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Futures: cosa sono e come funzionano


I futures, insieme a opzioni swap, sono tra i contratti derivati più diffusi. Nati a metà del 1800 negli Stati Uniti con l'obiettivo di dare la possibilità agli agricoltori statunitensi di vendere il raccolto ad un prezzo prefissato e di consegnarlo in data futura, oggi i futures esistono sua attivi come materie prime, tassi di interesse, valute e indici finanziari.

Cosa sono i futures

I futures sono contratti finanziari derivati scambiati in mercati regolamentati in cui le parti si accordano di scambiare l'attivo sottostante il contratto future ad una data futura ad un prezzo prefissato.

Alla data concordata per lo scambio, il compratore di futures è obbligato a comprare il sottostante al prezzo prefissato ed il venditore è obbligato a vendere. Di conseguenza, il compratore di futures ha una posizione lunga sul sottostante, realizzando un profitto dal rialzo di prezzo e, contemporaneamente, chi vende ha una posizione corta sul sottostante, realizzando un profitto dal ribasso dei prezzi.

Le caratteristiche di un contratto future riguardano:
  • l'attivo sottostante: rappresenta l'attivo finanziario dalla quale il contratto futures deriva il valore, e può riguardare materie prime, valute, tassi di interessi e indici finanziari
  • la quantità di attivo sottostante equivalente ad ogni contratto future: ad esempio un singolo contratto future sul petrolio è equivalente a 1.000 barili di petrolio.
  • il luogo di consegna: questo è valido sopratutto per i future su materie prime, che richiedono il regolamento con consegna fisica del sottostante.
  • data di scadenza, ovvero la data in cui scade il contratto future. La data di scadenza del contratto future può essere diversa dalla data di consegna del sottostante, che generalmente avviene dopo la scadenza.  
Essendo i futures contratti scambiati in mercati regolamentati, le caratteristiche del contratto future devono essere standardizzate. Quindi attivo sottostante, quantità e data di scadenza sono predefiniti e decisi dalla borsa nella quale i futures vengono cambiati, omogenizzando cosi gli strumenti e aumentandone la liquidità nel mercato secondario.

Esistono due tipi principali di futures: futures su materie prime (futures su commodities o commodities futures) e futures finanziari. I futres su commodities sono i futures con attivi sottostanti materie prime come petrolio, metalli preziosi, prodotti agricoli e bestiame. I futres finanziari diari hanno invece come sottostante indici finanziaria, tassi di interesse e valute.

Come funzionano i futures

Nei contratti futures, la clearing house è intermediario di ogni contratto future per garantire il non fallimento della controparte e l'esecuzione del contratto a scadenza. I metodi principali con cui la clearing house garantisce la controparte e l'esecuzione del contratto future sono il "marking to market" e la richiesta di margini di garanzia.

La clearing house, per diminuire il rischio che una delle parti fallisca, richiede che profitti e perdite vengano regolamentante giornalmente attraverso un procedimento definito "marking to market".  In base alle  ultime transazioni giornaliere, la clearing house determina il prezzo di regolamento dei futures, che determina le posizioni in profitto o in perdita della controparte. Alla parte che è in profitto verrà accreditato il profitto giornaliero della posizione, mentre invece la perdita verrà addebitata alla controparte. In questo modo, il rischio di default di una delle parti viene ridotto in quanto le perdite no si accumulano fino a scadenza del contratto future. essendo la clearing house la controparte effettiva di ogni contratto future, questa si occupa di trasferire il denaro tra i vari detentori di contratti futures, addebitando denaro ai conti in perdita e accreditando i conti in profitto. In questo modo le perdite non si accumulano ad un punto tale  da causare il default della controparte.

Oltre al "marking to market", la clearing house richiede che le parti che entrano in un contratto future depositino un margine iniziale di garanzia. Il margine di garanzia depositato può essere in contanti o in titoli equivalenti a contanti, che normalmente sono strumenti del mercato monetario come obbligazioni governative a brevissimo termine. Il margine di garanzia rappresenta circa il 10% del valore nozionale dei futures. Il valore nozionale rappresenta l'esposizione monetaria della posizione in futures e si ottiene moltiplicando la quantità da quantità di attivo sottostante equivalente ad ogni contratto future per il prezzo del contratto. Il fatto che si depositi circa il 10%, e a volte anche meno, del valore nozionale, fa si che i futures generino una forma intrinseca di leva finanziaria.

Se il margine iniziale rappresenta i costo di entrare nel contratto future, il margine di garanzia rappresenta il margine minimo per mantenere la posizione aperta. Il margine di mantenimento è inferiore al margine di iniziale. Ogni giorno, attraverso il processo di "marking to market" i profitti e le perdite della posizione sono accreditati e addebitati al conto margine. Quindi il margine a garanzia della posizione varierà con il tempo a seconda dell'andamento di profitti e perdite.  Se le perdite vanno ad erodere il margine iniziale in modo tale che il denaro depositato in garanzia scenda sotto il margine di mantenimento, la parte sarà soggetta alla cosiddetta "margin call" da parte del broker, che chiederà di reintegrare la garanzia fino al margine iniziale. Se la controparte no riesce a reintegrare il margine a garanzia, la posizione viene chiusa. 

I futures possono prevedere la consegna fisica del sottostante oppure il saldo monetario della posizione. Nel caso di consegna fisica, come può avvenire quando il sottostante del future è una materia prima come petrolio o oro, il venditore è obbligato a consegnare il sottostante del future al luogo di consegna designato ed il compratore a pagare per il trasporto. Se il futures viene invece saldato in contanti, ad esempio per sottostanti immateriali come gli indici finanziari,  a scadenza viene calcolato l'ultimo "marking to market" del contratto, con il prezzo di regolamento che sarà equivalente all prezzo spot di mercato. In alternativa, se non si vuole arrivare a scadenza, la posizione  può essere chiusa attraverso il processo di "offsetting", che consiste nell'assumere una posizione contraria di pari valore. Se si ha una pozione lunga, basterà vendere lo stesso contratto future per un uguale controvalore. Se si ha una posizione corta si comprerà lo stesso contratto future per il medesimo valore. Essendo al clearing house intermediario di ogni contratto, per chiudere la posizione non è necessario assumere la posizione con la stessa controparte. La clearinghouse vedrà che nel proprio conto che si ha una posizione lunga e una posizione corta sullo stesso contratto, e quindi una posizione netta pari a zero, considera la posizione chiusa. 

Come accade per altri strumenti finanziari derivati, i futures possono essere utilizzati a fini speculativi o di copertura del rischio. A fini speculativi in quanto i future permettono dia vere una posizione con leva sul sottostante su qui si vuole speculare, amplificandone i potenziali guadagni e perdite. allo stesso tempo i futures possono essere utilizzati per eliminare specifici di portafoglio, come copertura di valuta, aumento di tassi di interesse o alo di un particolare indice finanziario.

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