emesse da emittenti fortemente indebitate, come ad esempio le aziende che sono il risultato di operazioni di leveraged buy out (LBO). Per ovviare al maggior rischio di credito, le obbligazioni PIK offrono un rendimento superiore rispetto ad obbligazioni tradizionali.
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Obbligazioni amortizing

Le obbligazioni amortizing sono obbligazioni che prevedono un piano di ammortamento per il rimborso periodico di interessi e capitale. Le obbligazioni amortizing possono prevedere l'ammortamento completo del capitale, cosicché a scadenza il capitale and rimborsare sia pari a zero, oppure possono prevedere l'ammortamento parziale del capitale, con parte del capitale che dovrà essere rimborsato a scadenza.
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Obbligazioni sinkable

Un obbligazione sinkable è un'obbligazione dove l'emittente è contrattualmente tenuto a depositare in un conto a garanzia, definito sinking fund, fondi sufficienti a ripagare l'obbligazione a scadenza o, in alternativa, a rimborsare parte del capitale preso a prestito annualmente fino a scadenza dell'obbligazione sinkable, oppure solo dopo una data specifica, ad un prezzo predeterminato, definito sinking price.
Il vantaggio principale delle obbligazioni sinkable risiede in un elevato merito creditizio rispetto alle obbligazioni tradizionali, in quanto viene creato un deposito a garanzia del rimborso del capitale a scadenza o, in alternativa,  vi è un piano predeterminato di rimborso del capitale. Allo stesso tempo l'investitore potrebbe vedersi ritirare parte, o l'intero ammontare, del capitale quando i tassi di interessi calano, e quindi essere soggetto al rischio di reinvestimento dei proventi a tassi di interesse inferiori. 
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OAS: option-adjusted spread

L'option-adjusted spread (OAS) è una misura del rischio di credito di obbligazioni che incorporano opzioni, come le obbligazioni callable e putable, e rappresenta lo spread creditizio che aggiunto al tasso di interesse privo di rischio, eguaglia il valore attuale dei flussi dell'obbligazione al prezzo di mercato. 
Per tener conto della possibilità che l'opzione incorporata nell'obbligazione venga esercitata, si ipotizza la volatilità dei tassi di interesse durante la vita dell'obbligazione e si valuta la probabilità che l'opzione venga esercitata nelle date specificate nel prospetto.  La volatilità degli interessi ipotizzata quando si valuta un'obbligazione callable o putable è una variabile fondamentale nel calcolo dell'option-adjusted spread, in quanto al variare della volatilità degli interessi, varierà la probabilità che l'opzione sia esercitata, variando cosi la struttura dei flussi di cassa generati dall'obbligazione e quindi l'option…

Proxy fight (battaglia delle deleghe)

In finanza, la proxy fight, o battaglia delle deleghe, consiste nell'assumere il controllo di una società sollecitando un'assemblea degli azionisti nel quale si richiede la sostituzione della maggioranza del consiglio di amministrazione con consiglieri nominati dalla società acquirente. La proxy fight implica un'importante campagna di comunicazione da parte dell'acquirente verso gli azionisti della società target, nel quale si spiegano i meriti della sostituzione del management, citando frequentemente  una mediocre performance aziendale. Qualora i voti degli azionisti siano sufficienti, i consiglieri saranno sostituiti con il management prescelto dalla società acquirente, e a questo punto l'acquirente potrà acquisire la società target.
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Poison put

La poison put rappresenta un diritto a favore degli obbligazionisti della società target e si sostanzia nella possibiltà, qualora l'emittente sia oggetto di scalata ostile, di rivendere le obbligazioni alla società emittente ad un prezzo sopra la pari specificato nel prospetto. La poison put rappresenta un meccanismo di difesa da scalate ostili in quanto rende maggiormente onerosa l'acquisizione, dato che la società acquirente dovrebbe rifinanziare le obbligazioni soggette alla poison put immediatamente dopo avere concluso l'acquisizione. 
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Greenmail

La greenmail è una strategia di difesa utilizzata dalle aziende per fronteggiare una scalata ostile e consiste nel riacquistare, dalla società acquirente, le azioni già in suo possesso ad un prezzo superiore al prezzo di mercato, con la garanzia che l'acquirente non tenterà nuovamente una scalata ostile per un determinato periodo di tempo. La greenmail è utilizzata dopo che il management ha preso conoscenza del tentativo di scalata ostile da parte dell'acquirente. Dato che la greenmail consiste nell'utilizzare fondi dell'impresa per evitare di essere acquisiti, questa strategia deve essere utilizzata quando un'eventuale acquisizione risulterebbe fortemente svantaggiosa nei confronti dei propri azionisti.
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Fusioni e acquisizioni (M&A) orizzontali

Le fusioni e acquisizioni orizzontali sono operazioni di M&A che avvengono tra due aziende che operano nello stesso settore. I motivi principali che portano alla fusione di due aziende concorrenti sono le economie di scala e il consolidamento del settore. Le economie di scala permettono di ridurre i costi eliminando le strutture doppie e unificando alcuni centri di costo. Il consolidamento di settore ha l'obiettivo di rafforzare la posizione competitiva delle aziende oggetto di fusione orizzontale, potenziando il proprio potere contrattuale nei confronti di fornitori e clienti. Proprio per questo motivo le fusioni e acquisizioni orizzontali richiedono la dismissione di alcuni rami del nuovo gruppo o della cessione di alcuni attivi i modo da mantenere il mercato competitivo. 
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Metodo dei multipli di mercato

Il metodo dei multipli di mercato è uno dei metodi di valutazione maggiormente utilizzato in ambito azionario ed è utilizzato per valutare se un titolo azionario è sopravvalutato, o sottovalutato, rispetto ad azioni comparabili o l'intero mercato azionario, rapportando il prezzo del titolo con una componente del bilancio. 
L'idea fondamentale del metodo dei multipli di mercato è che rapportando il prezzo di un'azione con una variabile fondamentale come gli utili per azione, le vendite, il valore contabile e i flussi di cassa; l'investitore possa avere un'idea della valutazione data ad un particolare titolo rispetto ad un altro. A parità di condizioni, i titoli azionari scambiati a multipli elevati rispetto ad azioni comparabili, o l'intero mercato, vengono considerati sopravvalutati. Al contrario, i titoli scambiati a multipli di mercato relativamente bassi sono considerati sottovaluti rispetto ad altri titoli.
I multipli di mercato maggiormente utilizzati son…

Equity carve-out

In finanza aziendale, l'equity carve-out consiste nella separazione di un ramo d'azienda dal gruppo societario, cedendone una quota minoritaria ad investitori terzi, solitamente attraverso la quotazione in borsa. L'equity carve-out permette alla capogruppo di generare cassa e allo stesso tempo di mantenere il controllo.
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Spin-off aziendale

Lo spin-off aziendale è un processo di riorganizzazione aziendale nel quale gli azionisti della capogruppo ricevono, proporzionalmente alla loro quota di partecipazione, azioni di una nuova società che precedentemente faceva parte del gruppo societario. Lo spin-off aziendale non ha l'obiettivo di fare cassa, ma solo di separare giuridicamente le due aziende, per valorizzare un marchio o divisione del gruppo societario che non era adeguatamente riflesso nella valutazione del mercato dato alla capogruppo o perché ci si vuole focalizzare solo su una specifica parte del business. Al termine dell'operazione di spin-off aziendale, gli azionisti manterranno la propria quota di partecipazione in entrambe le società, le quali avranno consigli di amministrazione diversi e la loro compagine azionaria potrebbe variare nel tempo.
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Split-off aziendale

In finanza aziendale, lo split-off è un processo di ristrutturazione aziendale nel quale ad alcuni azionisti è data la possibilità di convertire le proprie azioni nella capogruppo in azioni di una nuova società appositamente creata, solitamente una divisione dalla quale il gruppo vuole disinvestire, in base ad un rapporto di cambio prestabilito.

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Rischio sovrano

Il rischio sovrano è una forma di rischio di credito dove il debitore è uno stato. Il rischio sovrano è in funzione di variabili macroeconomiche come ad esempio deficit fiscale, spesa pubblica, livello di debito e bilancia commerciale; credibilità del governo e mezzi alternativi di finanziamento come ad esempio la possibilità di ricorrere al Fondo Monetario Internazionale.  Come altre forme di rischio di credito, il rischio sovrano è riflesso nel costo di finanziamento dello stato e quindi nel rendimento dei titoli di stato. A parità di condizioni, ad un maggior rischio sovrano corrisponde un maggiore rendimento dei titoli di stato e quindi un maggior costo di finanziamento per il governo.

VaR: Value at Risk (finanza)

In finanza, il Value at Risk (VaR) misura il rischio di mercato stimando la perdita, in termini monetari, che ci si aspetta sia superata con un dato livello di probabilità in un determinato periodo di tempo.

Il Value at Risk è fortemente influenzato da due variabili: il livello di probabilità scelto e il periodo di tempo nel quale si vuole calcolare il VaR.

A parità di condizioni se il livello di probabilità diminuisce, la stima di perdita fornita dal VaR aumenterà perché il VaR stimerà la perdita minima che ci si aspetta di superare con una probabilità minore. Ad esempio, se si passa da  un 5% di probabilità ad una probabilità dell'1%, la perdita  minima che ci sia spetta di superare aumenterà, in quanto la stima del VaR riflette una perdita meno probabile, pari all'1%. Al contrario se si passa da una probabilità dell'1% ad una probabilità del 5%, la perdita stimata dal VaR sarà minore.

La seconda variabile che influenza la stima del Value at Risk del portafoglio è il pe…

BTO: Bespoke tranche opportunity

Le bespoke tranche opportunity (BTO) sono una variante dei CDO sintetici che prevedono l'emissione di una singola tranche rivolta ad un singolo investitore. A differenza dei CDO sintetici tradizionali, le bespoke tranche opportunity sono strutturate ad hoc per soddisfare le esigenze specifiche del singolo investitore. Il termine "bespoke", fatto su misura, sottolinea il fatto che c'è un dialogo tra la banca d'affari che struttura il prodotto e l'investitore, che sceglie il portafoglio di titoli, la valuta di emissione della BTO, il livello di subordinazione della tranche, la leva finanziaria ed eventuali garanzie.
L'investitore nella bespoke tranche opportunity, per ottenere esposizione al rischio di credito del portafoglio titoli prescelto, sta effettivamente vendendo protezione (CDS) contro il rischio di default  mentre la controparte, che crea la bespoke tranche opportunity ed è solitamente una banca di investimento,  sta effettivamente acquistando pr…

Rendimento annuo composto

Il rendimento annuo composto è il rendimento che permette di confrontare i rendimenti di investimenti con durata diversa.
Per ottenere il rendimento annuo composto di investimenti inferiori ad 1 anno, bisogna capitalizzare il rendimento per il numero di periodi presenti nell'anno. Ad esempio un rendimento mensile dovrà essere capitalizzato 12 volte, un rendimento trimestrale 4 volte. 

Per calcolare il rendimento annuo composto di investimenti superiori all'anno, il rendimento del periodo sarà capitalizzato con l'inverso del numero di periodi in 1 anno.
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Opzioni reali

In finanza aziendale, le opzioni reali sono opzioni che permettono di modificare il processo decisionale della pianificazione degli investimenti, rinviando alcune decisioni ad un tempo successivo, in funzione di sviluppi economici e avvenimenti futuri. 
Le opzioni reali possono riferirsi alla tempistica, al ridimensionamento e alla flessibilità:  tempistica: indica il rinvio dell'investimento ad una data futura per avere informazioni più accurate in modo da massimizzare il valore attuale netto dell'investimento,ridimensionamento: si riferisce all'opzione di abbandonare il progetto qualora il rendimento sia inferiore alle previsioni, o di aumentare le risorse al progetto qualora il risultato sia superiore alle aspettative. Nel primo caso si ha l'opzione di abbandono e nel secondo l'opzione di espansione,flessibilità: si riferisce alla flessibilità di modificare in data futura alcune variabili che influiscono sul valore attuale netto del progetto. Un esempio è la ges…

Premio per il rischio di mercato

Il premio per il rischio di mercato è il rendimento extra, rispetto al tasso privo di rischio, richiesto dagli investitori per investire in uno strumento soggetto al rischio di mercato. Il premio per il rischio di mercato è dato dalla differenza tra il rendimento atteso del mercato ed il tasso privo di rischio. A parità di condizioni, ad un maggiore premio per il rischio, corrisponde un maggior rendimento atteso del titolo. 
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Rendimento di mercato Portafoglio di mercato

Volatilità storica

La volatilità storica è la volatilità espressa da un titolo finanziario ed è espressa in termini di deviazione standard, ovvero di quanto variano i rendimenti dal rendimento medio. Gli strumenti finanziari che presentano una elevata volatilità storica, come ad esempio le azioni, sono considerati strumenti più rischiosi rispetto a titoli che presentano una volatilità storica più bassa, come ad esempio le obbligazioni.
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Volatilità implicita

La volatilità implicita è la volatilità osservata dal prezzo delle opzioni. Il prezzo delle opzioni è in funzione del prezzo di esercizio, il tasso di interesse, la scadenza, i flussi di cassa generati dal sottostante ed infine la volatilità attesa. Se i primi quattro elementi sono direttamente osservabili, la volatilità attesa utilizzata per prezzare le opzioni può essere solo dedotta. Di conseguenza, analizzando il prezzo dell'opzione e tutti gli input osservabili, viene calcolata la volatilità implicita nel prezzo delle opzioni. Dalla volatilità implicita osservata nelle opzioni su l'S&P 500 si costruisce l'indice VIX.
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Analisti sell-side e buy-side

Gli analisti finanziari hanno il compito di effettuare ricerche su varie aziende quotate in borsa e di esprimere un giudizio, solitamente distinto in "buy", "hold" e "sell", consigliando i beneficiari dei loro report sull'acquisto o sulla vendita di un determinato titolo. Gli analisti possono essere classificati come analisti sell-side o buy-side. Analisti sell-side Gli analisti sell-side sono analisti che lavorano per banche d'affari, broker, SIM e tutti gli istituti finanziari che offrono ricerche di investimento a clienti come fondi di in vestimento e società di consulenza finanziaria. Le ricerche degli analisti sell side vengono offerti separatamente oppure insieme ad altri servizi di brokeraggio. Analisti buy-side Gli analisti buy-side sono analisti che lavorano per fondi di investimento o società di consulenza finanziaria e eseguono ricerche su vari titoli da raccomandare ai vari gestori di portafoglio della casa di investimento. I servizi …

Portafoglio titoli

Il portafoglio titoli è l'insieme di attività finanziarie intestate ad una persona fisica o giuridica. Esempi di attività finanziarie che costituiscono un portafoglio titoli sono azioni, obbligazioni, fondi di investimento e ETF. 
Il portafoglio titoli è esposto sia al rischio di mercato, ovvero il rischio sistematico che non può essere eliminato, che al rischio idiosincratico dei singolo titoli. Varie teorie accademiche hanno  sottolineato l'importanza della diversificazione di portafoglio,  secondo la quale il portafoglio titoli i debba essere costruito tenendo conto di come i vari titoli interagiscano tra loro.
La diversificazione del portafoglio titoli permette di eliminare il rischio idiosincratico dei vari titoli e di essere esposti al solo rischio sistematico. L'esposizione al rischio sistematico del portafolgio è dato dal beta del portafolgio.
Il portafoglio titoli va costituito secondo una asset allocation strategica che permetta, nel lungo periodo, di raggiunger…

Beta di portafoglio

Il beta di portafoglio è dato dalla media ponderata dei beta dei vari titoli che compongono il portafoglio e rappresenta la sensibilità del portafoglio ai movimenti del mercato. 

Con il beta di portafoglio, attraverso il CAPM (Capital Asset Pricing Model), è possibile calcolare il rendimento atteso del portafoglio.

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Capitalizzazione composta

Il regime della capitalizzazione composta prevede la capitalizzazione di capitale e interessi maturati, di conseguenza gli interessi maturati alla fine del periodo verranno considerati come capitale all'inizio del periodo successivo, cosi che l'interesse maturi sia sul capitale iniziale che sugli interessi maturati.
Se il tasso di capitalizzazione è costante nel tempo, la formula per calcolare la capitalizzazione composta è: M rappresenta il montante, C il capitale iniziale, i il tasso di capitalizzazione e t il numero di periodi per il quale vien capitalizzato il capitale. Dato che il tasso di interesse è elevato al numero di periodi per il quale si capitalizza il capitale, all'aumentare del numero di periodi aumenta l'effetto della capitalizzazione composta sul valore del montante. 
L'effetto della frequenza della capitalizzazione degli interessi è più chiaro con un esempio:
Tasso d'interesse = 8%
Frequenza capitalizzazione: annuale, semestrale e trimestrale

Capitalizzazione semplice

Il regime della capitalizzazione semplice prevede che il calcolo degli interessi maturati alla fine del periodo sia effettuato sul solo capitale iniziale. Di conseguenza, nella capitalizzazione semplice, il montante è dato dalla somma tra il capitale iniziale e gli interessi maturati sul capitale iniziale. 
                                                        M = C + (I x T)
Nel regime di capitalizzazione semplice, gli interessi non rientrano nel capitale sul quale effettuare il calcolo degli interessi nel periodo successivo. Nella formula di calcolo della capitalizzazione semplice,  M rappresenta il montante, C il capitale iniziale, I è l'interesse maturato sul capitale iniziale ed è in funzione del tasso di capitalizzazione, ed infine T rappresenta i periodi di capitalizzazione.
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Regimi di capitalizzazione

I regimi di capitalizzazione rappresentano il modo in cui viene calcolata la maturazione  degli interessi sul capitale investito. A seconda del regime di capitalizzazione, gli interessi maturati rientrano nel capitale sul quale vengono calcolati gli interessi nel periodo successivo. 
La capitalizzazione degli interessi è in funzione del capitale sul quale vengono calcolati gli interessi, il tasso di capitalizzazione che rappresenta l'interesse da applicare al capitale, e della frequenza di capitalizzazione, ovvero ogni quanto maturano gli interessi.
Esistono tre regimi principali di capitalizzazione degli interessi: la capitalizzazione semplice, la capitalizzazione composta e la capitalizzazione continua:  capitalizzazione semplice: nel regime di capitalizzazione semplice gli interessi vengono calcolati solo sul capitale iniziale,capitalizzazione composta: gli interessi maturati rientrano nel capitale sul quale vengono calcolati gli interessi nel periodo successivo,capitalizzazion…

Capitalizzazione continua

Nel regime di capitalizzazione continua, i periodi di capitalizzazione all'interno dell'anno sono infiniti. Di conseguenza, l'interesse viene capitalizzato all'infinito. La capitalizzazione continua si differenzia dalla capitalizzazione semplice e composta in quanto quest'ultime utilizzano periodi di tempo discreti. 
Nella capitalizzazione continua, il montante è dato dal capitale moltiplicato per il numero trascendente elevato al tasso di capitalizzazione continua per i numero di anni per il quale si vuole capitalizzare il capitale.
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Tasso di rendimento contabile

In finanza aziendale, il tasso di rendimento contabile è utilizzato per valutare la redditività di un investimento ed è dato dal rapporto tra l'utile netto medio generato negli anni dall'investimento ed il valore contabile medio. Sebbene il tasso di rendimento contabile sia relativamente semplice da calcolare e da interpretare, il difetto principale riguardante l'utilizzo di valori contabili, e non dei flussi di cassa attualizzati, lo rende un indicatore poco utilizzato. 
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Payback period attualizzato

In finanza aziendale, il payback period attualizzato rappresenta il numero di anni necessari per recuperare l'investimento iniziale di un progetto. A differenza del payback period tradizionale, il payback period attualizzato tiene conto sia del valore temporale dei flussi di cassa generati dal progetto sia la loro rischiosità, in quanto i flussi di cassa sono attualizzati. Allo stesso tempo, il payback period attualizzato continua ad ignorare i flussi di cassa successivi all'anno in cui si raggiunge il pareggio. Qualora i flussi successivi siano negativi, il valore fornito dal payback period attualizzato risulta non significativo.

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In finanza aziendale, il payback period è il numero di anni necessari per recuperare l'investimento iniziale di un progetto. Il vantaggio principale del payback period è la sua semplicità di calcolo e di interpretazione. Gli svantaggi del payback period sono relativi al fatto che, non attualizzando i flussi di cassa generati dal progetto, vengono ignorati sia il valore temporale che la rischiosità dei vari flussi di cassa.
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Rischio di mercato

Il rischio di mercato è il rischio che il prezzo degli attivi finanziari sia soggetto a forti oscillazioni nel corso del tempo a seguito della variazione di fattori quali i tassi di interesse, il tasso di cambio, l'inflazione, i prezzi delle materie prime e l'andamento generale del mercato. 
Utilizzando analisi statistiche, è possibile calcolare l'esposizione al rischio di mercato. La tecnica maggiormente utilizzata per valutare il rischio di mercato è il VaR (Value at Risk). Il VaR è una stima della perdita minima che ci si può aspettare con un dato livello di probabilità in un determinato periodo. Maggiore il valore del VaR e maggiore è il rischio di mercato.
Attraverso l'utilizzo dei derivati, è possibile eliminare uno o più fattori di rischio a cui non si vuole esposizione, riducendo l'esposizione complessiva al rischio di mercato.
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Asset allocation tattica

L'asset allocation tattica rappresenta una deviazione di breve termine dall'asset allocation strategica per sfruttare determinati contesti di mercato e consiste in una temporanea sovra-esposizione o sotto-esposizione a determinate classi di attivo rispetto all'esposizione ritenuta neutrale nell'asset a location strategica. 
L'asset allocation tattica comporta una modifica del rischio di portafoglio nel tentativo di generare rendimenti maggiori dato un particolare contesto di mercato. Di conseguenza, per generare valore, l'asset allocation tattica deve generare un rendimento che ripaghi il rischio assunto. 
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Asset allocation strategica

L'asset allocation strategica integra gli obiettivi di rendimento e la tolleranza al rischio dell'investitore con le aspettative di lungo termine dei mercati dei capitali, per stabilire quali classi di attivo  andranno a comporre il portafoglio e la loro ponderazione. 
L'asset allocation strategica rappresenta il portafoglio "modello" da mantenere nel lungo periodo per raggiungere i propri obiettivi di investimento rispettando la propria tolleranza al rischio. 
L'obiettivo di rendimento di un asset allocation strategica può riguardare: generare un rendimento che costituisca un reddito che possa integrare la pensione in modo da mantenere lo stesso stile di vita, generare un rendimento superiore al tasso di inflazione per mantenere il potere di acquisto, per i fondi pensionistici, l'obiettivo è quello di riuscire a far fronte ai propri obblighi nei confronti dei pensionati. Allo stesso tempo l'asset allocation strategica deve tener conto della propensio…

Coefficiente alfa (finanza)

In finanza, l'alfa rappresenta la differenza tra il rendimento del fondo a gestione attiva ed il benchmark dichiarato e costituisce una misura della capacità del gestore di generare valore dalla propria gestione. L'alfa può essere positivo, se il gestore genera un rendimento superiore al benchmark, oppure negativo se il rendimento della gestione è inferiore all'indice di riferimento. Il gestore può generare alfa battendo l'indice costantemente di pochi punti oppure può avere grosse sovra-performance per  periodi più brevi.
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Rischio di portafoglio

Il rischio di portafoglio è dato dalla media delle deviazioni standard dei rendimenti dei titoli detenuti in portafoglio, ponderati per i loro peso, tenendo conto della loro correlazione. 
La correlazione tra i titoli è in funzione della diversificazione del portafoglio. Se il portafoglio è ben diversificato, la correlazione tra i vari titoli sarà bassa, in modo da ridurre il rischio complessivo di portafoglio. In particolare con una correlazione pari a 1, i titoli in portafoglio sono perfettamente correlati e si muovono in tandem. Se i titoli hanno una correlazione pari a 0, i titoli non sono correlati, quindi il loro movimento è indipendente l'uno dall'altro. Se invece la correlazione è negativa, i titoli sono correlati negativamente, ovvero si muovono in  direzione opposte.
Se i titoli sono perfettamente correlati, il rischio di portafoglio equivale alla media della deviazione standard dei titoli, ponderata per il loro peso in portafoglio. In questo caso non si ha il benef…

Diversificazione di portafoglio

La diversificazione di portafoglio ha lo scopo di diminuire il rischio complessivo del  portafoglio investendo in titoli che presentano un bassa correlazione tra loro. La diversificazione di portafoglio  permette di generare rendimenti corretti per il rischio migliori rispetto ad un portafoglio non diversificato.
Il modo principale per diversificare il portafoglio è investire in classi di attivo i cui rendimenti hanno una bassa correlazione tra loro. Ad esempio, un portafoglio composto da azioni e obbligazioni presenta un profilo rischio-rendimento migliore rispetto ad un portafoglio composto da una sola classe di attivo. Un portafoglio investito in  azioni e obbligazioni può essere ulteriormente diversificato inserendo investimenti alternatitivi, che presentano una bassa correlazione con  azioni e  obbligazioni. Esempi di investimenti alternativi sono hedge fund, private equity, commodities e investimenti immobiliari. 
La diversificazione può avvenire anche all'interno della sin…

Coefficiente beta (finanza)

In finanza, il coefficiente beta rappresenta la sensibilità di un titolo alle variazioni di mercato ed è una   misura del rischio sistematico, ovvero del rischio di mercato che non può essere eliminato. Il coefficiente beta è dato dalla covarianza tra i rendimenti del titolo ed il rendimento del mercato, diviso per la volatilità del mercato. I rendimenti e la volatilità sono dati storici.
Il beta può essere positivo, negativo oppure pari a 0. Un beta positivo indica che il rendimento del titolo segue l'andamento generale del mercato. Nello specifico, un beta tra 0 e 1 indica un titolo che segue l'andamento del mercato ma con oscillazioni inferiori sia nei movimenti al rialzo che al ribasso. Beta positivi e inferiori 1 sono tipici dei settori difensivi o non ciclici, che riescono a far crescere gli utili anche in recessioni economiche.  Un beta pari a 1 riflette un titolo che si muove in tandem con il mercato, replicandone perfettamente il rendimento nelle fasi di rialzo e rib…

Rischio sistematico e idiosincratico

Il rischio di un titolo può essere visto come la somma tra il rischio sistematico e il suo rischio idiosincratico. Attraverso un portafoglio ben diversificato, è possibile eliminare il rischio non sistematico ed avere esposizione al solo rischio di mercato. Rischio sistematico Il rischio sistematico è il rischio che non può essere eliminato, neanche con la diversificazione di portafoglio, e rappresenta il rischio generale del mercato. Il rischio sistematico è relativo a fattori come ad esempio il livello dei tassi di interesse e l'inflazione. Il rischio sistematico è rappresentato dal beta. Rischio idiosincratico (non-sistematico)  Il rischio  idiosincratico  è il rischio non sistematico, ovvero  è il rischio specifico del titolo, che può essere eliminato inserendo il titolo in un portafoglio con altri titoli con cui ha una bassa correlazione. Attraverso la diversificazione, il rischio idiosincratico viene eliminato e il portafoglio è esposto al solo rischio sistematico.
Ti poter…

Rischio sistemico

Il rischio sistemico è il rischio che eventi negativi in un'impresa o istituzione finanziaria contagino un intero settore o l'intera economia causando enormi danni al sistema finanziario. Il rischio sistemico è quindi in funzione  di quanto siano interconnessi tra loro le varie componenti del sistema finanziario e di quali siano i meccanismi di trasferimento del rischio tra i vari componenti del sistema finanziario. Maggiore è l'integrazione del sistema finanziario e l'interconnessione dei suoi vari componenti, maggiore è il rischio sistemico.
Tutte le varie componenti del sistema finanziario possono causare, essere affetti o trasmettere il rischio sistemico.
Il rischio sistemico può risultare da fatti endogeni al sistema finanziario, un esempio è il fallimento di un'istituzione finanziaria fortemente interconnessa con le altre che causa il dissesto dell'intero sistema finanziario, oppure può avere origini esogene, ovvero da eventi esterni al sistema finanziar…

MBS: Mortgage-Backed Securities

Le mortgage-backed securities (MBS) sono titoli cartolarizzati garantiti da mutui ipotecari. Le MBS rientrano nelle Asset-Backed-Securities (ABS), ovvero nei titoli emessi a fronte di operazioni di cartolarizzazione. 
Le mortgage-backed securities possono essere garantite  dal governo o agenzie governative, in questo caso vengono definite Agency MBS, oppure possono non essere garantite, e i questo caso vengono chiamate non-agency MBS. Negli Stati Uniti, dove il mercato dei titoli cartolarizzati è molto sviluppato, le prime sono garantite da agenzie governative come Fannie Mae, Freddie Mac e Ginnie Mae.
Le mortgage-backed securities si dividono in mortgage-backed securities residenziali, dove i titoli cartolarizzati sono garantiti da mutui ipotecari su abitazioni, e mortgage-backed securities commerciali, garantite da mutui su uffici, capannoni, macchinari, centri commerciali ecc.
Le morgage backed securities garantite dagli enti governativi hanno un elevato rating per la garanzia  de…

Futures su commodities: contango e backwardation

I futures su commodities sono contratti futures che hanno come sottostante materie prime e rappresentano uno dei modi principali con i quali si può investire in commodities.  L’utilizzo dei futures su commodities consente di scambiare la materia prima sottostante in una data futura ad un prezzo prefissato. 
Quando si acquista un future si ha una posizione lunga sulla materia prima sottostante, in quanto si trae profitto da un aumento del prezzo della materia prima. Al contrario, quando si vendono futures si assume una posizione corta sulla materia prima sottostante, in quanto si avrà u profitto dal calo del prezzo del sottostante.
I futures su commodities sono utilizzati da due macro-categorie di investitori: speculatori e operatori che desiderano coprire il rischio derivante dalle oscillazioni di prezzo. Gli speculatori utilizzano i futures su commodities per speculare sul rialzo o il ribasso dei prezzi in base alle proprie aspettative. L'altra categoria si riferisce ad operatori c…